9 Ago 2009

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L’articolo della settimana (49) Terrore

terroreIl terrore sta tornando; lo sento crescere, giorno dopo giorno. È un nemico abile a nascondersi, a volte sembra quasi non esistere più, poi ancora esce allo scoperto. La sua faccia è uno specchio in cui rivedo la mia, a nulla serve abbassare lo sguardo o chiudere gli occhi: leggere il terrore è molto facile. Conosco perfettamente i motivi, i tempi, gli inganni e le possibili soluzioni; è questo l’amaro boccone da ingoiare, quando la paura riprende il suo posto. Non c’è sollievo o distrazione in grado di debellare tutto questo, nel vuoto dell’anima trova sempre il modo per auto rigenerarsi, per avere nuova linfa vitale. Ci vorrebbe il fuoco dell’inferno, quello che brucia ogni cosa senza pietà, le fiamme che avvolgono senza ritegno, senza guardare in faccia il terrore. Come potrò affrontare per l’ennesima volta le solite anguste faccende? Come potrò uscire dalla prigione del quotidiano? Dove troverò le energie necessarie? Dove troverò l’aiuto di cui avrò bisogno? Porto le mani verso il volto, mentre non riesco a rispondere; tremano, tremano, tremano. Non si fermano, non hanno pace, non sono più capaci di fare altro.

Guardo l’orologio, nel silenzio ascolto il ticchettio, un tonfo in fondo al cuore a ogni battito. Il conto alla rovescia non si è mai fermato, se mi concedesse un po’ di clemenza, sarebbe soltanto l’elemosina fatta ad un povero mendicante. Forse occorrerebbe un miracolo, quello stupore dal sapore di incredibile, di impossibile; forse è sufficiente crederci affinché possa succedere: non so se ho ancora la forza per farlo. Allora raccolgo le speranze rimaste, le briciole che il vento non ha spazzato via, le metto in tasca e tento di conservarle; provo ad abbandonarmi al sonno, chiedendomi se basteranno, pur essendo soltanto una scarsa manciata. Tuttavia un incubo assale i miei pensieri, mi sveglio all’improvviso, e subito cerco uno specchio: sorrido nel vedere il mio viso in preda al solito terrore.

 

Andrea Villa

  1. almeno tu riesci ancora a sorridere..

  2. Ho provato una sola volta lo stato d’animo che descrivi così lucidamente, ma per motivi oggettivi, che erano fuori dal mio controllo….avevo già sbagliato ormai. Da quel giorno sto “scavando” per cercare rifugio nel vuoto di un intercapedine che circondi la mia anima: chissà….!? Forse anche il terrore si ferma davanti ad un baratro. E’ un lavoro lungo, spero mi basti il tempo che mi è destinato, ma è pur sempre una via…..Indietro non si torna. Buon “viaggio”, caro Andrea. Bacio di Ferragosto. Anna

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