1 Mar 2009

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L’articolo della settimana (27) Come la prima volta

primaQualche anno fa, durante uno dei miei rari viaggi in aereo, per stemperare un po’ la tensione, mi misi a fare quattro chiacchiere con la ragazza seduta nel posto accanto al mio. Eravamo entrambi diretti al mare, con la testa rivolta soltanto alle vacanze, al sole, al divertimento, e agli amici che ci stavano aspettando. È forse per questo motivo che fu facile raccontarsi quello che combinavamo nella vita, cosa occupava quasi tutto il nostro tempo durante l’anno. Io arrivavo dall’ennesima dura stagione, divisa come al solito, tra lezioni private, scuola tennis e tornei da organizzare. Sorpresa da come potessi sopravvivere a tante fatiche, quella simpatica ragazza mi chiese se mai avessi pensato di smettere con il tennis, e come riuscissi a stare così tante ore sul campo a rincorrere una pallina. Non indugiai nel rispondere, non fu necessaria una lunga riflessione per confessare che colpire una palla mi dava sempre le stessa sensazione di piacere che avevo provato la prima volta, ecco perché continuavo a farlo con il medesimo gusto.

Negli ultimi giorni ho ripensato a quella casuale conversazione, a quanto fosse vero ciò che dissi allora; ancora oggi ogni volta che colpisco una pallina, ogni volta che si posa schiacciandosi sulla corda, ho un brivido, intenso come quello sentito la prima volta. Tuttavia spesso ho pensato di mollare, di smettere di giocare, di cambiare, di non alzarmi dal letto per andare a lavorare, ma ho continuato. Tanti sono stati i momenti di rigetto, di ripulsa, di rifiuto; troppe le occasioni in cui ho sentito l’aria mancarmi, la testa girare, in preda a strani e confusi pensieri, ma ho continuato. Alcuni problemi fisici mi hanno scosso dal profondo, lasciando segni non visibili ad un occhio disattento, ma ho continuato; la stanchezza mi ha preso il corpo, l’ha fatto a fettine per masticarlo meglio, ma ho continuato. So che tutto questo accadrà di nuovo, ma so anche che continuerò; dubbi, incertezze, crisi esistenziali, depressione, camminano a poca distanza da me, cerco di tenerli lontani, e quando li sento avvicinarsi ho paura che possano trapassarmi, entrare dentro di me e non lasciarmi, ma io continuo lo stesso. Questa è la mia forza, una incrollabile fede nella speranza che le cose siano destinate ad andare meglio, pur non sapendo quando, perché in fondo non è nemmeno importante; allora torno a meravigliarmi di quel brivido, di quella scintilla che arriva a schiarire i giorni bui, un fremito autentico come quello della prima volta. La pallina è il sole che illumina il mio cammino, la racchetta una compagna fedele, nella buona e nella cattiva sorte, naturalmente fino a che morte non ci separi, perché io non mollo, continuo!

 

Andrea Villa

  1. guida says:

    bravo andre condivido assolutamente le tue idee anche perchè si sa che la speranza e la fede sono indispensabili per vivere la vita anche quando le cose non vanno bene.Comunque andre non mollare mai….

  2. Luca G. says:

    Beh Andre… Qui la citazione è necessaria

    Sul mio campo non si molla niente!

    Ed evidentemente anche nella vita! Condivido pienamente, segui la tua strada fino alla fine caro maestro, chissà quanti alunni vedrai ancora..

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