5 nov 2008

Postato da in Interviste | 5 commenti

L’intervista (immaginaria) al Verme

Sempre in ritardo. Detesto iniziare una lezione, soprattutto se individuale, in ritardo, ma alcune persone proprio non riescono ad arrivare ad un appuntamento puntuali. Così aspetto seduto sulla panchina del campo, cercando di rilassarmi un po’, e evitando di guardare in continuazione l’orologio. Le coperture sono già tutte montate, la stagione estiva è ormai finita, piove e non si giocherà più all’aperto sino alla prossima primavera. Fa abbastanza caldo, un bene per me, che sono terribilmente freddoloso; quanto al mio allievo non si vedeva ancora. Inizio a giocherellare con il telefono, magari mi avverte che ha avuto un contrattempo, e mi accorgo di un piccolo verme, e del suo tentativo di salire sopra una riga del corridoio. D’istinto mi alzo e quasi senza farci caso mi viene voglia di schiacciarlo; in quel momento sento una voce implorare: “No! Non farlo, ti prego!”. Fermo subito il piede, mi guardo intorno, ma non c’è nessuno, allora mi rimetto a sedere.

“Cosa volevi fare? Ammazzarmi forse! Ehi, se non l’hai capito, sono il verme che stavi per schiacciare!”. Non potevo credere alle mie orecchie, un vermiciattolo parlante in tanti anni di tennis non l’avevo mai visto. “Scusami, non era mia intenzione farti del male, dove stai andando?”. “In realtà da nessuna parte, sono condannato a rimanere prigioniero del campo!”. “Prigioniero? Vuoi che ti indichi l’uscita?”.

“No, è stato il Buon Dio a condannarmi a restare chiuso qui, se dovessi uscire verrei immediatamente raggiunto da un fulmine!”.

“Cosa hai combinato di così terribile da meritarti una simile punizione?”

“Una volta ero un maestro di tennis, quando sono salito al cospetto del Signore mi ha fatto vedere quanto fossi stato crudele in vita con i colleghi e con gli allievi”.

“Quindi ti ha trasformato in un verme per punirti?”.

“Si, condannandomi a restare chiuso in un campo da tennis, rischiando di essere schiacciato continuamente”.

“Se il Buon Dio si è comportato in questo modo avrà avuto delle valide motivazioni, non credi?”. “So di essere stato un pessimo insegnante, arrogante, presuntuoso e egoista; ero detestato da tutti, maestri e allievi mi consideravano un bastardo, ma a me importava poco”. “Non hai mai pensato di cambiare?”. “Avevo tutto quello che desideravo, successo, soldi e potere, ma anche una grande paura di perdere ogni cosa; così la mia unica occupazione era di quella di mantenere quello che avevo, il resto era secondario”.

“Chissà che fatica, non era forse meglio comportarsi in modo più umano?”.

“Quando detieni un certo potere sei temuto da tutti, le decisioni che prendi possono influenzare molte persone; io ero diventato cieco, persino gli amici mi voltavano le spalle, ma nemmeno questo sembrava potesse lasciare un traccia dentro di me”.

“E’ così affascinante fare del male?”.

“E’ il fascino che attrae gli sciocchi e gli avidi, i veri insegnanti hanno soltanto una preoccupazione: fare felici i propri allievi”.

“Ora sei un piccolo verme, alla fine ha pagato un prezzo per le tue azioni”.

“Solamente ora mi rendo conto di essere stato anche in vita un piccolo verme, incapace di guardare oltre me stesso, il campo è la prigione che mi merito”.

La porta finalmente si è aperta, la lezione è iniziata con il solito ritardo; alla fine il mio allievo mi ha chiesto il perché di alcuni strani movimenti, come se stessi cercando di non calpestare qualcosa nel campo. Sorridendo gli ho risposto che certe storie non possono proprio essere raccontate…

 

Andrea Villa

 

Il Verme ha scelto per l’intervista una sua foto in relax

  1. Brambilla Luca says:

    Divertente questa storia. Hai una gran bella fantasia, ma dovrebbe essere usata meglio. Certamente sai la storia dei talenti, ecco tu ne stai usando meno di quelli che ti ha dato il Buon Dio e questo è un peccato. Te lo dico perchè magari anche tu potresti essere trasformato in qualcosa.
    Non vedo l’ora che sia venerdì così da fare due palleggi con te mentre gli altri giocano al doppio.
    Luca

  2. Caro luca, sono contento di sapere che il metro per misurare i “talenti” di una persona sia in tuo possesso, cerca di farne buon uso! ti ringrazio per il prezioso consiglio, lo terrò presente per scrivere meglio i prossimi articoli. Quanto a una eventuale mia futura traformazione, spero solamente di non diventare un altro noioso punzecchiatore, in fondo il mondo è già pieno!
    Andrea

