7 Ott 2008

Postato da in Racconti | 5 commenti

Il racconto (6) Abbraccio

Si sedette. Dopo aver camminato a lungo con il cuore in frantumi, tradito da chi credeva lo amasse, si sedette per non alzarsi più. Si fermò davanti ad una fila di alberi, lasciandosi cadere come un sacco, come una marionetta abbandonata dal suo burattinaio. Di fronte a lui una piccola strada tagliava in due il parco dove era arrivato, quasi senza rendersene conto; trafitto da un dolore mai provato prima, il suo corpo era rimasto privo di forze, incapace di muoversi o anche solo di accennare una reazione. Inizialmente i passanti non facevano caso a l’uomo seduto in terra, ogni tanto qualcuno gli dava un’occhiata veloce, mentre la maggior parte delle persone sembrava semplicemente non accorgersi di quella presenza. Soltanto qualche cane osava avvicinarsi, ma subito si tirava indietro, richiamato con solerzia dal padrone;

pochi invece credevano si trattasse di un mimo in cerca di un po’ di carità, così gli tiravano le scarse monetine che trovavano in tasca, mentre i bambini curiosi lo scrutavano senza arrivare troppo vicino, controllati a distanza dagli attenti genitori. Intanto il tempo passava, e pian piano quella figura davanti alla folta fila di alberi, cominciava a confondersi con il  paesaggio, sempre immobile come le piante disposte dietro di lui. Dopo alcuni giorni, si scatenò un potente temporale che colpì anche l’uomo, scuotendo il cielo e riversando molta acqua in terra; quando fu di nuovo il sole a farsi spazio tra le nuvole, sotto le scarpe dell’uomo erano comparse delle piccole radici. Non ci volle molto prima che i capelli si trasformassero in sottili rami, e le dita delle mani in foglie affusolate, mentre le gambe unite stavano diventando l’esile tronco di un giovane albero.

Ben presto sulla crescita di quella pianta, nacquero alcune storie fantastiche a giustificarne la presenza, la forma e la particolare bellezza; addirittura qualcuno sosteneva che un giorno un uomo si fosse fermato proprio lì, distrutto dal tradimento della sua amata, e incapace di alzarsi si fosse tramutato in un albero: una bella favola da raccontare ai bambini che si rincorrevano nel parco.

Ora le persone si fermavano ad ammirare la stranezza di quella pianta, e spesso gli innamorati delusi andavano a cercare lì un rifugio, memori della sua presunta origine. Una notte una ragazza attraversò in lacrime il parco, ferita dal tradimento di chi aveva amato sopra ogni altra cosa; presa da tanto sconforto ad un certo puntò inciampò, cadendo vicino ad una fila di alberi. Quando si rialzò, nel chiaro oscuro gli sembrò di scorgere la figura di uomo, così si tirò indietro di scatto per lo spavento, fino ad accorgersi che si trattava soltanto di un albero molto particolare. Pensò di essere una povera sciocca, incapace di riconoscere persino una pianta, quindi gli tese lentamente una mano, quasi cercasse un’altra da stringere. Intanto le lacrime si erano attenuate e il cuore aveva iniziato a battere con più calma; allora la donna istintivamente iniziò a raccontare la storia d’amore che l’aveva fatta soffrire in modo irrimediabile. Almeno l’albero l’avrebbe ascoltata senza ribattere, senza giudicarla o peggio farla sentire in colpa, senza tradirla per l’ennesima volta. Mentre la giovane parlava apparentemente al vuoto, la pianta invece prestava molta attenzione a quella storia, che forse sentiva essere simile alla propria: quando la ragazza decise di avvicinarsi ancora di più, allargando le braccia, l’albero aprì i lunghi rami per rapirla con un abbraccio senza fine.

Nei giorni seguenti, nessuno si accorse che lo strano albero era diventato più grande e più bello, e che tutto intorno erano spuntati tanti meravigliosi fiori; nessuno tranne i cuori infranti in cerca di un abbraccio che sappia di vero amore.

 

Andrea Villa

  1. cristina says:

    Che bello! complimenti

  2. wow… bel sito… cm cavolo hai ftt?!

  3. Complimenti per questa e per tutto il resto che hai scritto!! Non avrei pensato il sito fosse così!
    è un idea interessante, ci darò un occhiata più spesso! Buon lavoro comunque!

    Ciaoo! 😉

  4. beatrice says:

    andre ma che bella..
    davvero non pensavo… ho fatto bene a leggerla e sottolineo che l’ho letta tutta… no ammetto qualche pezzo l’h saltato.. cmq è davveor speldida… tvb e lo sa che sie il mio maestro preferito…ihih

  5. gel-manovic says:

    La fantasia è di casa,l’elemento fiabesco si è già visto…
    Non “sento” i personaggi, o meglio: non riesco a capire il come. forse servono più particolari che descrivano meglio la situazione?

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