13 Set 2009

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L’articolo della settimana (54) Corri e tira

maxplyCorro e tiro tutto il giorno, non faccio altro. Il campo non si muove, rimane fermo, mi aspetta. Un passo e sono dentro. Appoggio le mie cose sulla panchina, tiro fuori la racchetta e le palline. Sorrido. Siamo sempre in due, almeno in due. Un paio di tocchi, il feltro tra le mani, il primo colpo della giornata: sto per correre e tirare. Intanto penso, immagino, sogno, vedo, ascolto, annuso. Faccio queste cose insieme, mentre la palla vola, mentre la palla viaggia avanti e indietro. Ignara. Il corpo è un automa, il braccio una leva, le gambe trampoli, gli occhi fanali, il cuore una scatola piena di battiti. Lenti, veloci, lenti, veloci. Respiro, tiro dentro l’aria dal naso, la butto fuori dalla bocca. Ritmo, tempo, equilibrio, distanza, reazione, sono sufficienti, ma devono mescolarsi bene. Comincio a muovermi, a correre e tirare, non sbaglio mai, quasi mai. Non ho una racchetta stretta in mano, piuttosto un pennello; disegno un quadro, con tocchi precisi, perfetti: amo la perfezione. Tutto accade dentro di me in anticipo, non c’è domanda di cui non conosca la risposta. Almeno sul campo.

Tic tac, tic tac, come un orologio gioco un gioco che del gioco non ha nulla. Scivolo e lascio una lunga traccia, una delle mie ferite profonde, che nessuno capisce. Mi allungo, mi allungo il più possibile, ancora di più, sempre di più, fino ad arrivare. Corro e tiro, non faccio altro. Arroto, taglio, incrocio, alzo, smorzo: quante cose  devo fare. Ogni tanto invento, sperando nella sorpresa, nel colpo ad effetto. Peccato che niente riesca più a meravigliarmi. Qualcuno chiede perché? Fuori dal campo non ho risposte. Guardo in basso, nell’unico mare rosso dove sono capace di nuotare. Vorrei vedere riflessa la mia faccia, la mia anima. Trovo solamente alcune linee bianche, che confondo con la strada da seguire. Sarà quella giusta? Per ora continuo a correre e tirare.

 

Andrea Villa

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