21 apr 2009

Postato da in Speciale | 5 commenti

Speciale (16) Errare è umano

errareErrare è umano; nessuno può dirsi immune. L’errore ci aspetta dietro l’angolo, non per saltare fuori all’improvviso e provocare un piccolo sciocco spavento; piuttosto tende la sua trappola, come il ragno la tela, con pazienza e astuzia, fino a quando ingenuamente cadiamo dentro di essa. Sbagliare è facile, molto più difficile capire il perché, il motivo che ci ha spinti di nuovo a mettere un piede in fallo, e scivolare senza rimedio a terra. Cercare di scusarsi è il primo passo da fare per rialzarsi, per riuscire a cercare e ottenere il perdono per ciò che abbiamo danneggiato. Tuttavia il binario della comprensione corre parallelo a quello del prezzo da pagare, il percorso è il medesimo, e deve essere attraversato fino in fondo. Pensare di potersi sottrarre a tutto questo, significa compiere un atto di pura codardia, di fuga dalla proprie responsabilità, un cammino che conduce verso l’oblio. Il tempo cura ogni ferita, aiuta la memoria a farsi più debole, ma non è in grado di cancellare l’errore, può soltanto affievolire il suo ricordo.

Nel tortuoso labirinto della vita, spesso ci sentiamo circondati da pareti fatte di preoccupazioni e sensi di colpa, dove nessun filo di Arianna può indicarci la strada verso l’uscita. Sono i nostri errori a tenerci lontano dalla retta via, a confondere la mente, a minare le sicurezze costruite con tanta fatica. Quando commetto uno sbaglio sento il desiderio di scomparire, di svanire nel nulla, di diventare invisibile; tremo al pensiero delle conseguenze, al giudizio implacabile di chi ho fatto soffrire per mia colpa. È il momento più brutto, l’attimo in cui si è messi di fronte alle proprie malefatte, spogliati di ogni possibile difesa, in balia degli eventi: poi mi ricordo che errare è umano, e che nessuno può con certezza dirsi immune. Imparata l’ennesima lezione, si deve avere la forza di assimilarla, di ripeterla a memoria come i versi di una poesia, dalle parole crudeli ma piene di verità. Purtroppo la giusta dose di saggezza si raggiunge solamente in vecchiaia, quando serve ad offrire agli altri buoni consigli, e a noi a tenere a freno i rimpianti e i rimorsi di una gioventù lontana nel tempo.

 

Andrea Villa

  1. Brambilla Luca says:

    Errare è umano perchè ci portiamo dietro il peccato originale e quindi non dobbiamo scandalizzarci quando sbagliamo, ma neanche far finta di niente come dici giustamente tu stesso. Io però so che nonostante i milioni di errori che commetto e che non riesco ad assimilare come se fossero i versi di una poesia, sono stato PREFERITO da Qualcuno che mi abbraccia interamente e che ha preso i miei errori e peccati e se li è messi su di sè. Questo è il significato che do alla Pasqua: Cristo che ci guarda scorgendo tutti i nostri male e le nostre mancanze, ma non si scandalizza di questi, anzi li prende sulle sue spalle e ci salva. Solo una cosa ci è chiesta di fare: dire sì a Cristo e non pensare che col tempo ci arriverà una fantomatica saggezza con cui schiveremo tutti i mali.
    La frase che hai giustamente citato è infatti monca: errare humanum est, perdonare divinum est!
    Luca

  2. Una volta mi hanno detto che nella boxe è più probabile che vinca chi sa prendere i pugni piuttosto che chi li sa dare.
    Io credo che riguardo ai nostri errori sia lo stesso: secondo me impariamo si più sbagliando ma sapendoci perdonare, chiedendo perdono alle persone offese, lasciando indietro il nostro orgoglio e diventando umili perché abbiamo capito il nostro errore e siamo decisi a non commetterlo nuovamente.
    Errare è umano sì, ma penso che dopo un errore si debba in ogni caso chiedere perdono, se non abbiamo ferito nessuno almeno a noi stessi, perché la traccia del nostro errore, come hai detto tu, è indelebile, ma penso che la traccia di un errore capito sia importante quanto un insegnamento datoci da qualcuno..
    Un abbraccio
    Bianca

