22 Mag 2009

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La replica (35) Torneo Avvenire 2008

campic194Pubblicato sul mio vecchio blog (www.tcapreago.blogspot.com) domenica 15 giugno 2008; buona lettura!

 

Ieri si è chiusa la 44° edizione del torneo Avvenire; tra una pioggia e l’altra portare a termine regolarmente la manifestazione è stato molto difficile. Anche in occasione delle finali il cattivo tempo era uno spettro pronto a disturbare il gioco, per fortuna tutto è andato per il meglio, con grande sollievo per il circolo, i giocatori, il pubblico e la televisione. Lavorare nell’organizzazione di un torneo così prestigioso mi rende ogni volta un po’ più orgoglioso; per una settimana mi sembra di respirare un’aria diversa, di essere parte di qualcosa che rimarrà nella storia del tennis, una storia fatta da futuri grandi campioni. Appese alle pareti della segreteria del club ci sono le foto scattate nelle vecchie edizioni dell’Avvenire, sono tanti i ragazzi che hanno giocato sui campi di Via Feltre, sperando un giorno di diventare giocatori importanti, per me vederli dannarsi l’anima per tenere viva questa speranza è sempre piacevole.

Ogni anno li osservo da vicino cercando di capire il loro approccio verso il tennis, le motivazioni, i metodi di allenamento, ma anche tentando di cogliere gli atteggiamenti tipici degli adolescenti. In fondo sono pur sempre sedicenni, con tutto quello che comporta stare lontani da casa per parecchie settimane, soltanto per fare sport. Gli allenatori pretendono da loro grande impegno, è poco il tempo per svagarsi, quando il coach chiama i ragazzi rispondo come se fossero sollecitati da un generale, i cui ordini non devono mai essere disattesi. Trascorrere un’intera giornata al circolo per mandare avanti un torneo così grosso, è molto faticoso, le richieste da accogliere sono tantissime, bisogna essere sempre disponibili, per i partecipanti un piazzamento di rilievo può cambiare l’andamento della stagione.
Il circolo garantisce l’ospitalità gratuita ad ogni giocatore fino al momento della eliminazione, oltre a campi e palline per allenarsi, e il trasporto per poter raggiungere gli alberghi convenzionati con il torneo. Un grosso onere pesa quindi sulle spalle del club, che cerca di rientrare dalle spese grazie agli sponsor, ogni anno per la verità sempre più difficili da trovare. Ieri in occasione della finale del singolare maschile le tribune erano piene, trovare un posto a sedere era praticamente impossibile, sintomo di un interesse ancora vivo per questa gara riservata agli under 16; l’Avvenire è il torneo che non sbaglia un pronostico, i vincitori hanno il destino scritto nel firmamento delle stelle di prima grandezza, sta a loro valorizzare pienamente questo dono.
Intorno a chi è impegnato sui campi, si muove uno staff degno dei grandi tornei professionistici: giudici arbitri, arbitri di sedia, raccattapalle, autisti, segretarie, uomini dei campi, camerieri, cuochi, tutti impegnati per permettere ai ragazzi di esprimersi nel migliore dei modi, garantendo una ospitalità tipicamente italiana. Le nazioni presenti sono parecchie, è bello vedere persone di etnie diverse competere, ma anche fare gruppo dimenticando la propria provenienza, semplicemente diventando cittadini del mondo, del mondo del tennis.
Ormai tutti parlano correttamente l’inglese nonostante la giovane età, è quindi piuttosto facile comunicare, come è banale vedere i ragazzi alle prese con internet e playstation, svaghi a cui non possono rinunciare nemmeno a migliaia di chilometri da casa. La settimana dell’Avvenire è speciale, i coach ogni anno lo confessano  senza problemi, forse è la tradizione, il circolo, le persone che lo organizzano; la magia si ripete edizione dopo edizione, da domani si torna alla solita normalità, ma il conto alla rovescia per il 2009 è già iniziato, qualcuno da qualche parte nel mondo si sta allenando sognando i campi di Via Feltre e di essere messo fra le foto che ogni giorno ammiro sulle pareti della club house.


Andrea Villa

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