28 apr 2009

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Speciale (17) Pioggia

pioggia2Piove. Piove una pioggia continua, senza sosta, senza tregua. Si infila dappertutto, bagna qualunque cosa, il mio balcone, le piante, l’asfalto, gli ombrelli dei passanti, i campi ormai ridotti a distese d’acqua. Il sole è un ricordo, di un’estate che non c’è, di una primavera che non c’è mai stata, almeno fino ad ora. Piove e la malinconia diventa sempre più forte, goccia dopo goccia, secondo dopo secondo, scende fino a toccarti il cuore, e viene voglia di piangere, di restare chiusi in casa, e non uscire più. Piove, fa freddo e tira vento; non il vento caldo che si infila tra i capelli per accarezzarli, ma quello che penetra le ossa, le stropiccia, le spezza. Dalle nuvole nere, scendono migliaia di aghi che mi colpiscono, mi feriscono, mi lasciano a terra; il sangue è lavato dalla pioggia, portato via, risucchiato dai tombini, dove nessuno si accorge del mio dolore. Eppure l’acqua è vita, fa rinascere la natura, è il suo sostentamento, per diventare ancora più bella. Tuttavia vorrei che smettesse subito di piovere, per rivedere il sole della speranza, e cancellare il mio sconforto.

Invece non sembra voler cessare di cadere, quasi avesse un preciso piano, un compito da assolvere, nel bene e nel male, al di là di ogni considerazione e ragionamento. Piove. Piove ed è come se la incontrassi per la prima volta, ma non sono emozionato, solo intristito perché non è questo ciò che voglio. So che la pioggia arriva a rammentare le mie difficoltà, la guardo e tutto torna alla mente, anche quello che troppo spesso tento di mettere da parte. Allora sorrido e cerco uno spiraglio lassù, dove infilare la mano e fare spazio di nuovo al cielo sgombro di guai; intanto la pioggia mi bagna i capelli, la faccia, e io la confondo con le poche lacrime che mi sono rimaste.

 

Andrea Villa

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