16 Set 2009

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Speciale (26) Per un bacio

bacioQuel neo vicino alla bocca. Un invito. Un piccolo puntino potente come una tentazione. Quel modo di raccogliere i capelli, di ordinarli in un perfetto disordine. Il sorriso appena accennato, quanto basta per farti girare la testa. Il rossore della mal celata timidezza, una fortuna che esista ancora. Quel silenzio improvviso, l’incanto e il disincanto. Il profumo che riempie tutto, alimenta il ricordo, stordisce come un veleno buono: impossibile non cedere. Gli occhi, gli occhi e ancora gli occhi; gli occhi che guardano, indagano, dicono: gli occhi parlano più delle parole. Quel pensiero, che prende lo stomaco e sconvolge il cuore; il pensiero che mette le ali, e fa spiccare il volo. La fantasia che finalmente va a braccetto con la realtà, in un ballo senza incertezze, dove i passi fatti sono sempre quelli giusti. L’attesa, il tempo e come riempirlo: un vuoto che acquista valore. Quel tocco, l’unico vero tocco, nessun altro, nessun altro. La paura. La paura di troppa solitudine, che pesa sulle spalle come un macigno. Quella disgustosa sensazione, che lenta si insinua, lenta e implacabile.

Un tremore senza effetti visibili, un battito aritmico, un ghigno di pura rassegnazione. La sconfitta come predisposizione, come talento, come compagna di viaggio. Quella domanda dalla risposta scontata, un onda che travolge e non lascia superstiti. Il vero destino che si rivela, anche se non vorrebbe. Tutto questo per un bacio, per un bacio appena.

 

Andrea Villa

  1. Di certo ne è valsa la pena. Un bacio forse non è tutto, ma non è neppure poco

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