28 nov 2008

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La replica (13) Cambiare

Pubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 9 dicembre 2007. Buona Lettura!

Il grande difetto della scuola tennis in cui insegno, è che molto spesso sono costretto a cambiare gli allievi. Questo fatto accade regolarmente ogni anno e a volte anche a stagione in corso, con mio evidente rammarico. Gestire orari ed esigenze di tanti allievi non è affatto facile, alcuni spostamenti sono quasi inevitabili, per accontentare il maggior numero di persone una certa rotazione è purtroppo necessaria. Tuttavia in alcuni momenti ho l’impressione di essere al centro di una giostra, dove tutto si muove vorticosamente senza lasciarti la possibilità di soffermarti su qualcosa per un po’ di tempo. Ecco il nodo della questione: il tempo; qualunque lavoro per essere fatto bene ne richiede in quantità, figuriamoci quando si tratta di insegnare una disciplina sportiva. Se il maestro non ne ha abbastanza, non è in grado di incidere in maniera rilevante, mentre l’allievo progredirà molto lentamente. Per motivi organizzativi, questa settimana, ho dovuto far giocare per due giorni allievi che di norma non alleno; non sono mai contento quando mi trovo davanti il frutto del lavoro di qualcun altro. Temo di poter rovinare, con un consiglio sbagliato, quello che è stato costruito con fatiche durate mesi, oppure di non riuscire a comunicare nella maniera corretta o peggio di fare la figura dell’insegnante che a tutti i costi si vuole mostrare preparato.

Forse le mie preoccupazioni sono eccessive, ma è meglio essere prudenti quando ci si rapporta per la prima volta con qualcuno, è molto facile urtarne la sensibilità e fare una pessima figura.
La “girandola” degli allievi, come mi piace definirla, mi ha imposto ogni anno di partire da capo; essere costretti ad abbandonare gli allievi allenati per un’intera stagione è doloroso sia per me che per loro, mi piacerebbe che accadesse il meno possibile!
A volte scherzando chiamo i miei allievi “proprietà privata”, una esagerata espressione a testimonianza del fatto che vorrei non cambiarli .
Questo non significa che essi non possano ascoltare un’altra “campana”, ma forse troppe “campane” rischiano di generare soltanto un frastuono incomprensibile.
È sempre l’allievo al centro delle mie attenzioni, è lui che deve scegliere se è arrivato il momento di lasciare o continuare con il medesimo maestro. Attraversare i vari passaggi dell’apprendimento è un percorso complesso, se chi deve indicare la strada cambia spesso volto, tutto diventa ancora più arduo da affrontare.
L’indice di gradimento di un insegnante è dato dal fatto che gli allievi vogliono continuare ad farsi allenare da lui; vuol dire che gli ha conquistati e insieme potranno costruire qualcosa di buono.
Al contrario non bisogna commettere l’errore di trascinare un rapporto se non ha speranze di successo, sarebbe imperdonabile. Pazienza se qualche episodio negativo arriva a minare la nostra sicurezza, meglio prenderli come inviti alla riflessione.
Mercoledì ho giocato con Giulia, una ragazza che si allena con un altro maestro; ho capito subito che non ha un buon “feeling” con il suo insegnante, la soluzione migliore per entrambi sarebbe la più semplice: cambiare! Tuttavia mi domando chi avrà il coraggio di prendere una decisione in tal senso? Naturalmente nessuno!
Alcune volte mi sono rifiutato educatamente di fare lezione a qualcuno, ero certo di non essere il tipo di maestro che quella persona aveva bisogno: niente di male!
La professionalità impone di tirarmi indietro se è necessario per il bene dell’allievo, mettere da parte la presunzione di poter essere un buon insegnante per tutti, è un segno di maturità.
Tuttavia ci sono tante persone che passano in continuazione da un circolo ad un altro, nella speranza di scovare finalmente il maestro “giusto”; forse sono semplicemente alla ricerca del Santo Graal tennistico, caccia che durerà in eterno.
Io invece non cerco il calice che mi faccia diventare una divinità, sogno solamente di crescere insieme ai miei ragazzi, e con loro guadagnarmi la giusta ricompensa.
Andrea Villa

  1. Fra Bonetti says:

    Andre stasera è la prima volta che guardo il sito perchè m ero dimenticato l’indirizzo web.
    poi su consiglio di Elia l’ho guardato e letto qualche articolo e devo dire che hai fatto proprio un bel lavoro è venuto molto bene.
    continua così perchè è molto interessante, e lo sai che mi mancano le discussioni di calcio ahhaahahhahah

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