13 Nov 2009

Postato da in Il Bavaglio | 0 commenti

Il Bavaglio (11) Il male incurabile: arbitri e giudici arbitri

censura2È senza dubbio una categoria bistrattata quella degli arbitri e dei giudici arbitri, soprattutto nel tennis, dove la loro presenza a volte è persino considerata superflua. Per ovvi motivi in quasi tutti i tornei il giudice di sedia non c’è, così i giocatori sono destinati ad arrangiarsi, a fare da soli, a preoccuparsi di portare alla conclusone l’incontro senza controllo. Questo naturalmente non accade a livello professionistico, e nemmeno negli altri sport, dove se non c’è l’arbitro la partita non viene disputata. Organizzo tornei da quasi quindici anni, e so benissimo che è impossibile avere qualcuno che si “accomodi” sulla sedia, di solito è usanza chiamare qualcuno per la finale, in modo da dare un po’ di importanza all’ultimo atto della manifestazione. Il discorso dovrebbe essere un po’ diverso per il giudice arbitro, la persona tenuta a verificare il corretto stilare delle iscrizioni, a compilare il tabellone, e a preparare gli orari di gioco. Questa figura è molto importante, è la tenutaria delle regole, dovrebbe essere sempre a disposizione dei giocatori, per qualunque faccenda legata alla disputa degli incontri; deve dare quindi un servizio, interpretando un ruolo decisivo nel corretto svolgimento del torneo, per poi comunicare i risultati alla Federazione.

Purtroppo questo non sempre accade, spesso le sue incombenze sono lasciate al Direttore del Torneo, alla segretaria, o peggio ancora al barista del circolo. Nei campionati a squadre, tutto è stato affidato alla buona volontà dei giocatori, con la brillante idea, da parte della Federazione, di trasformarli in ufficiali di gara, dopo un corso di appena poche ore. Credo che per garantire anche in questo settore un salto di qualità, bisognerebbe trasformare la categoria in maniera netta, portandola ad essere un gruppo di persone aggiornate e competenti, ma soprattutto in grado di dedicarsi totalmente all’incarico. Bisognerebbe avere pochi giudici arbitri, ma professionisti del mestiere, non pagati poco e male dalla Federazione, piuttosto dai circoli, che devono accollarsi questa spesa, per migliorare sensibilmente la qualità dell’organizzazione. Mi capita spesso di girare per tornei, o di farmi raccontare dai miei allievi dove hanno giocato, e molte volte trovo difficile orientarmi tra tabelloni compilati male e orari per nulla chiari. Non voglio criticare la categoria, le persone che si dedicano a queste attività, molte volte lo fanno senza essere retribuite, per pura passione, magari quando ormai sono in pensione e hanno del tempo da spendere gratuitamente. Senza dubbio sono da lodare, ma non offrono quella professionalità che necessita anche il tennis dilettantistico: forse è arrivato il momento di cambiare queste vecchie abitudini. Non sarebbe meglio affidare a persone giovani il compito di organizzare i tornei, in grado di preparare ogni dettaglio con maggiore velocità e attenzione? Non potrebbe diventare una interessante opportunità di lavoro? Penso di sì, almeno per quello che riguarda i giudici arbitri. In una struttura moderna, al passo con i tempi, si potrebbe aiutarli fornendo loro un programma capace di effettuare i sorteggi, e un sito dedicato dove scaricare immediatamente i risultati, in modo che i giocatori riescano a vedere la settimana successiva il resoconto del torneo a cui hanno partecipato. Non credo sia una cosa onerosa e difficile da attuare, anzi farebbe risparmiare tempo e denaro, garantendo la massima trasparenza. Per quello che riguarda i giudici di sedia, sarebbe già un grosso passo avanti rendere la loro presenza obbligatoria durante le finali di un qualsiasi torneo; di più credo sia francamente impossibile fare! Da giocatore, sogno gare a cui basta mandare un email al circolo per confermare l’iscrizione, un sito dove trovare tabelloni ed orari dal primo all’ultimo turno, i miei risultati e quelli dei miei avversari, la classifica aggiornata, pur essendo ormai un povero non classificato. Da maestro, sogno che i miei allievi riescano ad iscriversi ai tornei da soli, senza dover fare telefonate a numeri fantasma, con la possibilità di scaricare da internet tutte le informazioni di cui hanno bisogno. Da giudice arbitro, sogno di non essere trattato come un intralcio, piuttosto un imparziale controllore del buon svolgimento di qualunque torneo o campionato a squadre; sogno di poter lavorare in tranquillità, e guadagnarmi la parcella come qualunque professionista. La prossima settimana le mie idee riguardo le cosiddette accademie.
Andrea Villa
Questa rubrica si chiama “Il Bavaglio”, leggerla potrebbe arrecare danni alla salute mentale, meglio stare attenti.

Lascia una risposta.