5 Ott 2008

Postato da in Articoli | 3 commenti

L’articolo della settimana (6) Lingua

La lingua taglia più della spada; la spada trafigge da parte a parte, lasciando una ferita sanguinante, mentre la lingua non buca la carne, punge il cuore nel suo punto più debole. Ogni giorno pronuncio migliaia di parole, tra spiegazioni, consigli, domande e risposte, nel campo si sente sempre la mia voce. E anche se a volte mi sembra di avere un giradischi al posto della bocca, che suona il solito motivetto, sono tante le cose da dire. Per questa ragione devo ricordarmi di stare attento, per indole sono portato ad esprimermi in maniera appassionata e colorita, per trasmettere con più forza le mie convinzioni, ma il rischio di sbagliare è dietro l’angolo. Il confine tra un discorso efficace e uno invece tagliente più della spada è labile, scordarsi della reazione dell’interlocutore è questione di un attimo, i danni molto più duraturi nel tempo. Vorrei avere la capacità di trovare sempre le parole giuste, per farle diventare una medicina buona per curare chi mi ascolta, e riuscire così a sfiorare le corde del suo cuore.

Spesso sento qualcuno non fare caso a quello che sta dicendo, senza accorgersi di quanto sia pericolosa la spada che sta maneggiando. Forse bisognerebbe registrare tutto, e a mente fredda rivedere ogni cosa, con calma, per rendersi conto di cosa ha combinato la lingua. Masticare vetro, è questa la sensazione che provo quando qualcuno si rivolge a me in maniera sgradevole, il desiderio è quello di restituirgli la pariglia, devo sforzarmi per non cedere a tale tentazione, in fondo abbozzare una reazione è inutile. È per questo che mi piace scrivere, posso mettere le parole una in fianco all’altra dosandole, scambiandole, senza correre troppi rischi, una possibilità per renderle indimenticabili per chi legge. Come ci si allena sul campo per rinforzare i colpi, bisogna farlo con la propria voce, con i pensieri trasformati in suono, ma un errore durante una partita può essere dimenticato in fretta, mentre una parola di troppo compromette tutto ciò che si è detto in precedenza. Il vero tesoro da conservare dovrebbero essere le tante cose belle che le altre persone dicono di noi, esse saranno lo scudo di protezione pronto a difenderci da inopinati attacchi verbali. Tutti abbiamo molto da raccontare e trasmettere, dobbiamo soltanto decidere come farlo, con cattiveria e crudeltà, oppure con amore e umanità: una scelta ancora affidata alla forza delle parole.

 

Andrea Villa

 

 

 

 

  1. l'amico tommy says:

    tipregotiprego

  2. è verissimo alcune volte qnd si è arrabbiati si dicono cs d cui c si pente subito e ke si vorrebbe nn aver mai detto!
    poi io ke parlo sempre e ke nn ho 1 carattere proprio tranquillo sn spesso in qst situazione!
    ah… complimenti andre il sito è sempre migliore!!!

  3. alberto pannarale says:

    SI, le parole servono. Ma ha più importanza l’ordine e tutto ciò che riguarda la sintassi e anche le modulazioni vocali, che il solo significato. Per quello è facile cadere in errore con le parole. Bisogna saperle ammaestrare. Poi si ottiene tutto il mondo intero.

Lascia una risposta.