19 lug 2009

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L’articolo della settimana (46) Linea di confine

confineC’è una sottile linea di confine. Una demarcazione che non si può attraversare. Una divisione in cui nessuna scelta è permessa. Di qua, oppure di là. Da questa parte, da quella parte. Nessun passo avanti è possibile, nessun passo indietro. Vorrebbe dire negare l’essenza, strappare le radici dell’essere, mentire. Dare e avere. Una sottile linea di confine li separa. Generosità ed egoismo. Si affacciano sullo stesso binario. Non si toccano mai. È vietato oltrepassare. Un cartello avverte i passanti. Per togliere ogni tipo di tentazione. Di qua, oppure di là. Gli uomini si dividono. Qualcuno da, qualcuno prende. Una vecchia faccenda. Non così facile. Non così netta. Almeno oggi. Tutti abbiamo qualcosa da dare. Tutti abbiamo bisogno di qualcosa. Qualcuno cammina e pensa. Calcola. Conta. Scrive. Appunta. Mette in fila. Tira fuori il righello, la squadra e il compasso. Somma. Moltiplica. Divide. Sottrae. Soppesa ogni grammo con il bilancino. Poi finalmente da, naturalmente per avere. Non dimentica nulla. Ricorda i volti, segna le quantità, fissa le parole. Stipula un contratto.

Chiude il primo anello della catena dello schiavo. Perché è questo di cui si tratta. Chi prende si è arreso alla propria disperazione. Crollato davanti al bisogno. Afferra pur sapendo di dover restituire. Fino all’ultima goccia. Fino all’ultimo centesimo. Fino all’ultimo respiro. Una sottile invisibile corda attorno al collo. Ogni giorno più stretta. Che assurdo prezzo per aver ricevuto un dono. Un dono con ricevuta di ritorno. Tutti abbiamo qualcosa da dare. Pochi chiedono nulla in cambio. Dissidenti. Rivoluzionari. Utopisti. Pazzi. Tanti sono i nomi che li accompagnano. In via di estinzione, dove la linea di confine si fa sbiadita. Dare e non avere. Senza calcoli. Di puro slancio. A chi chiede, a chi ha bisogno. Un vero bisogno. Nessuna polizza, nessuna assicurazione. Una mano che si allunga. Piena del necessario. Un aiuto dal sapore di libertà, solidarietà, amore. Le merci più preziose. Dal valore inestimabile. Non quantificabile. Quasi invisibile. Per questo fuori da ogni tipo di commercio. Sconosciute al linguaggio del profitto. Alle leggi scritte con il colore del denaro. Chi riceve vede la propria disperazione attenuarsi. Ricomparire la speranza. Può credere ancora nella bellezza della vita. C’è una sottile linea di confine. Una differenza sostanziale. Una divisione, sempre. Chi ha dato per avere, chi ha dato senza chiedere qualcosa in cambio. Voi da che parte state?

 

Andrea Villa

  1. la maggior parte della gente si adatta alle situazioni. La differenza la fanno solo quelli che danno tutto e quelli che ricevono e basta…

  2. Caro Andrea, un pò di pazzia scorre sicuramente nelle mie vene, vivo rischiando spesso di “perderci” qualcosa….ma quando, anche di rado, mi accorgo di non aver sbagliato a dare fiducia mi sento così ricaricata di energia che non mi spaventa più di tanto affrontare l’incerto futuro. La ricompensa dell’essere generosi, altruisti e disinteressati è lì davanti a noi, quando ci guardiamo in uno specchio e riusciamo a sorriderci. Il vero confine è l’umana paura di aver dato troppo. Ti abbraccio….gratis. Anna

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