20 Mag 2009

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Speciale(20) Ossa rotte

ossaLe ossa sono sbriciolate, spezzate, rotte in mille pezzi, niente è in grado di rimetterle in sesto. Sono l’esempio del dolore, della fatica, dell’usura, delle incomprensioni: può bastare? Soffrono il caldo d’estate, il freddo di inverno, bruciano sotto il sole, si congelano sotto la neve, sempre destinate a diventare polvere. Ho le ossa rotte, consumate, rigate, prese a calci, ma chi ci fa caso? Potrei buttarle via, in qualche discarica dimenticata da tutti, frequentata da nessuno, dovrei, ma non riesco. Le guardo accatastate in terra, marcire, diventare gialle e poi nere; vengono calpestate quotidianamente come se non avessero un padrone. Le ossa sono tante, alcune piccole, sottili, fragili come carta velina; altre invece sono lunghe, affilate come un coltello, solide come un martello; sono tutte rotte, e non servono più a nulla. Colpo dopo colpo, botta dopo botta, frattura dopo frattura, come potevano resistere a tanto? A che serve tentare di rimetterle insieme, di ricomporre il mosaico, di dargli l’unico ordine possibile? 

Ormai sono inutili, abbandonate alla loro triste fine, diventare polvere portata via dal vento della disperazione. Ammassate in un angolo, vengono avvicinate da un cane zoppo, forse in cerca della zampa che ha perso chissà dove; lo guardo mentre sceglie quel letto per il suo ultimo respiro, e riconosco me stesso.

 

Andrea Villa

  1. Ciao ti rendo la visita… mmm… mi piace il tuo stile anche se ti devo dire… di tennis non ne capisco molto… lo guardo, ma più che altro perchè m’ipnotizza seguire la pallina di qua e di là! A presto!

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