24 Nov 2009

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Speciale (36) Le foglie e i giorni

foglieCadono le foglie; si staccano una ad una, a turno come se fossero d’accordo. Scendono e si posano senza fare rumore, una sopra all’altra, quasi a volersi ricongiungere. Gli alberi diventano spogli, privati degli abiti, chissà se anche loro sentono un improvviso freddo. Intanto i giorni passano, e la coperta di foglie si fa sempre più spessa; scalda persino i grigi marciapiedi, calpestata senza ritegno dai passanti, che forse non la notano nemmeno. Sono rosse, sono gialle, sono morte. Qualcuno osa chiedermi delle mie sofferenze, io guardo gli alberi nudi che non fanno una piega, restano in silenzio e aspettano. Le foglie davanti a me continuano a precipitare, il vento le accompagna, gli indica la strada; le asciuga dopo la fitta pioggia d’autunno, ma serve a poco, sono destinate a sgretolarsi. Mi abbasso per raccogliere la più bella, ma nelle mie grezze mani si spezza, e diviene polvere, che una folata si porta via in un attimo. Sorrido del mio sgraziato tocco, capisco di non poter fermare la natura, e i suoi tempi perfetti.

Allora rido con coraggio dei miei tormenti, eppure l’inverno deve ancora iniziare. Qualcuno mi guarda chiedere un consiglio ad un albero, vecchio e malandato, che troverà la forza di rinascere ancora. Mentre aspetto le sue risposte, immagino di essere una foglia, di morire per un po’, e tornare insieme al sole capace di scaldare anche il più gelido dei cuori: aspetto e intanto i giorni passano.

Andrea Villa

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