14 Giu 2009

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L’articolo della settimana (41) Insieme

insiemeSecondo dopo secondo, ora dopo ora, giorno dopo giorno: ecco come si posano le fondamenta di qualsiasi rapporto. Puro idealismo? Forse. Non c’è altra via, nessun altro modo, niente altro che possa favorire la costruzione di un legame forte e duraturo nel tempo. Ogni unione necessita di costante applicazione, presenza, verità, sincerità; se anche soltanto una di queste cose manca, tutto è destinato a crollare, prima o poi. Inutile illudersi, troppo semplice pensare di essere capaci di così tanto, senza fare una continua riflessione verso sé stessi e su come ci si rapporta con gli altri. Non si può tendere la mani soltanto quando si ha un reale bisogno, oppure in un momento di personale difficoltà; devono essere sempre aperte, se desideriamo veramente stabilire un contatto, una stretta che sappia di autentica umanità. Sincerità, verità, coerenza, sono le basi a cui affidarci, senza paura, senza il timore che possano in qualche modo danneggiare chi le tiene sempre in grande considerazione.

Genitori, fratelli, fidanzati, mariti, mogli, amici e colleghi di lavoro, compagni di squadra, con tutte queste persone siamo collegati, più o meno profondamente; i legami che non sorvolano la superficie sono quelli che vengono coltivati secondo dopo secondo, ora dopo ora, giorno dopo giorno. L’ho provato tante volte, anche con i miei allievi, ed ho imparato che non c’è altra via da percorrere. Mi indigna chi non fa alcuno sforzo per unire, per mettere insieme e correre verso una comune direzione. Quanto egoismo, quanto individualismo di convenienza, vedo ogni giorno, dettato da insano arrivismo, ignoranza, e scarsa personalità. Bisogna avere molta forza per continuare, per andare avanti e dare ancora più luce al tentativo di creare uno spirito che accomuni più persone possibili. Nella settimana del 45° Torneo Avvenire ancora una volta ho visto giovani ragazzi da tutto il mondo stare insieme, giocare, lottare, vincere e perdere: uno spettacolo impagabile. Cinesi, bulgari, bielorussi, bosniaci, italiani, spagnoli, ungheresi, peruviani, messicani, sloveni, ucraini, romeni, cechi, argentini, cileni, boliviani, egiziani, tedeschi, austriaci, svizzeri, inglesi, croati, venezuelani: un piccolo mondo unito da una grande passione, quella per il tennis. Stare in mezzo a loro, cercare di comunicare, osservarli mangiare, ridere, allenarsi, mi ha fatto dimenticare le difficoltà quotidiane, le incomprensioni che ogni giorno sono costretto ad affrontare. E se ancora una volta ho capito di non potermi lasciare andare, di non cedere a facili compromessi, di non mollare la presa, è anche grazie a loro, che riescono a stare insieme, come tante persone non sono capaci di fare. Puro idealismo? Forse. Forse di idealisti ce ne vorrebbero di più.

 

Andrea Villa

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