1 Nov 2009

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L’articolo della settimana (61) Conversando

conversazioneVenerdì conversavo con Tommaso prima dell’allenamento; arrivo sempre un po’ prima, sistemo le mie cose, apro il cesto delle palline, guardo il foglio delle presenze, ripasso a mente gli esercizi da fare. Parlavamo come potrebbero fare due buoni amici, insieme a Federico e Riccardo, seduti di fianco a me, in attesa di iniziare. Ascolto volentieri cosa hanno da dire i ragazzi, è un piacere sentire le loro opinioni, i ragionamenti, i pensieri di gioventù che difficilmente tornano nell’età adulta; mi piace provocarli, essere un po’ impertinente, per vedere le reazioni, gli effetti che hanno le mie parole. Le discussioni hanno una partenza, cercano una direzione, ma spesso virano, cambiando destinazione, quasi senza volerlo. Da che cosa sia iniziata la nostra non ricordo, forse la scuola, il dovere, le difficoltà di portare avanti la carriera di studente, compressi tra la voglia di far nulla e l’obbligo, l’imposizione: non sarebbe bello stare a casa a far nulla? Qui c’è stata la svolta, la divergenza di idee, quel non essere d’accordo da cui nascono le posizioni, ed talvolta persino il giudizio. Poter scegliere è la vera libertà, mi sono permesso di dire, decidere tra il fare e il non fare, una banale opzione che pochi possono permettersi.

Tra quattro anni andrò a vivere in Thailandia, mi trasferirò in una piccola casa in riva al mare, ho aggiunto tra lo stupore generale, in fondo quando si fa una sparata del genere è difficile essere presi sul serio. A far cosa, dall’altra parte del mondo? Niente! Come niente? Niente, ho ribadito con fermezza. Si può vivere senza avere qualcosa da fare? Non lo so, ogni giorno sono costretto tra mille faccende, tra continui problemi da risolvere, tra cose da spiegare, da capire, da portare avanti; un meccanismo imposto, da cui è difficile scappare. Non sono riuscito a convincere Tommaso, nemmeno gli altri, che hanno preferito mettersi a giocare; mentre raccoglievo le perplessità dei ragazzi, ho avuto la sensazione di essere un povero pazzo, a cui nessuno vuole credere. La vera libertà è la possibilità di scegliere, chi ha questo privilegio? Con un filo di voce ho cercato di farmi sentire, ma il tempo del tennis era arrivato, il momento di colpire una palla e dimenticare tutto. Dov’è la ribellione, il sogno di cambiare il mondo, la fuga per trovare l’amore e quindi sé stessi, è possibile che queste fantasie siano più forti dentro di me piuttosto che in loro? Forse sto sbagliando, ma anche Giorgio, qualche giorno indietro, non capiva che cosa potessi trovare in una capanna a ridosso della spiaggia, e perché non avessi più voglia di lavorare, di continuare la vita di sempre. Siamo storditi, drogati, anestetizzati, inconsapevoli, addormentati, zombie che camminano in fila, incapaci di un semplice soffio di vita. Inseguire la felicità, mi è scivolata dalla bocca questa frase, quasi con vergogna, con la timidezza che distingue i miei turbamenti. Poi venerdì è arrivato Enzo, il grillo parlante, irriverente, faccia di bronzo, sfacciato e insolente; incurante di ogni delicatezza mi ha chiesto lumi riguardo la vita sentimentale, come ama fare ad ogni allenamento. Cosa vuoi che risponda? La verità? Posso mentire alla mia coscienza? Non posso. Come non posso credere che un uccello riesca a sentirsi libero chiuso in una gabbia.

