3 set 2008

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L’intervista (vera) a Elisa Villa

Ogni mercoledi su puramentecasuale.com un’intervista! Buona lettura!

Elisa Villa è mia sorella. Quandole hoconfessato che avrei voluto fare a lei la prima intervista da mettere sul sito, subito mi ha detto “Ma a chi vuoi che interessi la mia storia!”. Sapevo invece che una chiacchierata con lei potesse avere spunti molto interessanti, in fondo vincere cinque campionati italiani e raggiungere la posizione numero 364 del ranking mondiale non è cosa da tutti, soprattutto in uno sport selettivo come il tennis. Ci sono voluti alcuni giorni e qualche telefonata, per riuscire a convincerla, poi finalmente ha ceduto. La raggiungo al Quanta Sport Village di Milano, dove insegna da quasi un anno; ci sediamo fissando in lontananza i campi, curiosa di cosa avrei potuto chiedergli, mi dice “Cosa vuoi sapere?”.La prima cosa che volevo chiederti è se vale veramente la pena dedicare tanto tempo ad uno sport? Il tennis mi ha regalato emozioni che mai scorderò, ho potuto conoscere persone con cui ho stretto legami importanti, e grazie hai molti viaggi ho visto posti e culture diverse dalla nostra. Tuttavia sono state le difficoltà incontrate sul campo a darmi la maturità che soltanto lo sport può offrirti, un vero atleta ha disciplina e passione fuori dal comune, una ricchezza di cui vado fiera. Molto bello. Sei stata una giocatrice professionista per circa sei anni, si può raggiungere certi livelli studiando normalmente e allenandosi vicino casa? Certo! Senza dubbio bisogna avere la fortuna di trovare strutture adeguate e insegnanti preparati, al TC Ambrosiano ho potuto farlo grazie al sostegno di tutti; studiare è un valore aggiunto a cui non si deve rinunciare, ti permette di stare con ragazzi della tua età che fanno una vita diversa, e nel caso non riuscissi a sfondare puoi sempre continuare con la carriera scolastica. Nel 2001 hai subito un grave infortunio al polso (rottura di piccoli frammenti della cartilagine di un polso, n.d.r.), proprio nel momento in cui eri in grande ascesa. Se non ti fossi fatta male come sarebbe andata? Difficile dirlo, tra tentativi di terapie, consulti vari e poi l’operazione di pulizia, ho perso circa due anni. Ho subito il danno durante un incontro con Dinara Safina, stavo giocando un tennis meraviglioso, diverso, rischioso, ma di grande rendimento; e anche se nel 2004 sono riuscita ad ottenere il mio best ranking, qualcosa era cambiato, ero più consapevole dei miei mezzi, ma contemporaneamente più fragile e frettolosa. In ogni caso gli infortuni fanno anch’essi parte del gioco e forse del proprio destino! Quanto costa sostenere l’attività di professionista? Ci sono sponsor che ti aiutano? Gli sponsor ti cercano solo se sei giovane e con ottime possibilità di entrare nella vera elite del tennis mondiale: le prime 50 giocatrici del mondo. Altrimenti è dura, le spese sono tutte a carico della famiglia, gli allenamenti, i materiali e gli spostamenti sono onerosi, e le entrate poche e rare. Quando ho vinto il primo torneo internazionale, ho incassato 1500 dollari, niente se si pensa che la gara era durata dieci giorni: tra viaggio e pernottamento sono andata in pari! Ora insegni al Quanta Sport Village di Milano. Fare la maestra è molto diverso dal giocare? Essere stata una giocatrice di livello mondiale non ti fa diventare automaticamente una buona insegnante. Pur avendo poca esperienza, ho capito che insegnare è molto più complicato che giocare. Per ora mi interessa migliorare anche sotto questo aspetto; sono fortunata, lavorando con la maestra Emanuela Zoni posso imparare molto, quando sono in difficoltà mi affido a lei! Sei praticamente cresciuta su un campo da tennis. Cosa non ti piace dell’ambiente di questo sport? è molto difficile trovare qualcuno che creda concretamente in te; un vero peccato, il tennis avrebbe bisogno di persone più aperte e fiduciose, in Italia ce ne sono troppo poche. Hai giocato con Anastasia Myskina, Dinara Safina, Pauline Parmentier, Anna Groenenfeld, Michaella Krajicek, Francesca Schiavone, Silvia Farina, Ekaterina Makarova, Eleni Daniilidou, tutte giocatrici che sono state nelle prime 100 al mondo. Qualcosa da raccontare ai nipotini; se avessi un figlio lo spingeresti verso il tennis? Probabilmente si, anche se cercherei di affidarlo a un’altra persona. Nello sport il rapporto tra figli e genitori a volte può essere molto complicato; mi piacerebbe quantomeno che riuscisse a vivere con serenità vittorie e sconfitte! Avevo ragione! Gli spunti di questa intervista erano molto interessanti; dopo l’ultima risposta è passato davanti a noi un bambino con una piccola racchetta in mano. Per Elisa era arrivato il momento di tornare in campo. Chissà se certe emozioni sono così forti da essere uniche, oppure se si ripropongono ogni volta che colpiamo una pallina. Mi è bastato vederla fare lezione pochi minuti per capirlo, soddisfatto l’ho lasciata tra i suoi mini allievi adoranti!

