26 Mag 2009

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Speciale (21) Frecce

arciereLa faretra è ancora piena, pesa. Avere tante frecce è una fortuna, aumenta la possibilità di fare centro. L’arco è sempre pronto, deve soltanto essere teso, armato. Al momento giusto la mano si piega dietro la schiena, per fare una scelta: quale freccia? Tirar fuori, infilare, tendere, prendere la mira, scoccare; in questa sequenza c’è tutto, la decisione è presa. Sulla punta amore o morte, un dolce veleno, oppure il calare delle tenebre. La mano non può in alcun modo tremare, è ferma, fredda, perfetta: un millimetro è un errore non consentito. Sempre diretta al cuore, ogni freccia arriva lì, è il suo destino nel bene e nel male. Può spezzarlo o regalargli nuova vita, farlo sanguinare o farlo battere ancora più forte: l’arciere esperto lo sa. La mia faretra è ancora piena, pesa. Ho tante frecce, una piccola fortuna, per tentare di colpire il centro. La mia mano non trema, amore o morte, un dolce veleno o il calare delle tenebre.

Diretta al cuore, non posso permettermi di sbagliare nemmeno di un millimetro, la freccia deve arrivare a destinazione. Sono un arciere esperto, quando sarà il momento del rilascio, di scoccare la freccia, non avrò dubbi: saprò quale scegliere.

 

Andrea Villa

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