2 ago 2009

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L’articolo della settimana (48) Viaggio interiore

viaggio1È estate. L’ennesima torrida estate di Milano. L’aria è pesante, quasi priva di ossigeno, una cappa senza tregua opprime chi è costretto a rimanere in città; inutile cercare un po’ di fresco tra il cemento, le strade sono vuote, i marciapiedi sembrano bollenti sotto i piedi dei pochi passanti. Le vacanze sono nel loro momento più bello, le località di villeggiatura piene nonostante la crisi, mare e monti presi d’assalto da chi è alla ricerca di svago, riposo e diversi ritmi di vita. Estate è sinonimo di viaggio, partire è la parola d’ordine di cui tutti si riempiono la bocca, pronti ad abbandonare le consuete faccende, e dimenticare le fatiche di un anno intero; così ogni spostamento viene organizzato nei minimi dettagli, si prenotano treni, aerei, traghetti, alberghi, campeggi, villaggi, residence, ombrelloni, sdraio, ristoranti: nulla deve essere lasciato al caso. Il momento della partenza è sempre il più bello, la testa comincia ad immaginare luoghi e persone, il corpo comincia a rilassarsi, e pian piano i problemi quotidiani sembrano svanire;

interrompere il lavoro, non dover più studiare, permette di concentrarsi maggiormente su altri bisogni, messi da parte durante il lungo inverno, e tirati fuori d’estate al pari degli occhiali da sole, le ciabatte e le creme solari. Il viaggio è una ricerca, il desiderio di trovare qualcosa di nuovo, di diverso, in grado di riempire il cuore, lenire la solitudine, dare nuovo colore al grigiore che spesso intacca la vita di tutti i giorni. È questo lo spirito con cui il viaggiatore inizia qualunque percorso, anche quello che lo porterà a godersi la meritata vacanza; in fondo le emozioni estive sono di solito indimenticabili, come gli amori che sbocciano sotto le stelle in riva al mare, sebbene siano destinati a concludersi con l’inevitabile addio alla fine della villeggiatura.

Tuttavia i ricordi che tornano a casa con noi, sono un tesoro, una ricchezza fatta di brividi a fior di pelle, conditi con un pizzico di malinconia, per ciò che ci siamo lasciati alle spalle.

È estate. L’ennesima torrida estate a Milano, almeno per me; Agosto è appena iniziato, e già tremo al pensiero di dover affrontare una nuova stagione. Nessun viaggio, niente vacanze, nessun mare trasparente da raggiungere, nessun monte da scalare: solo calde giornate in città. Le poche lezioni che riesco a fare, mi lasciano molto tempo libero, destinato più che altro al riposo, cercando contemporaneamente di tenere a freno i troppi pensieri; arrivo da un anno estremamente faticoso, e privo di grandi soddisfazioni, in cui ho dovuto ricorrere ad una quantità di energie superiore al consueto, comportamento che mi ha provocato uno stress psicofisico eccessivo. Per questo motivo colgo una profonda incertezza nelle mie riflessioni, e mi trovo a dover combattere tra diverse visioni del futuro, tra nuove idee e vecchie preoccupazioni. Così sono ancora costretto ad un viaggio interiore senza apparente destinazione, costellato di domande dalle risposte ambigue. Dormo molte ore, per permettere al fisico di ammorbidire gli acciacchi, e alla testa di non cadere nel vortice dei pensieri; eppure nemmeno il sonno è immune, forse perché il viaggio non può interrompersi, deve continuare fino al raggiungimento della meta. Carriera, soldi, successo; il mio interesse verso queste cose sta diminuendo in continuazione, nonostante venga sostenuto da motivazioni ancora vive, ma chissà per quanto. Miglioramenti, nuove prospettive, avanzamenti; anche se dovessero accadere nel breve forse non riuscirebbero a darmi soddisfazione, a offrirmi un concreto sollievo. Sotto le suole delle scarpe, la strada sta prendendo una forma diversa, insieme a differenti direzioni, impossibili da ignorare. Mentre mi guardo attorno, trovo rare complicità, come se il mio cammino fosse un solitario procedere, ma so che prima o poi qualcuno sceglierà di seguire le mie tracce. Non voglio chiedere al tempo la data dell’arrivo, e nemmeno quella di un eventuale ritorno, che nemmeno auspico; non si tratta di una vacanza dalla quale portarsi piacevoli ricordi, di uno svago estivo fatto di puro divertimento, piuttosto di un lungo viaggio interiore a cui non voglio sottrarmi.

 

Andrea Villa

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