2 Ott 2009

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Il Bavaglio (5) Caduto dal cielo

censuraPiombato dal cielo, il campione che tanto stiamo aspettando arriverà da lassù: lo manderà il Padre Eterno. Cadrà dall’alto quando meno lo aspetteremo, all’improvviso, a sorpresa. È una convinzione radicata in molti, un pensiero che comincia a farsi sempre più insistente, anche tra gli addetti ai lavori. I maggiori circoli di tennis si stanno già attrezzando, molte sono le reti piazzate, pronte ad accogliere il fenomeno, il genio della racchetta che ci cadrà in testa; parecchi sono gli sguardi puntati verso l’alto, nella speranza che precipiti fra le proprie braccia e non quelle altrui, per vantarsi in futuro di essere stati capaci di accoglierlo e crescerlo. Il bambino d’oro verrà riconosciuto subito, basterà tiragli qualche palla per capire che si tratta del campione tanto atteso; naturalmente non verrà protetto, o nascosto, anzi esibito come un trofeo, una divinità dai poteri magici. Le sue innate capacità dovranno guarire il tennis italiano e la malattia che lo affligge da anni, far dimenticare delusioni, sconfitte e incomprensioni, creando un nuovo interesse. Il popolo lo acclamerà, lo seguirà, lo inciterà, pronunciando in continuazione la stessa parola: finalmente.

Non saranno necessari allenamenti, il sudore della fronte, fatiche ed impegno, il suo talento basterà per farlo salire fino in alto, da dove proviene. Infatti dovrà sedere sul trono del numero uno, riscrivere la storia, battere primati, essere unico e non uguale a qualcuno prima di lui. Spazzerà così il ricordo di un tennis triste e perdente, la gente farà la fila per vederlo giocare, per avere un autografo, una fotografia in sua compagnia. Avrà successo, nello sport e nella vita di tutti i giorni, sarà accostato a grandi campioni del passato, e gli verranno attribuite continue conquiste femminili; la televisione lo inviterà tra un torneo e l’altro, i giornalisti saranno servi, tra un complimento e l’altro: in fondo è caduto dal cielo. A fine carriera magari entrerà in politica, e tutto gli sarà concesso, il passato parlerà al suo posto: ad un fenomeno si perdona tutto. Forse non avrà nemmeno bisogno di un coach, forse si affiderà ad un amico, ad una donna, ad un manager, alla sua famiglia; tutti saranno invidiosi e cercheranno di stargli accanto, per poter dire di averlo in qualche modo aiutato. Le reti sono state piazzate, c’è tanta attesa, anche se i giorni passano e sembra che sia tremendamente in ritardo. Qualcuno dice che abbia sbagliato nazione, caduto dove non doveva, nelle braccia tese di chi non lo stava aspettando in maniera così ardente. Qualcuno dice che sia stato meglio così, sebbene continui a sperare, e mantenga gli occhi fissi verso il cielo: pur sapendo che vorrà ancora molto tempo.

 

Andrea Villa

 

Questa rubrica si chiama “Il Bavaglio”, è polemica e irriverente, siete liberi di non leggerla!

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