22 Mar 2009

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L’articolo della settimana (30) Pensieri di primavera

primaveraLa primavera è arrivata, ha afferrato il testimone dall’inverno, ha richiamato il sole ed ha svegliato la natura, invitandola a prepararsi per uscire in tutta la sua bellezza. I mesi invernali sono stati lunghi, freddi e faticosi, almeno per me; averli alle spalle è motivo di grande sollievo, quasi fossi finalmente riuscito ad abbandonare una pesante zavorra. Tra qualche giorno comincerò a giocare all’aperto e mi sembrerà di rinascere, di respirare una nuova aria, pulita, leggera, vera. Devo avere un po’ di pazienza prima di lasciare definitivamente i campi coperti; in questo periodo sono molto caldi, assomigliano ad una sauna, ma a me non dispiace, indosso ancora il maglione di lana, guardato come un matto dai ragazzi, che non capiscono come possa resistere vestito così. Intanto i tornei interni sono iniziati, gli allievi si danno battaglia nel tentativo di vincere la tanto desiderata coppa, che solo i primi quattro potranno sollevare durante la festa di fine corso. Io invece sto portando a conclusione l’ultimo torneo dei quattro che ogni anno organizzo, un impegno che mi obbliga a trascorrere al circolo ventidue fine settimana consecutivi: arrivare alla fine significa potermi concedere finalmente una buona dose di relax e stare un po’ per conto mio.

Ho un animo solitario, per carattere cerco spesso di isolarmi, di restare solo, e perdere i contatti con il mondo esterno: in questo periodo sento il bisogno di farlo con maggiore frequenza. Forse a causa della crescente stanchezza, mi accorgo di essere stufo di parlare, di ascoltare, e soprattutto di vedere; la bontà delle mie convinzioni è intatta, ma lentamente le percepisco più deboli, meno efficaci di quanto vorrei che fossero. Ad inizio stagione sapevo che sarebbe stato un anno di transizione, l’ho subito intuito, ed i fatti mi hanno dato ragione. Sono come ad un cambio di campo tra un game e l’altro, con la testa immersa nell’asciugamano a cercare di riordinare le idee; stento ad alzarmi e riprendere il gioco, vorrei che la sosta fosse più lunga possibile, per permettermi di riflettere ancora un po’. Non sono mai stato un abile stratega, nemmeno un esperto delle più raffinate tattiche; è un limite che spesso ha lasciato in me indecisioni e situazioni non risolte, un’incapacità causa di molte brucianti sconfitte. Tuttavia è necessario trovare una reazione, uno slancio per aprire una nuova via da percorrere, da seguire con rinnovato entusiasmo. Un sentiero mai battuto prima potrebbe rappresentare la tattica fino ad ora mai messa in pratica, la strategia vincente in grado di dare un svolta all’incontro. Per ora è meglio rimanere seduti in totale solitudine, e lasciare che i pensieri primaverili facciano fiorire la giusta decisione da prendere: per ricominciare a giocare c’è sempre tempo, ed io non ho di certo fretta.

 

Andrea Villa

  1. Ciao, Cavaliere Solitario, in mancanza delle ermetiche, ma non troppo, poesie (assenti da diverso tempo) leggo con piacere questo articolo primaverile e ricco di promesse. Guai a noi se non ci fosse l’istinto di sopravvivenza che ci permette di rifugiarci nel nostro “mondo interno”…..è lì che ritroviamo l’equilibrio, l’energia e la determinazione per affrontare i dubbi, le sconfitte, le delusioni del mondo reale. E l’amata solitudine……culla irrinunciabile dei nostri dolori più profondi, ma anche dimensione privilegiata dell’indicibile, intimo gioire. Buona PRIMAVERA! Anna

  2. Andrea, sono finito su questo spazio su internet in maniera puramente casuale, ed allora lascio un mio commento, non al tuo ultimo pensiero pubblicato (La Primavera), ma alla scoperta fatta.
    Il mondo si vede da punti di vista, senza pensare che cambiando punto di vista, il mondo rimane lo stesso, ma appare completamente diverso. Ecco il recente fatto che mi ha portato a questa ,forse banale, considerazione. Da tre anni vado a correre ed ogni volta faccio lo stesso percorso più volte, un anello di 2.5 km, girando sempre nello stesso verso, quello orario. Da un mese giro in senso antiorario. Incredibile: il parco, gli alberi, la strada, la luce, il cielo, le persone, tutto magicamente diverso !! Come se avessi cambiato parco. Eppure il parco è lo stesso, e solo che io non mi ero mai tolto la curiosità di sapere qualcosa di più sul parco che mi accompagna nelle mie corse.
    Stesso tema vale sul maestro Villa, e torno alla scoperta fatta.
    Andrea Villa è un maestro di tennis. Condizionato dal fatto che la prospettiva è quella di un circolo di tennis, questo è stato il mio unico punto di vista. E con questo presupposto, dalla mia prospettiva, non mi sono creato un pregiudizio -perché non è del giudicare che sto parlando- ma una visione del maestro Villa.
    Ed invece ecco la piacevole scoperta: ll maestro Villa scrive ed anche in maniera magicamente piacevole.
    Complimenti,
    Il tuo nuovo lettore Paolo

  3. E’ proprio quando si pensa di conoscere qualcosa o qualcuno che occorre spostare il punto di osservazione; ricordo spesso questa frase ai miei allievi, per fare in modo che non sorvolino sulla superficie delle cose, piuttosto scendano in profondità, fin dove è possibile arrivare. Questo sito è il tentativo di indagare ciò che troppe volte rimane nascosto, invisibile agli occhi di chi non vuole andare oltre le apparenze del quotidiano. In fondo è solo attraverso nuove scoperte che diventa possibile apprezzare ancor di più gli altri, il mondo che ci circonda, la vita stessa.
    Andrea Villa

  4. grande Ettore says:

    Caro Andrea, non se ne può più di questo Amb.

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