15 Feb 2009

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L’articolo della settimana (25) Navigare

bussolaNavigo senza bussola, è rotta. Non segna più il nord, il sud, l’est e l’ovest, è ferma a indicare un punto imprecisato all’orizzonte, che non riesco a vedere. Le mie vele sono tagliate, non trattengono più il vento, non riescono più a gonfiarsi; le ferite sono troppo profonde, ed io sono stanco di ricucirle ancora una volta. La terra promessa è avvolta dalla nebbia, nemmeno il binocolo è in grado di scorgerla, eppure sembrava così vicina.

I marinai sono scomparsi uno ad uno, navigo in solitario, abbandonato anche dal mio equipaggio. Forse dovrei buttarmi in mare e farmi trasportare dalla corrente, ma non so nuotare e i pescecani aspettano soltanto di potermi sbranare. Allora alzo lo sguardo verso il cielo, cercando la stella polare e soprattutto dove si nasconde il Buon Dio; invoco queste due guide, affinché possano aiutarmi a trovare la giusta rotta, e sostituirsi alla bussola ormai inutilizzabile. Tuttavia per me le stelle sono fredde, e il Signore non può di certo ascoltare le mie puerili suppliche, ha già tanto di cui doversi occupare.

Il giorno e la notte si confondono, dormire è quindi impossibile, non ci sono sogni ad alleviare le mie sofferenze. Esausto, blocco il timone e lascio che sia la deriva a portarmi dove desidera, senza chiedere o protestare: un enorme gorgo mi attira, vuole risucchiarmi, portarmi sul fondo, dove prego di trovare la porta che conduce in Paradiso.

 

Andrea Villa

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