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La replica (22) Tornei
Pubblicato sul mio vecchio blog(www.tcapreago.blogspot.com) domenica 20 aprile 2008. Buona lettura!
Organizzare tornei di tennis è diventata ormai la mia seconda occupazione; mentre tentavo di intraprendere la carriera di maestro, quasi quindici anni fa, ho cercato contemporaneamente di imparare un altro mestiere. Questa opportunità mi fu data dal maestro Giuseppe Morelli, desideroso di far nascere sui campi del TC Ambrosiano, durante la stagione invernale, un evento tennistico degno del circolo che l’avrebbe ospitato. Senza timore gli offrii subito il mio sostegno, e anche se ero privo di esperienza, avevo voglia di buttarmi in una nuova avventura, pur ignorando che cosa fosse necessario. Per organizzare un torneo di tennis, a qualunque livello, sono indispensabili molte cose, che spesso sfuggono persino ai giocatori, vera anima di ogni competizione. Innanzi tutto deve essere stabilito un piccolo regolamento, dove vengono indicate la data di inizio e di conclusione, la categoria e il numero degli iscritti ammessi, il nome del circolo organizzatore, la marca delle palline usate, la superficie dei campi, i premi; insieme a queste indicazioni di massima, bisogna specificare i nomi delle due persone di riferimento: il direttore del torneo, e il giudice arbitro.
Il direttore di gara è per consuetudine una figura all’interno del club stesso, il suo compito è quello di raccogliere le iscrizioni, far preparare i campi per le partite, accogliere i partecipanti, e conoscendo bene l’ambiente, renderlo più gradevole e ospitale possibile. Invece il giudice arbitro, viene designato dalla Federazione per compilare i tabelloni, gli orari, e fare da garante affinché vengano osservate senza eccezioni le regole stabilite dalle Carte Federali. Ancora diverso è l’incarico del giudice di sedia, che è il vero arbitro delle partite, ma non partecipa in maniera diretta alla organizzazione del torneo.
Precisato tutto questo, il regolamento viene spedito alla Federazione per essere approvato, insieme ad una tassa, che permette lo svolgimento delle gare.
Quando mi sono deciso ad avvicinarmi alla preparazione di un evento tennistico, ho dovuto studiare: ho frequentato un corso per diventare giudice arbitro, superare alcuni esami, e per un po’ di tempo affiancarmi ad una persona abilitata, come periodo di praticantato.
Dopo un paio di anni di apprendistato, finalmente ho ricevuto il distintivo ufficiale, e insieme al maestro Morelli, ho iniziato a lavorare per dare alla luce, il primo torneo cosiddetto week end.
Sfruttando le molte ore libere durante il fine settimana, pensammo di creare una manifestazione da giocarsi soltanto il sabato e la domenica; la formula si rivelò immediatamente di buon gradimento, presto copiata da molti circoli.
Il numero di iscritti al primo torneo fu una spinta per continuare, così ne preparammo altri due, per coprire tutto il periodo invernale. Partiti con una media di 70 unità, oggi possiamo vantarci di organizzare i tre più grandi eventi week end della Lombardia: due riservati alla quarta categoria a ottobre e febbraio, e uno ai veterani durante il mese di gennaio. Ogni torneo dura sette fine settimana, con una media di 350 partecipanti, e per quello che riguarda la gara veterani siamo secondi soltanto ai campionati italiani di Cervia.
Il lavoro per portare avanti tutto questo è veramente impegnativo, ogni volta bisogna raccogliere le iscrizioni, controllare le classifiche dei singoli giocatori, compilare i tabelloni e gli orari. Le telefonate ricevute nei giorni precedenti l’inizio sono centinaia, per fortuna a smistarle ci pensa il maestro Morelli, lasciando a me la parte che amo definire burocratica.
Conoscere alla lettera i regolamenti è il compito del giudice arbitro, per questo motivo spesso devo aggiornarmi, andando a riunioni di settore, girando per tornei e magari rubare qualche piccolo trucco a un collega più esperto.
Dalla metà di ottobre fino alla metà di aprile, trascorro il sabato e la domenica al circolo, la mia presenza è necessaria non solo per incassare le quote di iscrizione, ma per indirizzare i giocatori sul campo destinato, raccogliere i risultati e comunicare al vincitore l’orario per l’incontro successivo.
Tutto facile? Per niente! Quando si gestiscono centinaia di atleti, i problemi sono all’ordine del giorno! La lista degli inconvenienti diventa ogni anno più lunga: orari di gioco non graditi, scarsa conoscenza delle regole, partecipanti indisciplinati, problemi alle strutture, ingerenze da parte di genitori, maestri e dirigenti; e naturalmente non essendo nessuno perfetto, ci aggiungo qualche svista da parte mia o del direttore del torneo.
Nel tempo sono riuscito, grazie alla esperienza accumulata, a ridurre al minimo gli aspetti negativi, anche se a volte ho dovuto usare le maniere forti, per risolvere questioni spiacevoli, facendo leva sul potere datomi dal distintivo di giudice arbitro della Federazione.
Nonostante i momenti di difficoltà, la soddisfazione di portare a termine tornei così numerosi è enorme; quando finalmente consegno i risultati alla Federazione, sono sempre contento, significa che ho fatto un buon lavoro. Per sei lunghi mesi, oltre a fare il maestro, controllo liste, compilo tabelloni, ricevo e faccio telefonate, permetto a centinaia di persone di giocare, oltre a trascorrere tutti i fine settimana al club.
Domenica scorsa sono finiti i campionati regionali di quarta categoria, con 224 iscritti nella gara maschile, 116 in quella femminile e 56 coppie in quella di doppio.
Come ho fatto anche questo anno non lo so, ringrazio il maestro Morelli per il prezioso contributo, e il tempo diviso con me tra mille discussioni e continui aggiustamenti.
Se potessi tornare indietro, a quel giorno in cui mi disse che aveva l’idea per un nuovo grande torneo di tennis, gli risponderei ancora come feci allora: “ Da dove cominciamo?”.
Andrea Villa

Come potresti rinunciare a tutto questo? Mumble, mumble………………..prosegui l’opera!
ciao, Anna