10 Nov 2009

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Speciale (34) Nel letto

lettoNel letto dimentico. A questo serve, a null’altro. Ho freddo, cerco un po’ di calore, avvolgente e sicuro. Le coperte accolgono i miei pensieri annodati, li sciolgono per buttarli dove non posso recuperarli. È una fortuna, un lancio di dadi in cui vinco sempre, senza barare; con un semplice gesto sprofondo nell’unico buio salvifico, dove trovare la pace del nulla. Nel letto ho molto spazio, ma lo ignoro: devo scordare ogni cosa. Rannicchio le ossa, torno neonato, per farmi proteggere dal sonno, e chiudere i confini con il mondo reale. I sogni notturni nascono per rimembrare la vita, vorrei scacciarli; sono confusi, a tratti provocano quasi un improvviso risveglio: è soltanto un po’ di paura. Preferisco quelli alla luce del giorno, ad occhi aperti, che costruisco pezzo per pezzo; li modello a mio piacimento: che importa se non si realizzano mai. Nel letto non ho amanti, nessuno può prendersi carico della mia sofferenza, sarebbe ingiusto; il cuscino vuoto rimane gelido, intatto, immacolato. Non tento di allungare un braccio, resto immobile, nel tepore dorato della solitudine; è una bolla in cui mi sento inattaccabile, inafferrabile.

Chiedo al tempo di farmi crollare subito, di portarmi al più presto nell’oblio, dove niente ricordo. Serve solamente un attimo, non c’è un pulsante da schiacciare, accade senza comando. Nel silenzio ascolto i battiti del cuore, regolari segnali della discesa, dell’abbandono. Nel letto scompaio, divento introvabile, persino per la mia coscienza; il corpo esiste senza esistere, continua il suo lavoro per pura sopravvivenza: vorrei dormire più a lungo possibile. La sveglia è un martello, una botta a tradimento; i pensieri tornano, in pochi secondi si arruffano come i capelli, li guardo allo specchio e capisco che nulla è cambiato.

Andrea Villa

  1. Brambilla Luca says:

    C’è qualcosa di bello che ti permette di alzarti ogni tanto con una voglia di cantare, tanto che ti metti in giro a ballare per la casa, poi ti fermi e ridi da solo pensando che stai facendo una cosa da pazzi?
    Leggendo i tuoi articoli mi sembra che non ci sia questa gioia che può arrivare solo da un incontro speciale. Forse mi sbaglio, anzi lo spero.

  2. Proprio ieri sera,dopo una lunghissima settimana e una giornata infinita,fatta di studio,stress e mal di testa,mi sono finalmente lasciata scivolare nel mio letto e mi è venuto spontaneamente da sorridere perché qualche volta te ne accorgi proprio di quando il tuo corpo e la tua mente si stanno lasciando andare,lentamente,senza sforzo ne fatica,al sonno. Ed è bellissimo perché in quella brevissima fase di ‘transizione’ dalla veglia al sonno non sei da nessuna parte,non sei in nessun mondo.Non sei in quello reale,dove soffri ma puoi riparare alla sofferenza sognando ad occhi aperti e costruendo un mondo parallelo dove tutto va come dovrebbe. Non sei nemmeno nell’altro mondo,quello del sonno e dei sogni,dove non controlli nulla e gli avvenimenti che scorrono davanti ai tuoi occhi sono puramente frutto del caso,della memoria,del desiderio più nascosto,che però non puoi amministrare ne gestire.
    Qualche volta quella breve ‘fase’ è piacevole il doppio perché nel portarci via dal mondo reale ci trascina anche lontani da noi stessi,dalle persone che abbiamo intorno e che non sempre ci piacciono o ci vogliono bene,dal dolore, dallo stress, dal nervosismo e dalla rabbia che abbiamo addosso in certi periodi o per certi motivi (ogni riferimento……..:P). Mi è sempre piaciuta quella metafora delle ‘braccia di Morfeo’,perché se ci pensi quando sei lì che ti stai addormentando, anche se sei solo in un letto troppo grande e troppo freddo,è come se qualcuno,un grande gigante invisibile del quale ti puoi fidare,aprisse le sue braccia forzute e ti accogliesse per scaldarti e darti almeno qualche ora di pace.

    Quando vado a dormire la sera,non vedo l’ora di addormentarmi,e non solo perché sono stanca. E’ perché il mondo reale mi spaventa,mi innervosisce,mi mette a disagio,qualche volta mi fa davvero infuriare. Ho l’impressione che la nostra società (non generalizzo,mi dispiace dirlo ma comunque è solo un’impressione) abbia dimenticato moltissime cose o forse semplicemente non ci sono state insegnate: il sacrificio,il rispetto,la gentilezza,a volte la più basilare educazione. Il rispetto per chi è diverso,il fatto NON giudicare dalle apparenze…e invece spesso è tutto solo superficie, o meglio la superficie conta molto più della sostanza,il pacchetto importa più del contenuto della scatola. E poi c’è tutto il resto,il mondo fuori,i media che ogni giorno ci bombardano dicendoci che tanto non troveremo lavoro,perché c’è la crisi,perché non siamo abbastanza qualificati,perché sembra che se non hai 18 master americani praticamente tu sia un inetto quando ci sono persone qualificatissime che hanno studiato esclusivamente in Italia. E’ come combattere contro il vento o la marea: studi studi studi,tutto il giorno,per mesi,esami, iscrizioni,appunti,libri,fotocopie,orari assurdi…e ti sembra di non andare da nessuna parte. Ci manca la fiducia? Bah,forse ci manca il giusto ‘incoraggiamento’ e forse il sistema (fatto di persone che hanno l’età di Paperon de’Paperoni,che mi perdonerà quest’uscita!) andrebbe cambiato.
    Non ho paura di tutto questo e penso che anche le altre persone nella mia situazione non abbiano paura,solo che poi quando a fine giornata finalmente raggiungi il tuo letto è come se ti togliessi la divisa,le munizioni,sfili il coltello da in mezzo ai denti,disinfetti le tue ferite e ti lasci andare per 5 o 6 ore,finalmente indifeso…
    Non si tratta di infelicità,ma penso sarebbe ipocrita negare che il mondo reale fa paura e preoccupa le persone che vogliono impegnarsi davvero e rimanere genuine e (almeno un pochino) disarmate anche da sveglie.

    “Young at heart an it gets so hard to wait
    When no one I know can seem to help me now
    Old at heart but I musn’t hesitate
    If I’m to find my own way out

    Still talkin’ to myself
    And nobody’s home
    (Alone)

    So nobody ever told us baby
    How it was gonna be
    So what’ll happen to us baby
    Guess we’ll have to wait and see”

    Guns ‘n’ Roses (1991)

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