23 nov 2008

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L’articolo della settimana (13) Flipper

La pallina del flipper si ferma soltanto quando il giocatore commette un errore, altrimenti continua a sbattere tra un respingente e l’altro, a caccia continua di punti, in cerca di un nuovo record da battere. È un gioco basato sulla velocità, sono necessari grandi riflessi per rimanere in gara il più a lungo possibile; basta un attimo di distrazione, una mossa fatta in ritardo, e la pallina sfugge al controllo, risucchiata senza rimedio dal flipper: allora sullo schermo luminoso è la scritta game over ad indicare la conclusione della partita. Ci sono giorni in cui mi accorgo di comportarmi come la pallina del flipper, sballottato tra una faccenda e l’altra, impossibilitato a fermarmi, quasi come se le mie azioni rispondessero ad un riflesso condizionato, oppure ad un ordine meccanico impartito da qualcuno, al di fuori della mia volontà. Tra lezioni private, allenamenti con i ragazzi, tornei da organizzare, e il sito da aggiornare, devo dividermi tra tutte queste cose, muovendomi ad un ritmo folle, cercando di totalizzare tanti punti, ma anche stando attendo a non andare in tilt!

Forse le cose da sistemare in una giornata sono troppe, sempre meno il tempo libero, e sempre più veloce il modo per portarle a termine: fermarsi, prendere una pausa, o semplicemente rendere più lento l’approccio alle questioni quotidiane, sembra ormai diventato impossibile. Lo vedo quando alleno i ragazzi, nonostante sia importante avere la possibilità di esporre con chiarezza i concetti che si desidera trasmettere, emerge sempre una certa ansia di dover fare tutto più rapidamente, per riempire al massimo ogni prezioso secondo. All’inizio della mia carriera di insegnante, i ritmi erano senza dubbio più blandi, ascoltare una spiegazione lunga era normale, necessaria per rendere proficua la lezione, oggi tutti appaiono ossessionati dalla fretta, per “scappare” di corsa verso altre attività da svolgere. Tuttavia anche il giocatore più abile ed esperto, quando raggiunge la velocità limite, commette un errore, oppure rischia di mandare il flipper in tilt, vedendosi costretto ad interrompere la partita. Persino i campioni, in alcuni frangenti, scambiano i colpi ad un ritmo simile a quello della pallina del flipper, rispondendo a velocità impressionanti, fino ad andare fuori giri!

“Fate colpire ai ragazzi tante palle, non devono esserci pause durante la lezione, proponete esercizi più dinamici”; sono queste la frasi che sento spesso sul campo da tennis, pronunciate dai maestri addetti alla programmazione tecnica.

Chi invece preferisce affidarsi ad una maggiore calma, magari rispettando i tempi offerti dalla natura, può passare per pigro o addirittura poco volenteroso. A volte penso che se avessi più tempo, farei ancora più cose, se il flipper non raggiungesse il tilt, chissà a quale velocità potrebbe arrivare la pallina!

Per fortuna c’è il sonno, ultimo momento della giornata, ma anche quello capace di fermare ogni cosa. Dormire bene e a lungo, permette di ricaricarsi, di depurare il corpo dalle tante scocciature quotidiane, di dare un stop, un freno alla velocità. Purtroppo anche la beata sosta notturna finisce, l’implacabile sveglia ci ricorda che abbiamo sempre tanto da fare, così la pallina viene di nuovo rimessa in gioco; uno sbattere continuo, una corsa per portare la partita alla fine, magari per stabilire un nuovo punteggio record.

Tuttavia dietro il flipper, probabilmente nascosta in basso, qualcosa potrebbe aiutarci, venire in nostro soccorso, non è difficile da trovare, bisogna soltanto volerlo: sul muro c’è la presa della corrente, per staccare la spina è sufficiente tirare con forza, in modo da spegnere tutto e prendere per sé il tempo che tanto desideriamo avere.

Andrea Villa

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