18 Gen 2009

Postato da in Articoli | 3 commenti

L’articolo della settimana (21) Dubbi

dubbioSono reduce dall’ennesimo corso di formazione per insegnanti di tennis; è sempre piacevole partecipare ad incontri con persone in grado di offrirti nuove conoscenze, di proporti punti di vista diversi dal proprio. Ero circondato da più di quaranta maestri, che per quattro giorni si sono dedicati con attenzione alle materie presentate da esperti del settore. Psicologi, preparatori atletici, esperti di marketing, tutti con in testa la volontà di trasmettere qualcosa in grado di aiutare chi ha fatto dell’insegnamento il proprio mestiere.

È difficile che critichi la sostanza di ciò che mi viene spiegato, ho troppo rispetto per i relatori, anche quando non riescono a essere veramente efficaci. Tuttavia questi momenti lasciano ogni volta in me qualche dubbio, domande a cui non è semplice rispondere, nonostante abbia ormai una certa esperienza. Sono molte le incertezze che stanno affiorando nel mio lavoro ultimamente, le sento crescere allenamento dopo allenamento, incapace di tenerle a bada. Di solito questo mi accade nei periodi di grande stanchezza, quando le energie sembrano essere poche e non rigenerabili. Forse dovrei prendermi una lunga pausa per schiarirmi un po’ le idee, per capire meglio se i dubbi che mi stanno mettendo pressione, riguardano soltanto me oppure anche la mia professione.

Fare il maestro di tennis mi piace ancora, lavorare con i ragazzi mi piace ancora, ma percepisco una sottile insoddisfazione che non riesco a far andar via. In alcuni momenti ho l’impressione di essere un po’ una “mosca bianca”, di essere quasi prigioniero della mia sincerità, della generosità, della passione che metto ogni giorno durante le lezioni. Può sembrare un’altra delle mie provocazioni, ma spesso il mio comportamento aperto si ritorce contro di me, diventa un boomerang puntuale e preciso. Ecco allora il dubbio, se non sarebbe il caso di cambiare, di non farsi coinvolgere troppo, di non dare tanto peso ai sentimenti, di non indignarsi davanti a qualunque ingiustizia. La psicologa che incontrato al corso appena fatto, ha sottolineato come sono le persone che continuano a farsi delle domande, quelle più oneste intellettualmente; è una magra consolazione, perché spesso il dubbio ti attanaglia, ti rivolta e ti fa soffrire. Purtroppo attorno a me vedo sempre meno persone che tentano di trovare nuove strade e pensieri, di non affidarsi soltanto alle certezze, di scardinare le apparenze. Esco dagli aggiornamenti dopo aver parlato con decide di insegnanti, cercando di comprendere quali sono le cose in cui credono, e se come me sono pieni di domande irrisolte. Ammetto di avere le idee un po’ confuse, e di non riuscire a trarre le soddisfazioni che vorrei nelle lunghe giornate sul campo. Ho pure preso una brutta influenza, segnale evidente del mio malessere, per fortuna mi piace stare a letto e al caldo, in fondo senza malattia non c’è guarigione; forse la sosta forzata mi permetterà di capire alcune cose e di affrontarle con maggiore decisione, anche se è dura dover dubitare sempre di sé stessi quando tutti sembrano così sicuri.

 

Andrea Villa

  1. Spero sia la febbre che ti fa un pò “straparlare”! Avere qualche dubbio è sicuramente un segno di maturità; saper fare una sana autocritica è utile, nonchè raro, ma non trovo giustificazione allo scoraggiamento che serpeggia nel tuo articolo.
    Il mondo dei paragoni è insidioso e spesso non serve a migliorarci. Hai un temperamento saggio in tante situazioni…..non rinunciare a proseguire su questa strada. Quando sarai pronto per un cambiamento importante probabilmente non ci sarà spazio nella mente per farti tante domande. Darai vita ad un’altra opportunità e, come nella precedente, avrai successo.

  2. Caro andre , nn sei l’unica mosca bianca credimi… bisogna cercare cercare e cercare , tu lo sai che noi siamo sulla stessa frequenza ….dove pero’ nn tutti riescono a sintonizzarsi…sara’ colpa del canale?
    Usciamo da questi corsi pieni di nozioni..ma nessuno ci dice cosa bisogna fare …e allora siamo solo noi che dobbiamo provare e riprovare …nella ricerca della strada giusta !
    Credo e ne sono certo che la passione che abbiamo dentro oltre a lottare contro ogni dubbio ….faccia pero’ la DIFFERENZA!!!
    Un forte abbraccio Andre …stammi bene e a presto .

  3. Caro Andrea…sei un romantico…cosi’ certo che gli altri siano sicuri come sembrano?
    Alcuni a volte nel tentativo di ostentare sicurezza in se stessi fanno una tenerezza quasi patetica. Eppure altre volte la sicurezza diventa fermezza, poi decisione e azione, si fanno accadere le cose e magari si sbaglia o forse no. Altri nell’incertezza restano fermi nella loro dignitosa immobilita’, forse hanno solo paura di sbagliare, forse sono orgogliosi e fieri e questa per loro e’ comunque una certezza, una forma di sicurezza.
    Come vedi non sei l’unico ad essere un po’ confuso.
    Devi sapere che noi facciamo due lavori lontani anni luce eppure leggere della tua “sottile insoddisfazione”, del tuo senso di prigionia, dei tuoi dubbi sul “cambiare e non farsi piu’ coinvolgere”mi ha fatto un effetto incredibile poiche’ si tratta delle stesse frasi cheripeto spesso a me stessa nell’ultimo anno.
    Io non so cosa significhi esattamente essere onesti intellettualmente ma so di sicuro che farmi contiinuamente delle domande non mi fa sentire ne’ vivere meglio.
    Guarisci presto! Ciao

Lascia una risposta.