Andrea Villa

 Elisa ha scelto per l’intervista la foto di un bonsai.

  1. e’ una dei miei maestri :) :) :) :) :) :) :)

  2. Bella intervista, come ci sono arrivato:
    In maniera puramente casuale: stavo guardando supertennis ed un servizio sul tennis club rozzano, il presidente dice che nel 2006 aveva fatto una squadra forte ed aveva preso Elisa Villa. Mi sono incuriosito, ma chi sarà mai questa Elisa Villa? io che seguo il tennis femminile da circa tre anni, da quando ho cominciato a far conoscere questo sport a mia figlia che è del 2004 non mi sono mai imbattuto su questa atleta per cui vado su google, digito Elisa Villa e mi spunta fuori questo link con l’intervista e in maniera puramente casuale leggo che è la sorella di Andrea che ho avuto il piacere di leggere su spaziotennis.com e il sito è lo stesso di quello dove ho già scritto un paio di post, le sorprese nella vita non finiscono mai. Sono sicuro che nel crescere mia figlia, avendo parenti a Milano prima o poi ci si incontra in qualche torneo, il Bonfiglio non sarebbe male eh eh eh
    Buon Natale e Felice anno nuovo

  3. @bogart67
    le strane del tennis sono puramente infinite. Sono certo che prima o poi capiterà di incontrarci in qualche torneo, magari all’Avvenire,organizzato nel circolo dove insegno. Qualunque cosa avessi bisogno, anche un semplice consiglio, non esitare a chiedere. Buon Natale e felice anno nuovo a te e alla tua famiglia.
    Andrea Villa

  4. Grazie per l’invito Andrea, come sai abito in Sardegna, il movimento è piuttosto limitato, per classe di età a volte soprattutto nel femminile, ci sono due max tre ragazzine pari livello e poi nulla in tutta l’isola. Per crescere devi uscire, confrontarti, passare il mare, sono siciliano ma ho parenti da parte di mia moglie friulana di origine a Milano, Monza, Legnano, Rovereto e Pordenone per cui per fare qualche torneo fuori macroaerea affroneterei solo le spese di aereo, sarei molto propenso per i rodeo così non si perdono giorni di scuola.
    Ci si incontra, ne sono sicuro!

  5. @bogart67
    prima o poi accadrà. Deve essere dura avere poche possibilità di confronto, purtroppo è l’unico modo per crescere, avere continue possibilità di fare nuove esperienze. I rodei sono una buona occasione, ma quando si migliora sensibilmente spostarsi diventa una necessità. In bocca al lupo! Magari un giorno faremo queste considerazioni di persona!
    Andrea Villa

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