8 feb 2009

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L’articolo della settimana (24) Accelerare e decelerare

velocitaSono io che spingo sul pedale dell’acceleratore. Sono io che cerco la volèè per accorciare lo scambio. Sono io che costringo il tempo a farsi più veloce e passare più in fretta. Perché? Sono io che alzo il piede dal pedale dell’acceleratore e lo sposto su quello del freno. Sono io che aumento il numero degli scambi, restando a palleggiare a fondo campo. Sono io che obbligo il tempo a rallentare, per fare in modo che duri più a lungo. Perché? Ho veramente tutto questo potere? Posso veramente condizionare il compito del tempo, oppure sono io che mi lascio condizionare? I giorni trascorrono in fretta, i giorni sono lunghi e senza fine; i secondi non sono secondi e i minuti non sono minuti, si modellano sulle mie azioni, sulla volontà di arrivare o non arrivare ad un preciso momento. È strano combattere una battaglia con qualcuno che può solamente andare avanti, in un’unica direzione, mentre io cerco con disperazione di fare piano, o di fare con rapidità, a seconda di quello a cui mi sto dedicando.

A volte vorrei cristallizzare un momento, fermarlo e viverlo senza pensare al suo tempo; spesso invece vorrei che certi momenti volassero via più veloci del vento, magari per poterli dimenticare con grande facilità. Al polso ho un orologio di cui mi piacerebbe poter muovere le lancette a piacimento, con un semplice tocco delle dita, avanti e indietro per plasmare le azioni a mia misura, secondo i miei bisogni. Forse il vero segreto è quello di rispettare il tempo e le sue ragioni, senza forzature, lasciando che sia lui a decidere in maniera saggia il nostro quando. Eppure troppo spesso non ascoltiamo il suo battere, il ticchettio che ci avvisa inconsapevolmente se è il momento di agire o piuttosto di non farlo ancora. La vita può durare il tempo di un respiro, oppure essere un lungo viaggio pieno di meravigliose tappe intermedie, meglio accelerare o decelerare?

 

Andrea Villa

  1. uomo nero says:

    secondo me non si può che accelerare, infatti l’unica conseguenza che si ottiene rimanendo fermi è di essere travolti. Rimanere fermi significa accettare l’esistenza di un destino immutabile. Accelerare significa invece essere padroni della propria vita, significa non chinarsi davanti alle difficoltà, sapendo che c’è sempre un modo per uscirne e che niente è prestabilito, ma è invece frutto delle nostre scelte e decisioni.

    nella morsa delle circostanze
    non mi sono tirato indietro, nè ho pianto.
    sotto i colpi dell’ascia della sorte
    il mio capo sanguina ma non si china

    non importa quanto sia stretta la porta,
    quanto piena di castighi la vita,
    io sono padrone del mio destino.
    io sono il capitano della mia anima.
    W.B. Prescott

    ci vediamo il prox mercoledì (non vedo l’ora di dicuterne)

  2. dipende se è il cuore a ditelo, trasportato dai sentimenti molte volte ho accelerato anche se forse non avrei dovuto ma almeno non ho rimpianti.
    e sono proprio alcuni momenti che passo con le persone a cui voglio più bene che vorrei fossero eterni, ma se non avessi spinto forse non sarebbero mai accaduti.
    secondo me ci sono dei momenti dove serve accelerare lo vedo ache come una sorta di valvola di sfogo
    cmq gran bell’articolo andrea veramente bello grande!

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