27 Mar 2009

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La replica (28) Arrabbiarsi

urlarePubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 30 marzo 2008. Buona lettura!

 

È venerdì notte, ho mal di schiena, sono molto stanco. Ho appena spento il televisore, mi sono addormentato sul divano per pochi minuti come un bambino, stravolto per aver giocato troppo. Ancora penso alla arrabbiatura che mi sono preso nel pomeriggio; ero furibondo, sentivo il sangue ribollirmi nelle vene, le mani tremavano, le mie parole erano onde che travolgevano tutto, una tempesta di distruzione. Un attimo di rabbia vanifica cento anni di pazienza, oggi ero disposto a giocarmeli tutti. È venerdì notte, il silenzio mi aiuta a riordinare le idee; non sono pentito, non voglio esserlo. Ho le mani calde, scotto come se avessi la febbre, per fortuna ho già sputato fuori il veleno. Perché Giuda ha così tanti seguaci? Perché Caino ha così tanti amici? Perché? Mi fermo a pensare, ma non trovo le risposte che sto cercando.

È venerdì notte, inizio a sbadigliare, forse dovrei riposare un po’. Il sonno è l’oasi da raggiungere quando si ha sete di vera pace. Nessuno ti tradisce mentre dormi, nessuno può colpirti alle spalle. È una lezione che ho imparato, la recito a memoria ogni giorno, oggi non è bastata a calmarmi. È venerdì notte, l’arrabbiatura sta cominciando a passare, i ragazzi non c’entrano, questo mi consola, almeno di loro posso fidarmi. Rispetto, comprensione, uguaglianza, verità, amore: queste parole girano nella testa continuamente, le richiamo una ad una, la loro forza mi tiene attaccato a quello che voglio essere. È quasi l’alba, domani è già diventato oggi: mi attende una nuova giornata sui campi; sarà una battaglia, una partita a scacchi con il destino, almeno lui non imbroglierà. Il sole si sta alzando, ho finito gli sbadigli, Giuda e Caino gli ho lasciati indietro. Mi aspettano altri cento anni di pazienza, fino al giorno in cui riuscirò a spazzare via per sempre “le bugie che ti lasciano perduto e con il cuore in pezzi”.


Andrea Villa

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