  3. Brambilla Luca says:

    Parole pesanti… molto pesanti… concedimi almeno la replica!
    Devi sapere che tra le mie passioni, ne ho molte e vado a fondo di tutte, c’è quella di giocare a poker e quindi col tempo ho capito quando uno fa uno dei famosi bleff e quando invece ha in mano delle carte vincenti. Ecco, nella mia prima e-mail ti avevo solo provocato, era un bleff, e mi è servito a capire se avevo di fronte una persona o solo un pupazzo che non trovando niente di meglio da fare scriveva ciò che gli veniva in mente sul suo sito.
    Questa volta invece non ti volevo attaccare ma solo spronare, ti volevo far intuire che bisogna andare a fondo della realtà e soprattutto di quella che maggiormente ci interessa, rappresentata dalla passione. Faccio un esempio a caso: se a una persona piace giocare a tennis, e gli piace veramente perchè non ci gioca solo per occupare la settimana, dopo poco è spinto ad andare sempre più a fondo e cerca di diventare sempre più bravo; tu invece pur avendo una passione per lo scrivere, non vai veramente a fondo ma insisti a scrivere alcuni dei tuoi pensieri, peraltro senza dotarli di una tua considerazione finale. Sei come, volendo esagerare, un Nadal che passa tutto il tempo a fare magie con la racchetta in mano, come quelle che faccio io quando aspetto gli altri ragazzi, senza decidersi di entrare in campo e giocare una vera partita. Comunque questo è solo un filo del mio pensiero e forse non l’ho espresso neanche tanto bene, ma una cosa è certa: bisogna andare a fondo delle cose, soprattutto di quelle che maggiormente ci interessano.
    Detto questo devo ammettere che sei la prima persona che mi dice che sono “noioso”. I nemici dicono che sono al massimo un rompicoglioni… mentre gli amici dicono che sono (molto) intelligente, affidabile, simpatico, con uno spiccato senso della giustizia e molto sensibile, nel senso che capisco al volo chi mi sta difronte. Devo quindi dissentire dal termine che hai utilizzato.
    Devi sapere ancora, scusa se l’e-mail è lunga se vuoi non leggerla, che sono le zanzare che tra gli altri insetti pungono le persone e proprio le zanzare sono state citate in un’opera di Platone in cui Socrate, il suo maestro, dice che lui è visto come una zanzara perchè spinge a muovere gli animali, che in questo caso sono gli uomini. Da questo atto gli uomini traggono benefici perchè si muovono e non stanno ricurvi su se stessi, mentra la povera zanzara non riceve altro che odio perchè ha costretto l’uomo a svegliarsi dal suo torpore.
    Non convengo con te neanche con la tua prima frase, nella quale cerchi malamente di utilizzare la satira come Gaber ( uno dei miei cantanti preferiti e simbolo di un’altra mia grande passione) perchè io posseggo veramente il metro per misuare i talenti e anche tu dovresti averlo: la ragione. Certo, la nostra ragione è limitata, ma nonostante questo se si sforza un attimo può intravedere la verità e capire anche se sommariamente se si hanno utilizzato bene le doti assegnate.
    Concludo dicendo che visto che a quanto pare non ti piacciono le mie e-mail non te ne scriverò più, dopo questa, a meno che non sia tu a darmene il permesso.

    Ps ti suggerisco di leggere “Consigli a un giovane scrittore” di Vincenzo Cerami
    (Io lo sto leggendo e mi sta piacendo moltissimo anche perchè parla anche del cinema, la mia passione più grande, a parte le donne, Cristo e la verità)
    LUCA

  4. cecilia says:

    luca ammettilo… questo commentino l’hai scaricato da internet..
    per foooorza daaai!!!
    perchè se no veramente non hai capito una mazza…
    bacibaci!

  5. caro luca, molti ti avrebbero semplicemente mandato a quel paese, ammetto di avere fatto fatica a non cedere a tale tentazione, ma ho resistito e quindi ti rispondo in poche righe. mi hanno insegnato che è buona educazione portare rispetto per le persone più grandi, l’ho sempre trovata una cosa giusta, e non penso di cambiare idea in futuro. è curioso, ora che sono adulto, sentire alcuni miei allievi, pur conoscendomi molto poco, definirmi con tranquillità vecchio, pupazzo e coglione: forse nella loro scala di valori l’educazione non occupa un posto di rilievo. purtroppo stai commettendo un grosso errore, che ti perdono soltanto a causa della tua giovane età, quello di criticare e giudicare l’autore e non i suoi scritti. tutti hanno passioni più o meno nascoste, che coltivano poco o tanto, l’importante è non pensare che le proprie siano più autorevoli di altre. quanto alle citazioni dotte, si possono fare centinaia a favore o contro qualunque tesi, ma quando diventano stucchevoli perdono di forza e efficacia. a proposito del riferimento al poker, non amo i bluff, preferisco giocare a carte scoperte e far valere la mia sincerità; spero vorrai comprendere tale ingenuità, in fondo è quella di un vecchio pupazzo coglione.
    Andrea Villa

Lascia una risposta.