  3. Vorrei non sbagliare più, avere le giuste risposte alle tante domande che agitano la mia vita. Conosco molto bene la faccenda del peccato originale, accattivante quanto ingiusta. Non è il divino che deve farsi carico dei nostri mali e delle eventuali mancanze, semplicemente l’uomo. Ognuno di noi deve avere il coraggio di portare sulle spalle la propria croce, ma non quella ereditata a causa di errori commessi da altri, soltanto quella che ci siamo costruiti con le nostre mani. Se il divino volesse salvarci farebbe meglio a rendere più visibile la retta via, ad accompagnarci stringendoci con forza la mano, per condurci dove desideriamo veramente arrivare. Forse solo l’amore incondizionato è in grado di alleviare le sofferenze quotidiane, non un immaginario Dio che esiste in conseguenza di un bisogno: la speranza di trovare un giorno un mondo migliore da abitare, dove tutti i peccati sono stati cancellati da un soffio di vento. La saggezza è un’altra delle beffe dell’esistenza, utile a fine cammino, quando il momento di chiudere il sipario si fa sempre più vicino. Spero di sbagliarmi, intanto mi affido alla mia forza, alla volontà di essere un uomo migliore, con i miei dubbi, i miei errori, i miei peccati: miei e basta.
    Andrea Villa

  4. Brambilla Luca says:

    Innanzitutto ti ringrazio di aver sollevato questo argomento così bello e importante: l’errore umano.
    Dopo aver riletto per l’ennesima volta il tuo scritto mi sono poi soffermato sul commento che hai messo dopo e devo affermare che non la penso proprio così.
    Nella tua visione appare l’uomo da solo che cerca di risolvere da solo i suoi problemi, ma questa caro Andrea è un’utopia. L’uomo è debole e può sopravvivere solo con qualcuno accanto che gli dia forza, ma anche in questo caso si renderà conto che continuerà a cadere nelle trappole tese dall’errore e allora cosa rimane da fare? La prima cosa è rialzarsi, spesso ci riusciamo solo se c’è un compagno che ci allunga una mano, e poi continuare ad affrontare la realtà cercando il volto di Lui in questa e affidando a Lui anche i nostri dubbi, gli errori, i peccati. Questi non sono solo nostri, ma di chiunque ci vuole bene e cammina con noi e soprattutto possono essere cancellati, strappati via da Cristo. In questo caso anche il peccato assume un aspetto positivo, quando attraverso il peccato riesco a dare uno sguardo più vero alla realtà. Es. Un ragazzo prende tre in una verifica di mate e appende la verifica in camera sua perchè la volta dopo studiando per recuperare il tre ha capito di più la matematica studiando con un suo amico e ha compreso quindi di più che loro due sono legati.
    Quel che ho scritto purtroppo non riesco a viverlo appieno, ma penso che vivere così sia più bello. Una cosa faccio ormai sempre più spesso quando mi accorgo di sbagliare, e io sbaglio spessissimo: pregare, pregare per ringraziare e per chiedere di sbagliare di meno.
    Saluti Luca

  5. luca foppoli says:

    errare humanum est…chi non commette errori? nessuno. chi li riconosce come tali, li analizza, li comprende? pochi. gli errori non sono ostacoli visibili che si possono evitare ma, come hai scritto nel tuo articolo, trappole insidiose che non aspettano altro di farti inciampare e per quanto tu sia bravo, rapido, furbo, prima o poi ci riescono e ti ritrovi col muso per terra. ed ecco che arriva la parte difficile, nella quale i Grandi si separono dagli altri…ammettere, capire, ripartire a testa bassa verso la meta urlando “barcollo ma non mollo!”, sussurando al nostro compagno “noi tireremo tritto!”, consapevoli che fermarsi significa retrocedere, nella mente una sola frase…”fino alla vittoria!”

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