21 Ott 2008

Postato da in Racconti | 3 commenti

Il racconto (8) Una moneta, un sogno

Una fredda notte d’inverno, un uomo camminava solitario alla ricerca di un posto dove potersi scaldare un po’. Così quando vide l’insegna di un bar ancora accesa, allungò il passo e ben presto lo raggiunse. Fuori dalla porta, una povera mendicante si ostinava a chiedere la carità ai rari passanti. Sebbene si fosse protetta dietro alcune spesse coperte, era incredibile come potesse resistere a tale gelo; sembrava addormentata, mentre vicino a lei giaceva un piccolo pezzo di cartone con scritto: “Una moneta, un sogno”. Allora l’uomo tirò fuori da una tasca del cappotto una moneta, che lasciò cadere a fianco della donna, e poi finalmente entrò nel locale. Egli non diede molto peso a quella breve frase, in fondo ciò che gli premeva era soltanto ripararsi dall’insopportabile freddo, magari comodamente seduto in compagnia di una bevanda calda. Il bar non era particolarmente affollato, pochi i tavoli occupati, mentre davanti a loro, a copertura totale di una parete, un enorme specchio pareva quasi sovrastarli, rendendo il posto ancora più vuoto.

L’uomo si accomodò proprio vicino allo specchio, da quella posizione era in grado di controllare ogni cosa, sia dal vivo, che di riflesso. Immediatamente ordinò un caffè, se lo fece portare in una tazza piuttosto grande, allungato da un bel po’ di acqua bollente. In questo modo la bevanda sarebbe durata più a lungo, riscaldandolo per bene, a cominciare dalle mani e dai piedi, ormai simili a dei pezzi di ghiaccio. Mentre sorseggiava lentamente il caffè, osservava riflesso quello che accadeva nel bar, animato dal chiacchericcio quasi impercettibile dei presenti. Tuttavia ad un certo punto vide entrare nel bar una ragazza sola: il suo viso aveva la carnagione molto chiara, ed i lunghissimi capelli biondi la facevano assomigliare ad un angelo. Vederla attraverso uno specchio non gli bastava di certo, così voltò lo sguardo dalla parte opposta per scorgerla dal vivo, ma non riuscì a trovarla. Non poteva essere uscita, nel locale quasi vuoto era impossibile non accorgersi di lei, ma nessuno pareva averla notata. Allora egli si girò verso lo specchio e lì incredulo la  vide di nuovo; ancora una volta la cercò con gli occhi nel bar , ma ella era visibile solamente dentro lo specchio. Nessuno faceva caso al suo strano comportamento, così ordinò un altro caffè, deciso a fissare tutto ciò che succedeva “dall’altra parte”. La ragazza dai capelli d’angelo era in piedi in mezzo al bar, ma poi si spostò, avvicinandosi proprio al tavolo dove sedeva l’immagine riflessa dell’uomo. Da quel momento le azioni dell’uomo nel locale, non sarebbero più corrisposte a quelle del suo riflesso, che si comportava in maniera del tutto indipendente. Egli sempre più stupito, vedeva sé stesso e la ragazza stare bene insieme, entrambi a proprio agio, chiaccherare amabilmente sorseggiando caffè bollente, ignari che qualcuno li stesse spiando dall’altra parte. L’uomo si gustò la scena attimo dopo attimo, cercando persino di capire che cosa si stessero dicendo i due. La conversazione dentro lo specchio proseguì a lungo, molti furono i caffè consumati, fino a quando la donna avvicinò l’uomo baciandolo dolcemente; pochi istanti dopo essi si alzarono e lasciarono il bar insieme. In quell’istante l’uomo che li aveva tenuti d’occhio per tutto il tempo, si mosse di scatto, prese il cappotto e si precipitò in strada, sperando ingenuamente di incontrarli, magari usciti da una vicina porta. Naturalmente essi non c’erano, ed allora egli infilò le mani nelle tasche dei pantaloni quasi rassegnato, trovando però una moneta, che gli fece balzare alla mente le parole del cartello della mendicante a cui aveva fatto l’elemosina. Purtroppo ella non era più lì, forse il freddo l’aveva convinta a rifugiarsi altrove, anche perchè nel bar non era rimasto più nessuno, e l’ora di chiusura era ormai arrivata. Allora l’uomo si sistemò il bavero del cappotto, e prima di incamminarsi diede un’ultima occhiata a quello specchio, pensando che in fondo, da qualche parte, la sua immagine riflessa avrebbe trascorso una notte da sogno con una ragazza dai capelli d’angelo.

Andrea Villa

 

 

 

 

  1. odddio andre ma l’hai fatto tu?!
    non ci credo che bello!!!
    complimenti davvero….poi lo guarderò bene e farò qualche commento un po’ più appropriato..
    ancora coomplimenti…

  2. L’ho letto tutto d’un fiato.. veramente un bel racconto =)

  3. ciao andre veramente un bellissimo racconto…………….ci si vede al TCA!!!!!!!!!!!!!

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