26 Apr 2009

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L’articolo della settimana (35) Sotto pressione

mongolfiereMi sento sempre sotto pressione. È una sensazione che ogni giorno torna a trovarmi, mai mi abbandona, agita persino le notti, impedendomi di riposare con tranquillità. Una pressa sta per schiacciarmi, appiattirmi, distruggermi: è solo una questione di tempo. Sopra la testa, attorno ai fianchi, tra le mani, sotto i piedi: troppe cose mi avvolgono, soffocano, opprimono il mio stanco corpo, la mia ansimante anima. La pressione continua a salire, picchia sulle tempie, un martello che rimbomba nel cervello, provocando un lamento lacerante. Non è una botta di adrenalina, una droga capace di accelerare i pensieri, le azioni, è un veleno che corrode le arterie, sfianca il cuore, per portarlo ad esplodere. Nessuna pietà, scarsa comprensione, tutti esigono il massimo, continuano a chiedere per ottenere, incassare, essere soddisfatti; intanto la manopola della pressione gira, gira ancora e ancora, l’allarme sta per suonare. Il medico potrebbe prescrivere una pillola, una magica medicina per far scendere i valori, farli precipitare verso la normalità, in fondo basterebbe così poco.

Invece quelle pasticche si rivelano inutili, qualunque vaccino non riesce a debellare la malattia, il dottore non è in grado di curare il malato. In questo modo guarire è soltanto una chimera, una illusione, la fantasia di un povero infermo, lasciato al proprio destino. Allora come fare per diminuire la pressione, per fermare le pareti della stanza che stanno per avvicinarsi e schiacciarmi? Ieri notte ho fatto un sogno, una mongolfiera voleva portarmi via, farmi volare verso la libertà, ma troppa zavorra impediva di partire, di farsi trasportare dal vento. Poco alla volta ho abbandonato tutti i pesi che mi tenevano a terra, ed ho sentito la pressione scendere, mentre salivo lentamente verso il cielo. Avrei voluto non svegliarmi più.

 

Andrea Villa

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