 

Andrea Villa

  1. tommaso bulfone says:

    sulla questione della liberta di scelta sono daccordo, che in questa societa che abbiamo creato è molto piccola… ma questa che stai facendo non è una scelta? una scelta che ti cambiera la vita? in un certo senso è una contraddizzione… si puo sempre sciegliere, (qua rientra il tema della religione ma nn lo tiro fuori, nn so se tu sei credente o no…) la vita che avrai in futuro e quello che succederà è una conseguenza di quel che hai scelto di fare in passato… sicuramente te stai per cambiare la tua vita, in cerca della felicità… secondo me ogni uomo è alla ricerca della sua propria felicità, ed è diversa per ciascuno, ed è propio per questo che penso che io non riesco a capire come faresti a vivere senza far nulla e tu altrimenti… o forse i miei sono solo sogni di gioventu, non lo so ancora… secondo me la felicita sta nel riuscire ad affrontare i problemi, ed a risolverli, a capire il mondo e riuscire ad aiutarlo a migliorarlo (molto occidentale come visione, lo ammetto) e cambiarlo in meglio… per questo rispetto la tua scelta e spero che tu riesca a raggiungere la tua felicita!!
    scusa lho scritto un po male, un po velocemente( devo andare a mangiare XD) ma spero che tu riesca a capirmi lo stesso! se no ne parliamo mercole!!!ciao!!!

  2. Probabilmente non esiste un concetto più difficile da definire di quello di ‘libertà’.
    non ho provato a cercarlo sul dizionario, ma perché credo che schematizzarlo sarebbe davvero un peccato…e questo per il semplice fatto che effettivamente io credo che la libertà non voglia dire la stessa cosa per ognuno di noi e soprattutto sono convinta che non sia una cosa che ‘viene da fuori’. Ognuno di noi si sente libero in modo diverso e per motivi diversi: qualcuno si sente libero se si spara a 200 all’ora in moto in autostrada,qualcun altro se si mette a correre con il sole che tramonta all’orizzonte,qualcun altro,perché no,si sente libero solo all’interno di un’esistenza ben ordinata,determinata,senza imprevisti,che non causi preoccupazioni o sofferenze inutili oltre a quelle che già aspettano ogni essere umano.
    Io credo che la libertà non vada cercata fuori da se stessi,in un oggetto o in un luogo (anche se esistono dei posti in cui,misteriosamente,ci sentiamo ‘liberi’),ma che ognuno di noi debba prima di tutto sentirsela dentro e questa (che sembra una banalità di dimensioni colossali) è una delle cose che perdiamo sempre più di vista,perché crediamo sia più giusto cedere il posto ad altre esigenze che riteniamo più importanti e a volte invece ci incatenano e ci stritolano piano piano,giorno dopo giorno.
    Sentirsi liberi dentro è una cosa che dipende da ognuno di noi,perché avremo tutti bisogno di qualcosa di diverso,di fare qualcosa,di vedere qualcosa o di poter scegliere qualcosa,per sentirci ‘liberi’. Non la si può definire,la libertà,se non per se stessi e tante volte non la si riesce nemmeno a capire,quando è molto diversa dalla propria idea.
    Rimane una sola certezza: genuina o no,materiale o astratta,è una delle poche cose che molti di noi continuano ad inseguire…

    “Se fossi stato,
    ma non sono mai stato così;
    insomma dai
    adesso sono qui!
    vuoi che dica anche se
    soddisfatto di me
    in fondo in fondo non sono mai stato
    “soddisfatto” di che
    ma va bene anche se
    qualche volta mi sono sbagliato

    Liberi liberi siamo noi
    però liberi da che cosa
    chissà cos’è?…….chissà cos’è!
    Finché eravamo giovani
    era tutta un’altra cosa
    chissà perché?…….chissà perché!
    Forse eravamo “stupidi”
    però adesso siamo “cosa”…
    che cosa….che?…..che cosa…se!..?…
    “quella voglia”, la voglia di vivere
    quella voglia che c’era allora…
    chissà dov’è! …chissà dov’è!?” (V.R. 1989)

