28 Dic 2008

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L’articolo della settimana (18) Duemilanove

È l’ultimo articolo del 2008, un altro anno è quasi alle spalle, il conto alla rovescia sta per terminare, la notte dei desideri si avvicina ancora una volta. Il tempo è la memoria più grande, un ticchettare continuo, senza sosta, che ci obbliga a ricordare il passato e a programmare il futuro. È una festa a determinare il cambio di calendario, a sancire il passaggio a qualcosa di nuovo, ad aprire le porte a ciò che sarà: in fondo la vita è una scadenza dopo l’altra, impossibile sottrarsi. Mentre si prepara il 31 dicembre, mi vengono in mente molte cose, penso a quante aspettative ho sempre riposto nell’anno che stava per arrivare, alle speranze, ai sogni, ai sospiri di una gioventù che pian piano si allontana. Il divertimento è sempre un ottimo veleno per calmare le preoccupazioni, i dubbi, le paure; tuttavia quando il suo effetto finisce è di nuovo il tempo a comandare le azioni, a riportare ogni faccenda al posto che gli compete. Spesso ho la sensazione di essere in attesa di qualcosa, qualcosa che fino ad ora è sempre riuscito a sfuggirmi; vorrei ritrovarmelo tra le mani, anche solo per un istante, per non lasciare che mi scappi ancora. Quando è la fine a presentarsi, un velo di malinconia scende a coprire tutto, un sipario che divide il vecchio dal novizio, nel mezzo pochi ricordi destinati soltanto a svanire.

La convenzione impone invece di essere allegri, di avere speranze e desideri da gettare in avanti, buttando alle spalle i cattivi presagi, gli errori e le sfortune che ci hanno accompagnato troppo da vicino.

Il mio cuore oggi è un labirinto, in cui vago senza destinazione, nemmeno alla ricerca dell’uscita. Che cosa bizzarra, essere prigionieri di sé stessi, una stupida complicazione, un impiccio, senza possibilità di baratto. La notte di San Silvestro per molti sarà uno spiraglio lontano, da rincorrere per un anno intero, magari solamente un miraggio, oppure uno squarcio di vera luce. Fatico a credere ancora in tali magie, l’esperienza mi suggerisce di affidarmi ad altro, di giocare contro il tempo, e le sue ragioni. Capisco persino l’assurdità delle mie parole, messe in fila prima di dormire, ed abbandonarmi agli ultimi sogni del 2008. Fra le braccia di un’amante dovrebbe essere il posto in cui cullare e nutrire ciò che ogni notte Morfeo ci porta in dono, un auspicio da fare a tutti.

Nel disordine dell’animo questo vorrei trovare, un motivo che scaldi il cuore in una fredda notte di inizio inverno, di fine dicembre, di inizio d’anno: buon 2009, niente di più.

 

Andrea Villa

  1. Articolo molto bello….ma un piccolo appunto è doveroso….non è la convenzione che ci impone di essere allegri e avere speranze…..E’ la vita che ci chiede di sperare e di impegnarci affinchè il futuro sia migliore!!!!
    Questo è il solo modo per vivere meglio e per apprezzare quello che abbiamo…che non è poco!!!
    Buon fine anno…e tanti auguri per il 2009 Andrea!!!!
    Stefano

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