12 nov 2008

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L’intervista (vera) a Alberto Pozzi

A stomaco pieno si ragiona meglio, soprattutto quando il pasto è consumato in un ottimo ristorante e in buona compagnia. Alberto Pozzi è una persona curiosa, piena di idee ed entusiasmo, capace di coinvolgerti in lunghe ed appassionate discussioni sul tennis. Invitarlo a pranzo è stata l’occasione per parlare di tante cose, una piacevole chiacchierata che sarebbe potuta durare tutto il pomeriggio; le domande che avrei voluto fargli erano troppe, poco il tempo a nostra disposizione, ma quando ci siamo alzati dal tavolo per tornare al nostro lavoro, mi sono sentito realmente soddisfatto. E’ vero che la tua prima passione è stata l’informatica? Vero! Sono perito informatico, e per due anni ho lavorato in quel campo senza grandi soddisfazioni. Poi mi sono iscritto alla facoltà di psicologia a Padova, con l’intenzione di pagarmi gli studi con le prime lezioni di tennis che intanto avevo iniziato a dare. Quando ho capito che le due cose erano inconciliabili, mi sono dedicato a tempo pieno all’insegnamento, anche se i miei genitori non erano completamente d’accordo.

Dove hai fatto le prime esperienze come maestro?

Il primo circolo che mi ha dato fiducia è stato quello di Concorezzo, poi mi sono trasferito a Cassina De Pecchi; qualche tempo dopo fui contattato dal Tennis Agrate, che mi fece un’ottima proposta, dandomi la possibilità di mettere in pratica le mie idee in totale libertà; per un maestro è difficile trovare un terreno così fertile, per la mia carriera è stato un momento molto importante.

Ora hai circa seicento allievi sparsi in alcuni circoli della Brianza, come riesci a gestire un numero così grande?

Questo numero è stato raggiunto con un lavoro durato anni, fatto insieme a tante persone che hanno contribuito in maniera sensibile. Agrate è il punto di riferimento di tutta l’attività, per gestire con successo ogni aspetto ho rinunciato completamente alle lezione private, che trovo molto faticose e di poca soddisfazione. I ragazzi sono il centro delle mie attenzioni, ma anche la parte organizzativa mi piace, e la amministro piacevolmente.

Quindi nelle tue scuole la programmazione riveste un ruolo importante?

Sembrerà un controsenso ma mi viene da ridere quando sento parlare di programmi tecnici; preferisco durante le lezioni sviluppare concetti, in modo da non cadere nella routine. Il mio obbiettivo è creare un interesse reale negli allievi, ogni giorno entro in campo con l’intenzione di proporre quello che avevo preparato, quasi sempre lo devo modificare per rendere l’allenamento più produttivo.

Che rapporto hai con i tuoi collaboratori?

Cerco sempre collaboratori che siano veri professionisti, e che non facciano gli insegnanti come seconda o addirittura terza occupazione. Naturalmente deve esserci massima sintonia, spesso mi piace scambiare gli allievi in modo che possano provare situazioni diverse con persone differenti; non amo i punti fermi, è per questo che cerco di essere innanzitutto un osservatore attento, in ogni situazione c’è qualcosa da imparare, il mio compito e quello di chi lavora con me, è di creare concrete opportunità di apprendimento.

Quali sono i concetti su cui insisti maggiormente durante gli allenamenti?

Vincere o perdere non devono essere in cima alle cose più importanti da fare; la parola chiave per me è migliorare, indipendentemente dal livello di gioco. Far parte dell’agonistica oppure della scuola tennis, è indifferente, almeno dal mio punto di vista; è per questo che invito i ragazzi più motivati a giocare gratis il sabato e la domenica, chi desidera progredire troverà sempre spazio, senza sentire la pressione del risultato a tutti i costi.

Una volta mi hai detto che il nostro lavoro è una continua delusione, lo pensi ancora?

Lo penso nel momento in cui hai dato l’anima affinché un ragazzo potesse migliorare, e poi magari cambia circolo o maestro senza darti una spiegazione valida. È mia moglie a farsi carico delle mie sofferenze, domandandomi ogni volta che cosa vogliono gli allievi da me, se sono in grado di comprendere la dedizione che metto ogni giorno nel mio lavoro di insegnante.

Possono i ragazzi che giocano con Alberto non capire quanto siano fortunati ad averlo come maestro? È questo che mi sono chiesto quando ci siamo salutati; senza dubbio l’informatica ha perso una persona intelligente, ma è stato il tennis a guadagnarci, e non poco. Nel pomeriggio mi sono buttato in campo più carico del solito, contagiato dalla positività del nostro incontro, e anch’io mi sono sentito un po’ fortunato.

 

Andrea Villa

 

 

Alberto ha scelto per l’intervista la foto di una farfalla.

  1. Grande Alby sei sempre il numero uno….
    …e grazie x tutto quello che mi hai insegnato…
    Elisa

  2. ciao alby… grandissimo… è meglio se non ti 6 dato all’informatica ma al tennis perchè grazie a te a luca alla fra… sono migliorato un sacco!!! davvero un GRAZIE enorme !!!6 un GRANDE!!!!

  3. alessandra pozzi says:

    papà 6 il migliore !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    T.V.U.K.D.B. x SEMPRE.
    alessandra

  4. grazie …anche se è poco che ci conosciamo stiamo veramente bene con tutti voi…marti e benny

  5. eli fuma says:

    6 GRANDISSIMO ALBI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! GRAZIE DI TUTTO.

  6. 6 il primo che mi ha dato del vagabondo…..ma mi piace tanto giocare con te!! Grazie. Tommy

  7. Mi piace giocare con voi e ti ringrazio per avermi fatto capire che non mi devo arrabbiare!!
    Lorenzo

  8. 6 stato il primo a darmi del vagabondo….ma mi piace giocare con te!! Grazie. Tommy

  9. grandissimo alby!!!
    una persona dalla quale ho sempre qualcosa da imparare!!
    grazie

  10. marco mauri says:

    1 altro informatico non ci serve e la psicologia cel’hai sempre dentro la tua testa ma 1 ottimo maestro è sempre utile, ciao Grande Capo ….Marco

  11. marco mauri says:

    P.S. il sito è molto gradevole e interessante, lo faremo girare a 1000

  12. grande albi, davvero… è vero, lavorare con te è una fortuna…!! devo dire che in quanto a maestri io sono fortunata!! grazie a tutti voi per aver reso un semplice passatempo una vera passione…

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