30 set 2008

Postato da in Racconti | 2 commenti

Il racconto (5) Il mercato delle spezie

Se siete stati ad Istanbul, sicuramente avrete visitato il suo celeberrimo mercato delle spezie; e probabilmente avrete incontrato qualcuno disposto, in cambio di un po’ dei vostri soldi, a raccontarvi come sia nato quel particolare luogo di ritrovo. Ebbene, di tante e variopinte versioni, soltanto una è quella autentica, impressa nella memoria dei pochi che ancora la ricordano. Ci fu un periodo, ad Istanbul, in cui solamente un giovane uomo non era ancora riuscito a trovare moglie; egli trascorreva le sue giornate lavorando senza sosta, nel tentativo di mettere da parte abbastanza monete d’oro, e poter un giorno lasciare la città, alla ricerca dell’amore tanto sognato. Il povero giovane veniva consolato dalle numerose coppie felici, che cercavano di aiutarlo in ogni modo affinchè potesse realizzare il suo desiderio. Tuttavia, una sera verso il tramonto, mentre tornava a casa dopo l’ennesima faticosa giornata, l’uomo notò in lontananza una donna apparentemente sconosciuta, forse una straniera solamente di passaggio.

Il giovane pensò di seguirla a distanza, per scoprire se si trattasse realmente di una forestiera, anche perchè la donna sembrava dirigersi fuori dalle mura della città. E così fece, attraversando Istanbul senza mai fermarsi, seguita dall’unica persona che si era accorta di lei. I due camminavano a poche decine di metri l’uno dall’altro, e quando l’uomo tentava di avvicinarsi, la donna allungava inspiegabilmente il passo, e se egli per caso accennava una corsa, ella lo imitava immediatamente. Proseguirono a piedi per tutta la notte, ed il giorno dopo ancora, finchè non arrivarono al mare. Tuttavia la ragazza non fermò i suoi passi nemmeno davanti all’acqua, che incredibilmente sotto i suoi piedi diventava terra. L’ostinato giovane la seguì senza alcuna esitazione, notando che dietro di sè, la terra appena calpestata tornava ad essere acqua. Insieme, ma lontani, superarono i mari più azzurri, e gli oceani più profondi, fino a quando non giunsero nuovamente sulla sabbia, e poi, passo dopo passo, fu la volta delle montagne. Davanti a tali vette, l’uomo si spaventò non poco, la strada si presentava tutta in salita, e per giunta a preoccuparlo ancor di più, erano dei piccoli fiocchi freddi che avevano iniziato a cadere insistentemente dal cielo. Come era lontano il sole di Istanbul, non si ricordava neanche da quanto tempo l’avesse lasciata, per inseguire qualcosa che pareva sfuggirgli nel momento stesso in cui stava per afferrare. Alzò lo sguardo verso la donna, e a fatica proseguì, nonostante dentro di sè sentisse rinascere un antico sentimento di solitudine, che credeva di aver dimenticato. Camminarono per lunghi anni, sebbene la ragazza non si fosse mai fermata o voltata; tuttavia, ad un certo punto, le loro gambe iniziarono a diventare più lente ed insicure, pesanti come la strada fino a lì percorsa. L’uomo si accorse anche di alcuni capelli bianchi che erano spuntati qua e là, e della pelle diventata ruvida, come segnata dal trascorrere del tempo. Quando neppure gli occhi ed il cuore riuscirono a reggere la fatica di un viaggio così lungo, entrambi crollarono a terra; esausti, morirono a poche decine di metri l’uno dall’altro: non si erano mai guardati in faccia, nemmeno per un secondo soltanto. Quasi immediatamente quei due corpi senza vita, si trasformarono in polvere, formando due piccoli mucchi: allora il vento li sollevò mischiandoli, formando una sottile tromba d’aria e di polvere, che iniziò vorticosamente a vagare impazzita, fino a terminare la sua corsa nelle vicinanze di Istanbul. Un povero contadino, che passava di lì, nel tentativo di vendere i pochi frutti che la terra arida gli aveva concesso quell’anno, trovò sulla sua strada un piccolo mucchio di polvere di due colori; incuriosito, lo raccolse, lo mise in un sacchetto e lo portò con sè fino nel centro della città. I suoi affari andavano male, le poche monete guadagnate gli bastavano appena per un pasto decente, e così pensò di vendere quella strana polvere appena ritrovata, come fosse capace di far innamorare le persone. Il successo di tale idea fu praticamente immediato, ed in breve tempo, centinaia di persone si recarono ad Istanbul, alla disperata ricerca di quella polvere magica. Poco alla volta, tutti si misero a coltivare un diverso tipo di spezie, dando vita al mercato che sarebbe diventato famoso nel mondo intero. Se proprio in questo istante vi trovate per caso ad Istanbul, e non conoscete la vera storia del mercato delle spezie, diffidate della prima polvere afrodisiaca che vi offrono: siate pazienti, aspettate prima di spendere le vostre monete. E se invece vi imbattete in questo racconto, scrutate la penombra, tornando a casa: è probabile che qualcuno vi stia seguendo da tempo, ma voi, ne sono certo, non appena ve ne accorgerete, vi farete raggiungere.

Andrea Villa

  1. Bravo! bellissimo articolo! Non sono stato ad Istanbul ma a Bodrum che è sempre in Turchia..Sembra quasi di respirare il forte odore delle spezie che i mercanti indaffarati cercano di venderti per pochi milioni di lire..E’ un pò inquietante ma spero proprio che ci sia qualcuno che mi sta seguendo in questo momento, da molto lontano ma spero mi veda all’orizzonte…

  2. Valerio says:

    Non male la storia ;-)
    Sono stato a Istanbul quest’estate (prima tappa di un viaggio tra Turchia e Siria) e il bazar delle spezie è sicuramente un posto dove è piacevole perdersi…

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