23 dic 2008

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Il racconto (17) Sette giorni e sette notti

Un uomo fece un sogno lungo sette giorni e sette notti, senza interromperlo nemmeno per un istante soltanto. Il primo giorno sognò la creazione dell’universo, quindi vide Dio esaurire la sua fantasia, e nominarlo così Architetto di fiducia, incaricato di terminare il progetto più complesso che il Signore proprio non riusciva a finire: il pianeta Terra. Il secondo giorno sognò un villaggio sperduto tra i ghiacci della Siberia, dove uno stregone millenario aveva scoperto una pozione in grado di trasformare le Sirene in donne in carne ed ossa. Il terzo giorno sognò una stanza piena di stelle, dove un uomo ed una donna si amavano con trasporto, pur sfiorandosi delicatamente, mentre gli astri intonavano loro la più dolce delle melodie. Il quarto giorno sognò un cuore rosso pulsare, poi mutarsi in pietra, quindi in sottile cristallo, e precipitare così nell’oblio, per frantumarsi in mille pezzi in un oscuro baratro senza fondo. Il quinto giorno sognò l’Autunno, e migliaia di foglie che lentamente si staccavano dai propri rami lasciandoli spogli; una soltanto si ostinava a rimanere attaccata ad un albero, dondolandosi in continuazione e facendosi beffe del vento e dell’incalzante Inverno.

ll sesto giorno sognò una nuvola grande quanto una mano di gigante, allungarsi verso di lui, e raccoglierlo sul soffice palmo, per poi sparire insieme in un cielo mai così sgombro e terso.
Il settimo giorno sognò di essere ancora vivo, ed allora si sforzò di aprire gli occhi, di stringere i pugni e di gridare al mondo intero, con tutta la voce che gli fosse rimasta: “IO SONO VIVO!”. Tuttavia non ci riuscì, e nonostante gli fosse venuta una gran voglia di piangere, nemmeno una lacrima uscì dai suoi occhi ormai stanchi.
Così pensò che forse dopo aver sognato tutto questo, in fondo un po’ di riposo l’aveva proprio meritato!

Andrea Villa

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