  3. Caro Tommaso, i percorsi individuali sono i più diversi, come le scelte e le loro conseguenze. Tutti dovremmo avere la felicità come oasi dove trovare ristoro, troppo spesso la confondiamo con un fugace piacere, infilato tra mille costrizioni e impedimenti. Quando avevo la tua età pensavo di poter trovare qualcosa, qualcuno con cui condividere i sogni, i tanti ideali, quel poco di amore di cui ero capace. Poi sono approdato nel mondo degli adulti, dove i sentimenti, le convinzioni, sono stati messi a dura prova, forse in maniera irrimediabile. Oggi faccio fatica a scorgere anche un barlume di libertà in una società dai valori distorti, alterati da molte cose che non riesco a capire. Non so se convenga lottare qui oppure se sia meglio cambiare emisfero, per rinascere, e finalmente scoprire cosa voglia dire essere liberi. Sei giovane, non farti influenzare dalle mie inquietudini, lascia che siano i sogni a comandare, a condurti verso la giusta rotta; non abbandonarli mai, seguili, purchè trasudino sempre sincerità. Soltanto quando li avrai attraversati capirai che sono l’unico posto in cui dimora la vera libertà: quella agognata da tutti gli uomini di cuore.
    Andrea Villa

  4. grande tema quello della liberta’in effetti, e grande progetto Andrea, ma attenzione che sia una scelta e non una fuga!!
    te lo dice una che ha provato a scappare tante volte, ma alla mente non si sfugge, ti viene sempre dietro!!
    anyway…prima di vivere la vita bisognerebbe farsi narcotizzare

  5. Laura posso solo chiederti come mai dici che bisognerebbe farsi narcotizzare? è perché non mi è chiarissimo il motivo…

  6. la citazione corretta sarebbe “prima di subire la vita bisognerebbe farsi narcotizzare”, e’ un aforisma di Karl Kraus
    io mi riferivo al tratto in cui Andrea dice di essere “costretto tra mille faccende” pensando che in effetti la quotidianita’ a volte diventa cosi’ frenetica da risultare insopportabile e, come dicevi tu, da farci perdere di vista la cosa piu’ importante, cercare dentro di noi le scelte che ci fanno davvero felici, che ci realizzano
    e per questo bisogna rimanere assolutamente lucidi
    in effetti rileggendo sono stata un po’ ermetica, quando leggo gli articoli mi perdo un po’ via, seguo il filo dei miei pensieri e i commenti possono risultare incomprensibili, il messaggio di Vasco e’ senz’altro piu’ chiaro, per questo lo considero un grande!!!

  7. ah ok perdonami era solo x capire 🙂
    comunque complimenti vivissimi x i tuoi gusti musicali … 😉
    e grazie x la risposta, in effetti tante volte la vita di ogni giorno è così pressante che schiaccia completamente quello che siamo,quello che vogliamo e quello che vorremmo essere,costringendoci a qualcosa che non siamo e che non sentiamo. In effetti qualche volta,certi periodi dell’anno sarebbe meglio poter andare a dormire come gli orsi e svegliarsi quando quei periodi sono passati,però penso anche che se non ci fossero (qui rischio di sembrare banale,ma secondo me è vero…),quelli come vasco,bruce,freddy e i 4 ragazzi di liverpool (per citarne qualcuno poco bravo XD) non avrebbero mai scritto certe cose 🙂 e noi non potremmo goderne e lasciare che le loro parole ci sostengano e ci spingano a cercare un momento in cui (perché per fortuna prima o poi arriva) tirare la testa fuori dall’acqua e respirare dopo la lunga apnea… buona serata a tutti !!!!

  8. Lorenzo (anvedi de annartene) says:

    bella andre, nn credevo ke potessero uscirti articoli cs filosofici…
    cmq lasciando perdere l’entrata finale di enzo cn la sua solita delicatezza,
    penso ke tu abbia ragione… io nn c’ero il giorno ke hai detto di voler vivere in thailandia (èuna scelta di vita interessante) ma cmq ti avrei preso sul serio… ki piu di me, romano ke abita a milano, e ha la ragazza a brindisi =)
    ci vediamo ciao andre

  9. Cosa c’è al mattino meglio di un buon cappuccio (basso e senza schiuma).
    Per ora questo è quanto, la prossima volta, vedremo di essere più profondi ed impegnati.

    Ettore

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