25 Feb 2009

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L’intervista (vera) a Tullio Colangelo

culturaNel 1997 ho giocato la finale di un torneo di terza categoria contro Fabio Colangelo; tra di noi c’era una certa differenza di età, io ero verso la fine della mia modesta carriera, mentre Fabio era un giovane in ascesa voglioso di diventare un giocatore importante. Naturalmente persi, ero troppo debole per battere un ragazzo dotato di un ottimo talento; allora non sapevo che dietro alle sue doti c’era anche il lavoro del padre Tullio, preparatore atletico intelligente e misurato; dopo un po’ di tempo mi ha fatto piacere proporgli alcune domande. Quanto è diventata importante nello sport, e in particolare nel tennis, la preparazione atletica? La preparazione atletica nello sport non e’ importante, e’ fondamentale! Spesso si dice che i bambini di oggi fanno poca attività fisica, di chi è la colpa? Della mancanza totale di cultura sportiva nel nostro paese. Se è vero che i bambini hanno bisogno di più attività fisica, perché nelle scuole è poco considerata? È poco considerata proprio a causa della mancanza di una vera cultura sportiva, può sembrare banale, invece è la motivazione principale.

In molte scuole tennis l’ora di ginnastica è diventata facoltativa, non credi sia un grosso errore? E’ certamente un grande errore, oltre al benessere psico-fisico ed alla prevenzione degli infortuni, se viene insegnata in maniera corretta, farebbe diminuire  di molto i tempi di apprendimento tecnico degli allievi, la memorizzazione dei gesti ed il loro automatismo.

L’Italia emerge in molti sport, ma fatica ancora nel tennis, perché questa cronica difficoltà? Su questo argomento ne abbiamo e continuiamo a sentire opinioni molto diverse fra loro, credo che la risposta sia invece molto semplice: si deve programmare e creare una scuola italiana di tennis, magari ispirandosi a quelle che funzionano; negli altri sport hanno fatto così e ha funzionato. I risultati sono arrivati, se si mettono al posto giusto i professionisti meglio preparati i miglioramenti arriveranno anche nel tennis, senza scomodare il Padre Eterno per farci mandare il campione!

Hai un figlio che ha raggiunto un ottimo livello di gioco, quanto hai potuto aiutarlo?

Come tutti i padri ho cercato indicargli più strade possibili per raggiungere il massimo delle proprie capacità (non solo nel tennis , Fabio ha praticato anche pattinaggio, pallacanestro, nuoto, atletica leggera). Nel tennis per raggiungere risultati migliori, bisogna iniziare molto presto, avere subito obiettivi altissimi, cercare e trovare (ammesso che esista) il coach giusto; inoltre essere molto egoisti, presuntuosi ed ambiziosi al massimo.

Quali consigli daresti a un genitore che si trova a dover gestire un figlio molto dotato? Di affidarsi a gente preparata e fare quanto detto.

Gli sportivi di alto livello spesso cedono alle lusinghe del doping, è così difficile resistere a tale tentazione?

La mancanza di  cultura sportiva , i facili guadagni, l’apparire sono tentazioni fortissime, che accompagnate alla mancanza di autentici valori fanno del doping un mezzo per ottenere facili successi nello sport; purtroppo quello che e’ grave e pericoloso, e’ la mentalità dei nostri giovani, che ricorrono spesso all’aiuto di farmaci, anche solo per vincere la gara del proprio quartiere!

Come vedi il tennis nel prossimo futuro?

Certamente  meglio di quello attuale per il tennis italiano, e ancora in espansione quello internazionale.

 

Andrea Villa

Tullio ha scelto per l’intervista la foto della cultura.

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