15 Mag 2009

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La replica (34) Agosto a Milano

chiusoPubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 3 agosto 2008; buona lettura!

 

Dalla finestra della cucina entra un muro di caldo, forse se tenessi tutto chiuso sentirei meno l’afa, o forse dovrei ragionevolmente mettere l’aria condizionata in casa. Aspetto che cali il buio per continuare a scrivere, intanto cerco di mettere ordine fra i pensieri che ogni estate affollano la testa. Porto il computer sul balcone, prendo una sedia e mi accomodo sperando che arrivi un po’ di fresco; in fondo quando è inverno non vedo l’ora che aumenti la temperatura, per togliere i vestiti pesanti e mettermi finalmente in maglietta e pantaloncini, ora vorrei che succedesse il contrario! Mentre tento di firmare l’ennesimo articolo, osservo la strada sotto casa, le rare automobili che passano rompono il piacevole silenzio, nessuno si azzarda a camminare solo, l’autobus passa senza badare alle fermate, quasi non vedesse l’ora di arrivare al capolinea.

Milano si svuota all’improvviso, i negozi chiudono, tutti corrono verso le vacanze, il mare, la montagna, i laghi: un attesa lunga un anno, per bruciare velocemente le ferie, sperando al ritorno di avere qualcosa di speciale da raccontare! Io rimango in città, cercando di lavorare un po’, facendo giocare i pochi rimasti, o quelli che sono andati via in luglio. È la terza estate consecutiva che rinuncio alle vacanze, un sacrifico necessario se voglio completare l’arredamento di casa e continuare a pagare il mutuo senza problemi; ormai ho fatto talmente tanti giorni lavorativi senza pausa, che a volte mi sembra di avere qualche allucinazione: vedo palline, racchette e campi dappertutto! Fa un caldo terribile giocare in questo periodo, forse dovrei proporre qualcosa di innovativo, un corso di tennis notturno, a partire da mezzanotte fino all’alba, magari chiamandolo “I vampiri del tennis”, sempre che le zanzare non ci sbranino prima! Mi sembra una buona idea, visto che ogni tanto qualcuno mi chiede di fare lezione dopo cena, come se io non avessi una vita, ma fossi sempre pronto a scendere in campo! In realtà per la nuova stagione sto pensando veramente ad un nuovo corso dedicato a chi frequenta l’Università; purtroppo tanti ragazzi terminate le scuole superiori interrompono il loro percorso tennistico, il mio tentativo è quello di offrire loro l’opportunità di continuare a giocare, magari sfruttando qualche mattina libera dagli impegni accademici. La maggior parte delle persone adulte a cui faccio lezione individualmente, hanno ripreso il tennis proprio dopo essersi laureati e aver iniziato a lavorare, vogliosi di rispolverare quello che avevano fatto da adolescenti: spero che la mia iniziativa riscuota un certo entusiasmo e partecipazione!
Per fortuna arriva qualche folata di aria fresca, un vero sollievo, ho fatto bene a mettermi a scrivere sul balcone! Per un attimo abbandono il computer per affacciarmi e godermi la strada vuota, la sottile linea bianca che divide i due sensi di marcia si perde all’orizzonte, la guardo allontanarsi come se tentassi di scoprire dove va a finire, come se là in fondo potessi scorgere il mio futuro.
Intanto vedo volteggiare un pipistrello, forse ha saputo del corso notturno e vuole anche lui imparare a giocare a tennis, tuttavia dobbiamo fare in fretta, il sole sta per sorgere, non vorrei perdere il primo cliente!


Andrea Villa

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