29 Mar 2009

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L’articolo della settimana (31) Granello dopo granello

clessidraUn granello di sabbia si è depositato in fondo all’anima, anche oggi. Un granello di sabbia si è depositato in fondo all’anima, anche oggi. Un granello di sabbia si è depositato in fondo all’anima, anche oggi. Domani un altro granello di sabbia si depositerà in fondo all’anima. Domani un altro granello di sabbia si depositerà in fondo all’anima. Domani un altro granello di sabbia si depositerà in fondo all’anima. Ogni giorno un granello di sabbia è destinato a depositarsi in fondo all’anima. Ogni giorno un granello di sabbia andrà a depositarsi in fondo all’anima. Ogni giorno un granello di sabbia si deposita in fondo all’anima. Scende senza far rumore, conosce la strada, dove fermarsi. Sembra innocuo, inerme, privo di vita; invece trova sempre un altro a cui attaccarsi, per diventare forte, più grande, pericoloso. Ama rimanere nascosto, per crescere senza essere disturbato, non bisogna di luce, di acqua, necessita soltanto di tempo. Non è il granello della clessidra, che cade scandito dall’abitudine, forzato dalla mano capace di rovesciarla a piacimento.

Non ha parentele con chi misura i secondi, i minuti, le ore; non deve farsi risucchiare da un pertugio stretto al punto giusto, non deve ricordare il ticchettio dell’orologio. È solo un adagiarsi nel suo nascondiglio preferito, lontano dagli occhi, dalle orecchie, da qualsiasi tocco: granello dopo granello, granello dopo granello, granello dopo granello. Nella clessidra c’è sempre spazio, è impossibile che tutto possa riempirsi; in fondo all’anima c’è spazio per l’infinito, fino a quando non scende il primo granello. L’ultimo granello arriva a tappare, a chiudere, a soffocare; impossibile respirare, trattenere, fermare la fuoriuscita. Un granello di sabbia si è depositato in fondo alla mia anima, anche oggi.

 

Andrea Villa

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