2 Nov 2008

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L’articolo della settimana (10) Salvezza

Il match point è l’ultimo punto della partita, se fatto garantisce al giocatore in vantaggio la vittoria, fallirlo significa tornare in parità, concedere all’avversario un’occasione per rimontare e sperare di rovesciare le sorti dell’incontro. Salvare un match point equivale a aggrapparsi ad una scialuppa, trovare qualcosa a cui allungare una mano, per evitare di annegare nel mare della sconfitta. Chi ha giocato a tennis almeno una volta si è trovato in questa situazione, spesso ha dovuto soltanto arrendersi, raramente invece è riuscito a ribaltare l’incontro a proprio favore, salvandosi poco prima di soccombere.

È una strana sensazione quella di arrivare alla fine e scoprire di avere ancora molto da giocare, scegliere come sfuggire all’ultimo “quindici” è un delicato esercizio di equilibrismo, una abilità nella mani di pochi fortunati. Anche nella vita può capitare di trovarsi di fronte ad un match point, e quando questo punto decide solamente la nostra sconfitta, il sangue diventa all’improvviso gelido nelle vene, e il cuore batte così forte da ostruire l’aria che scende nella gola.

A quale ancora di salvezza allungare la mano, quale mossa per tirarci fuori dai guai e ridare un volto alla speranza? Forse solamente i giocatori di provata esperienza conoscono la risposta giusta; nel tennis ci vuole coraggio, incoscienza, e un pizzico di buona sorte, nella vita occorre qualcosa in più. In gioventù ho giocato tante partite di torneo, e anche a me è successo di dover affrontare alcuni match point a mio sfavore; mentre cercavo una soluzione avevo l’impressione di trovarmi sull’orlo di un precipizio, dove una banale spinta mi avrebbe fatto cadere nel vuoto della sconfitta. I momenti di sconforto e di incomprensione, soprattutto nel mio lavoro, mi fanno capire di essere davanti ad un nuovo match point, con l’avversario desideroso di darmi il colpo di grazia; allora comincio a cercare disperatamente qualcosa a cui aggrapparmi, per provare almeno a sentirmi un po’ meglio. Credo che la tattica giusta sia quella di fare qualcosa per gli altri, senza aspettarsi nulla in cambio: ecco la mia giocata vincente! Ammetto che questa scelta può sembrare curiosa e persino discutibile, tuttavia la considero la sola via per salvarsi, e come accadrebbe in partita, tornare in perfetta parità. Naturalmente trovato il giusto sollievo, bisogna continuare a giocare, per non rischiare di dover affrontare un nuovo indigesto match point. La scialuppa di salvataggio, il salvagente che ci tiene a galla, è aiutare gli altri per aiutare sé stessi, la migliore tattica nell’unica partita importante: la nostra vita.

 

Andrea Villa

  1. Ciao Andrea!
    6 stato un grande maestro..nonostante le continue risate!
    1 bacione Bebe*

  2. molto bello e sopratutto veritiero.
    lo sport è un grande esempio di come affrontare la vita;
    …non abbattersi x una sconfitta e lottare sempre e comunque perchè, anche se sono ancora giovane, mi sono già accorta che la vita è una sfida continua.

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