12 apr 2009

Postato da in Articoli | 3 commenti

L’articolo della settimana (33) Che cosa farai al mio cuore?

heartHo il cuore debole, fragile e delicato come le ali di una farfalla, innocente e candido come il viso di un bambino appena nato, per questo ti chiedo: che cosa farai al mio cuore? Lo taglierai a fettine con un affilato coltello, altrimenti lo infilerai in un frullatore per farlo in mille pezzetti? Sarà forse il tuo cibo quotidiano, capace di sfamarti, di saziarti ogni giorno? Magari lo farai diventare un punta spilli, per osservarlo mentre sanguina da tanti minuscoli buchi, lasciandolo soffrire senza alcuna pietà? Oppure lo scalderai proteggendolo fra le tue mani calde, cullandolo come potresti fare con un figlio, cantando per lui la più dolce delle ninna nanne? Ancora voglio sapere che cosa farai, se ascolterai i suoi battiti, se gli confiderai i tuoi segreti, se lo lascerai libero pur essendo sempre tuo? Al contrario lo legherai, lo imbavaglierai, lo costringerai a starti accanto anche se non vorrà, persino quando smetterà di battere per te? Dimmi, lo prenderai a calci, lo maltratterai, lo tradirai? O gli sarai fedele, dimostrandogli devozione, affetto, ma soprattutto amore? So di chiedere molto, ma il mio cuore non è in grado di portare pesi troppo pesanti, sebbene abbia tante domande da farti, è di risposte che ha disperatamente bisogno.

Diventerà il tuo piccolo tesoro, fatto di monete luccicanti, che mai perderanno valore nel tempo? Oppure sarà soltanto un altro orpello della tua collezione, da conservare in un angolo buio di una spoglia parete? Ho paura, e per questo umano sentimento ti confido le mie perplessità, le angosce di chi non sa a che cosa sta andando incontro. Ad un sorriso autentico, pieno di verità e speranze? A un falso ghigno, sconfortante come la solitudine e la malinconia? Non sono bravo a capire certe situazioni, devo essere preso per mano, accompagnato passo dopo passo, in una strada per me sconosciuta. Se il mio cuore dovesse cadere, scivolare a terra, lo raccoglierai prontamente? Lo curerai, lo guarirai, cucirai le ferite senza chiedere nulla in cambio? Lo lascerai al suo destino, lo abbandonerai, lo farai restare indietro senza aspettarlo? Ti prego, non nascondermi cosa pensi davvero, apri l’unica porta che può farmi arrivare da te. Perché in fondo siamo tutti innamorati di qualcuno che non abbiamo ancora incontrato, ma prima dimmi: che cosa farai al mio cuore?

 

Andrea Villa

  1. Fabrizio Maietti says:

    Beh…bello!!Strano ma bello!!è insolito leggere queste parole sritte da te; che eri saggio si sapeva ma non pensavo fossi così profondo.Certo devi considerare che mi sno perso dopo un po;sai…troppi punti interrgativi, troppe pause…Va beh, era scontato che dopo un po mi sarei perso.no davvero bello.Poi vorrei sapere a chi è dedicato(e non mi dire che non è dedicato a qualcuno perchè sappi che non ci crederò)

    Ciaociao

    Fabri

    P.S.:Aspetto ancora di sentire il tuo discorso che stai preparando!!Quado intendi farmelo??Lo stai mettendo in poesia???

  2. Ciao,
    premetto che non ti conosco, sono capitata nel tuo sito per caso e adesso quasi tutti i giorni vengo a vedere se hai scritto ancora..
    Quello che dici è molto vero e molto profondo e penso che non sia di aiuto solo ai tuoi alunni di tennis o solo a te, ma a tutti quelli che aprendo questo sito e leggendo le tue parole si immedesimano in esse e ne assorbono le emozioni.
    Grazie per alcune riflessioni in particolare, mi sono servite
    Bianca

  3. Cara Bianca, è sempre un piacere ricevere un bel commento, soprattutto quando viene da qualcuno che non si conosce. Sono io che devo ringraziare te, per le belle parole che hai scritto; mi rende felice sapere che alcune mie riflessioni siano state di aiuto, in fondo tutti ne abbiamo bisogno, io per primo. In alcuni momenti vivere sembra soltanto un arduo mestiere, pieno di incomprensioni, e complicati stati d’animo; lasciare qui i pensieri del quotidiano forse può servire a sciogliere le emozioni che spesso rimangono nascoste senza motivo. Un abbraccio!
    Andrea Villa

Lascia una risposta.