11 nov 2008

Postato da Andrea in Racconti | 3 commenti

Il racconto (11) La quinta carta

Il colore del tavolo a cui sedevamo era giallo, decisamente insolito per una partita a poker, ma nessuno pareva farci caso. Gli sguardi dei giocatori erano abbassati verso le proprie carte, i pensieri affannati nel tentativo di trovare una soluzione, piuttosto una magia; esattamente ciò di cui avevo bisogno, se non volevo perdere anche le ultime monete che nervosamente spostavo con le dita. Non avevo ancora alzato le mie cinque carte, fissavo ora gli avversari, ora il dorso disegnato, oppure la mosca che non mi dava un attimo di respiro, nemmeno durante la mano finale. Ero fortemente dibattuto tra sollevarle insieme, od altrimenti una alla volta, nella speranza che avvenisse chissà quale miracolo. Le afferrai di scatto, sfogliandole come una margherita: asso di fiori, un altro di cuori, regina di picche, asso di quadri e basta. L’ultima la riappoggiai sul tavolo, aspettando con ansia le mosse dei rivali. La tensione ed il nervosismo erano tangibili nell’aria, i colletti delle camicie maseri di sudore; se qualcuno fosse entrato all’improvviso avrebbe visto quattro statue nascoste dietro una parete di plastica, come in posa da un pittore.

Il danaro sparso davanti a noi faceva quasi scomparire il giallo del tavolo, e vederlo mi fece sbottare tra lo stupore generale: “Un colore a tavolo è la regola, due una stravaganza”. Ebbene nulla si mosse, nessuno parlò, era talmente assurdo quello che dissi da far venire il sospetto che fossi d’accordo con altro giocatore; tuttavia non accadde neanche questo.

Cominciai a pensare alla possibilità di aver fatto poker d’assi; come avrei reagito?

Avrei urlato dalla gioia? Avrei semplicemente tirato un sospiro di sollievo o mi sarei tuffato sulla montagna di biglietti verdi? Ed al contrario, se avessi perso tutto? Sarei uscito dalla stanza buia in silenzio, senza una smorfia? Oppure avrei spaccato il tavolo dalla rabbia?

L’individuo di fronte a me interruppe le mie considerazioni dicendo: “Me ne vado”.

“Meno uno” pensai io, “ora devo fare i conti con due persone ed una beffarda carta a sorpresa”. Volevo essere l’ultimo, attendere fino a consumarmi il fegato e ci riuscii. “Doppia coppia” disse quello seduto alla mia destra, “Ora devo fare i conti con una persona sola ed una beffarda carta a sorpresa”.

“Poker di re” disse quello alla mia sinistra, “Ed ora devo fare i conti con una beffarda carta a sorpresa”.

Indugiai ancora un po’, calai le quattro carte conosciute, la quinta la voltai ad occhi chiusi sul tavolo. Silenzio, disturbato solamente dal battito del mio cuore preoccupato. “Complimenti” disse qualcuno; ma a chi? Avevo sempre gli occhi serrati. “Avanti aprili, coraggio aprili, apri gli occhi, svegliati, svegliati, è ora di andare a lavorare…”.

 

Andrea Villa

  1. Molto bello Andrea…complimenti…veramente molto bello…

  2. ciaooo andreee!!!!sono davide!!!!io penso che questo fatto ke tu agisca in questo modo nei confronti di quei….sono daccordo…perchè sarebbe stato inutile abbassarsi ai loro livelli…e poi riguardo a qll ke ti hanno scritto…ke 6 1 coglione io penso propio di no..ma magari x loro si..cmq su 1a cosa ke nn ne sono assolutamente d’accordo è il fatto ke tu nn ne capisca niente di tennis..xkè nn è assolutamente vero…perchè secondo me tu 6 una persona ke ne capisce tantissimo di tennis e nn mi stancherò mai di dirlo(dopo massera..ahah)…cmq andre è sempre 1 piacere essere 1 tuo alievo, forse 6 il maestro ke io preferisco più di tutti…e il maestro più..non potrei dire il più bravo ma almeno quello ke ci crede veramente nell’insegnare il tennis…dai andre ci vediamo…ke ti devo insegnare cm si fa a fare la piastrella…ahah…no scherzo…ciao andre….forza inteeer!!!!!

  3. Cos’è il sogno di ieri notte?!…però non puoi finirlo così questo racconto…devi dare un finale più secco!!!comunque bello..
    Ho letto il tuo commento e ho scritto un commento, adesso posso anche aspettare un paio di mesi prima di ritornare sul sito per scriverti un altro commento identico a questo e agli altri già fatti…ciaociao

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