6 Nov 2009

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Il Bavaglio (10) Il male incurabile: tornei, campionati e classifiche

censura1Il bello dei tornei professionistici è la chiarezza; tutte le informazioni a riguardo sono facilmente reperibili, in modo da soddisfare le molte esigenze dei giocatori, ma anche quelle dei semplici appassionati. Per rilanciare l’attività del tennis italiano cercherei di copiare questo modello, pur adattandolo alle diverse esigenze dello sportivo dilettante. Internet è senza dubbio il mezzo da usare per creare una nuova via, per renderla più fruibile, ma soprattutto accessibile da parte di qualsiasi persona. Non voglio dilungarmi in sterili critiche ai recenti cambiamenti fatti dalla Federazione, che ha trasformato i tornei tradizionali, modificato lo svolgimento dei campionati a squadre e anche la definizione delle classifiche. La mia proposta non vuole essere un attacco, semplicemente una visione diversa, come ho già scritto nei precedenti articoli, con argomento i dirigenti e la scuola maestri. Credo che la compilazione delle classifiche secondo un metodo matematico, visibile ad inizio anno da tutti i giocatori sia stato il maggior servizio dato dalla Federazione ai propri iscritti. Chiunque è ora in grado di fare calcoli, di conoscere come vengono tenuti in considerazione i risultati, fare ricorso sulla base di errori certi: nessuna strana invenzione, finalmente le classifiche vengono fatte correttamente.

 Invoco invece un ritorno alla passato nella gestione dei tornei, troppo complicate e lunghe le gare “alla francese” con interminabili tabelloni di selezione. I tornei devono ispirarsi a quelli dei professionisti, con una data di inizio e di conclusione precisa, numero chiuso di iscritti e soltanto due tabelloni: uno di qualificazione e uno principale. Il calendario dovrà essere pieno di manifestazioni, in modo da poterne trovare sempre una a cui iscriversi, ma con un numero di giocatori prestabilito, mai superiore a 64, in modo da rendere l’organizzazione efficiente e facile da gestire. In questo modo si eviteranno sovrapposizioni, e tennisti alle prese con doppi o addirittura tripli turni giornalieri, cosa che accade puntualmente da un paio di stagioni. L’introduzione della cosiddetta quarta categoria, ha aumentato il numero di persone vogliose di gareggiare, è stata una mossa efficace, produttiva, ha dato maggiore possibilità ai nuovi tennisti di confrontarsi; tuttavia spesso sono troppo grandi i tornei a loro dedicati, non sarebbe meglio renderli più snelli e contemporaneamente più frequenti? I campionati a squadre non riscuotono il gradimento di chi vi partecipa; sono stati cancellati i titoli di categoria, e la libera circolazione dei giocatori, al di là della classifica, non è stato un cambiamento positivo. Le gare riservate ai circoli dovranno fare un passo indietro, senza complessi meccanismi di promozione o retrocessione, semplici e diretti: ogni categoria avrà il suo campionato, con il titolo nazionale attribuito alla squadra vincitrice della fase nazionale. Di conseguenza anche i giocatori potranno partecipare soltanto alla gara corrispondente alla propria classifica, a quella superiore, ma non a quella inferiore. Questo per evitare incontri farsa, dove tennisti quasi professionisti, grazie a ingaggi onerosi, si trovano a scontrarsi con persone che si dedicano allo sport soltanto la domenica mattina. Sarà internet a fare la vera rivoluzione, soltanto accennata con i siti dedicati, ma non organizzati in maniera perfetta. I risultati dei tornei e dei campionati, saranno visibili a tutti, un giorno dopo la loro conclusione, in modo da dare un servizio moderno agli appassionati, più vicino possibile a quello dei professionisti, dove lo svolgere degli incontri è facilmente reperibile sul web. Qui si apre un nuovo capitolo, quello degli arbitri e dei giudici arbitri: la prossima settimana le mie idee in proposito.

Andrea Villa

Questa rubrica si chiama “Il Bavaglio”, a volte può essere pungente e irriguardosa: non leggetela!

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