21 giu 2009

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L’articolo della settimana (42) Vale la pena?

rondaLa questione morale o la questione economica, l’anima o il corpo, la generosità o l’egoismo, l’interesse comune o quello individuale: che cosa vale la pena di inseguire? Sono stanco, molto stanco, ancora una volta sento di essere andato oltre le mie possibilità, mettendo a dura prova il fisico, ma soprattutto la testa e il cuore, incapaci di sopportare altre pressioni. Se guardo le mie mani vedo qualcosa che non riesce ad andare via, qualcosa rimasta attaccata, come un grasso impossibile da togliere; forse sono le strette con i tanti Giuda incontrati, con i traditori di professione, dal successo facile, dai tanti ammiratori. È dura restare fedeli alle proprie convinzioni,  non cedere alle facili tentazioni, e non virare verso la strada più battuta, che in molti continuano a prediligere. C’è amarezza nei miei pensieri, nelle considerazioni che faccio nelle ore meno calde, sul balcone di casa, osservando le stelle e la loro luce che si perde all’infinito; è una amarezza lacerante, come un piccolo tagliente coltello che ti coglie ogni volta alle spalle, capace di insistere sulle mal celate ferite.

La notte è la culla dei sogni, per questo lascio libere le parole affacciato sulla strada, dove poche automobili sfrecciano velocemente, in fuga, alla ricerca, alla rincorsa del proprio destino. Troppo spesso mi domando se valga la pena di andare avanti a vivere così, se non corro il rischio di corrodere irrimediabilmente la mia stanca anima, che tenta di opporsi ai molti attacchi, devota a sé stessa come poche altre. Quando la interrogo comprendo la difficoltà, gli equilibrismi necessari, i salti mortali che è costretta a fare per non svendersi, non macchiarsi, non essere come alcuni vorrebbero fosse. Purtroppo questa coerenza appare ogni giorno di più una prigione, senza sbarre, senza finestre, senza apparente via d’uscita. Il pessimismo è una tenaglia, una presa stretta, soffocante, in cui non c’è spazio per la libertà, la speranza, la vita stessa. Spiegare ciò che sta accadendo è quasi impossibile, trovare solidarietà è un’impresa irrealizzabile, forse un vacuo sogno notturno, come gli amori mai confessati. Ho poche convinzioni, esse tornano a galla mentre osservo la strada diventare sottile, e una luce accendersi nella casa di fronte alla mia; non so quanto tempo posso resistere, quante energie posso ancora dedicare prima della scontata fuga, dell’abbandono. Ancora domando a me stesso se vale la pena insistere, non arrendersi, non mollare; per un attimo tento di convincermi, ma è soltanto il tempo di un battito d’ali. La pace che cerco è una visione lontana, distante da qui, mi invita e io prima o poi saprò cedere ai suoi richiami.

 Andrea Villa

  1. La questione economica non è da trascurare se si considera il denaro esclusivamente un mezzo
    Saluti

  2. Questione morale od economica??
    Credo dipenda molto dalle priorità che uno decide di avere o che può PERMETTERSI di avere…..
    Generosità o egoismo??

    Cerco sempre prima un equilibrio personale e poi di conseguenza questo equilibrio sarà “riflesso” verso gli altri…
    Interesse comune o individuale??
    L’insieme delle due risposte precedenti….
    Di solito quando si pensa troppo all’interesse comune, si ha una bella ricompensa “interiore”, ma gli altri danno tutto x scontato senza riconoscere sacrifici, tempo ed energie messe in atto e quindi arriva poco sotto l’aspetto materiale ed economico….le bollette a casa, però arrivano lo stesso!!!
    Sarebbe troppo bello se fosse al contrario!!

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