11 Set 2009

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Il Bavaglio (2) Di che cosa stiamo parlando?

censura1Lo sport italiano è in crisi? Così pare. Pallacanestro, pallavolo, baseball, pallanuoto, atletica leggera, rugby sono in crisi, lo dicono i pessimi risultati ottenuti dalle nazionali alle ultime manifestazioni continentali e mondiali. E il tennis come sta? Meglio, per quanto possa star meglio qualcuno che è ammalato da sempre. I brillanti risultati di Flavia Pennetta hanno portato nuovamente alla ribalta l’infinita discussione sul perché in Italia non ci sia un vero campione in grado di rappresentarci degnamente nel circuito professionistico. Nel settore femminile, grazie a Flavia che ha raggiunto per la prima volta nella storia la posizione numero dieci nella classifica mondiale, siamo abbastanza competitivi, mentre in quello maschile diremmo proprio il contrario. Ecco che si sprecano le critiche, si alimentano le opinioni, si cercano le ragioni. Perché non c’è mai un italiano che ha successo nel tennis? Spesso sento qualche appassionato non molto giovane citare alcuni giocatori del bel paese che si sono distinti nel passato grazie a risultati all’altezza dei migliori. Di solito i nomi che vengono fatti sono quelli di Adriano Panatta, Nicola Pietrangeli, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Lea Pericoli: cinque in poco più di cento anni di storia del tennis.

Loro si che erano veramente forti, non quelli che ci sono adesso! Senza dubbio lo erano, e sarebbe solo un bene se qualcuno riuscisse ad emularli, ma non dobbiamo scordare alcune statistiche. I tornei del Grande Slam sono il vero obbiettivo che i grandi campioni vogliono centrare, insieme al raggiungimento del primo posto nella classifica mondiale. Australian Open, Roland Garros, Wimbledon, Us Open: chi vince entra nell’olimpo. Sapete quanti di questi tornei sono stati vinti da giocatori italiani? Zero, tra le donne, tre tra gli uomini. Pietrangeli ha vinto sulla terra di Parigi due volte, Panatta una, avete capito bene. Quanti numeri uno abbiamo avuto? Zero! Avete capito bene! Quindi mi chiedo quale sia la tradizione a cui ispirarsi, in uno sport da sempre fallimentare, se non in alcuni brevi momenti. Sono molte le nazioni che hanno avuto un tennista sul trono di primo giocatore: Svizzera, Germania, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Brasile, Australia, Russia, Cile, Romania, Cecoslovacchia, Belgio, Francia, Jugoslavia, Serbia, Austria, mai l’Italia! Il nostro miglior giocatore è stato Adriano Panatta che nel 1976 arrivò fino al numero quattro, mentre Flavia Pennetta nel 2009 ha scalato la classifica fino alla decima posizione. Forse il tennis non avrà mai la possibilità di esplodere, troppo schiacciato dal calcio, vera e propria malattia degli sportivi italiani; tuttavia la crisi che coinvolge altre discipline deve farci riflettere. I circoli di tennis sono sempre più pieni di campi di calcetto e giocatori di carte, forse dovrebbero trovare un altro posto dove andare, lasciando i club ai tennisti. In ogni caso, tranne nel 1976, dove Panatta riuscì a vincere Parigi, Roma e l’unica Coppa Davis, dopo quell’anno magico, tutto è tornato alla normalità, con risultati in linea con media. Quando mi chiedono come mai oggi non ci sono tennisti all’altezza del passato, mi domando semplicemente: di che cosa stiamo parlando?

 

Andrea Villa

 

Questa rubrica si chiama Il Bavaglio, chi non è avvezzo alle polemiche o agli articoli tendenziosi, può evitare di leggere e continuare a tenere la testa sotto terra!

  1. CARO ANDREA VILLA,
    CHI TI SCRIVE E’ UN TUO AMMIRATORE. APPREZZO LA TUA OPEROSITA’ NEL SVOLGERE TANTE MANSIONI NEL TUO
    CLUB. UNA COSA MI LASCIA STUPITO: UN GIUDICE FEDERALE, QUANDO E’ NELLE SUE FUNZIONI NO HA ALTRO
    COMPITO CHE OCCUPARSI DELLA DIREZIONE DEL TORNEO CHE GLI VIENE AFFIDATO. PROBABILE CHE TU TI OCCUPI DI TUTTE LE ALTRE INCOMBENZE, QUANDO NON SEI IMPEGNATO IN VESTE DI UFFICIALE DI GARA.
    GRADIREI UNA TUA RISPOSTA A RIGUARDO. CORDIALMENTE, FRANCO SANNA-GIUDICE ARBITRO-SARDEGNA
    P.S.INVIO TANTI SALUTI ALLO STIMATO MESTRO GIUSEPPE MORELLI.

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