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L’intervista (vera) a Marcella Marcone
Dopo una lunga giornata trascorsa sul campo, è sempre il divano del soggiorno ad accogliere la mia stanchezza; chiusa la porta dietro le doloranti spalle, l’ultimo tuffo è quello che mi porta tra i suoi braccioli, dove affondo in mezzo a due morbidi cuscini. Finalmente il corpo riceve la ricompensa tanto attesa, si stende e distende, placa il fervore dei muscoli, abbandona ogni pretesa, per acquietarsi come fosse alla ricerca di una resa. È facile lasciarsi andare, entrare nell’anticamera del sonno, prima di crollare, magari con il televisore acceso, con qualche programma spiato dagli occhi ormai semi chiusi. Non pensavo che da quella posizione potessero nascere idee, ragionamenti, pensieri legati al tennis; evidentemente mi sbagliavo, altrimenti nessuno avrebbe potuto intitolare un libro “Tennis sul divano”, quasi un beffa per me, uno scherzo del destino, in fondo quello è il posto dove tutto svanisce pian piano. Invece la psicologa Marcella Marcone e il giornalista Marco Mazzoni, proprio così hanno chiamato la loro fatica editoriale scritta a quattro mani, partendo da un punto di vista originale, bizzarro, ma capace di suscitare la mia curiosità. Incontrare Marcella mi ha permesso di capire meglio come tennis e psicologia arrivino a fondersi, diventando spesso complici, e trovando spazio per stare insieme sul divano. Come nasce l’idea di “Tennis sul divano”?
Nasce durante l’edizione di Roland Garros del 2004; per me era la prima volta come spettatrice del torneo parigino, e grazie ad un incontro fortuito mi sono ritrovata ad assistere all’incontro tra Safin e il nostro Starace, di cui ignoravo quasi l’esistenza. È stato l’andamento della partita, i due match point sprecati dall’italiano, le sceneggiate del russo, l’equilibrio del punteggio, a suggerirmi le prime riflessioni, a fare alcune considerazione sul destino, sul caso, sull’inconscio umano che talvolta ci spinge ad andare contro noi stessi. Da quel momento ho cercato di approfondire meglio i comportamenti dei giocatori, di capire per esempio perché spesso pur essendo avanti nel punteggio, riescono a perdere, a ribaltare l’esito dell’incontro, senza comprendere le ragioni.
Cosa ti avvicinato al lavoro di Marco Mazzoni? Tutto è partito dalla rivista di Max Migliorati, 0-15, per cui ho scritto alcuni articoli; è stato lui a metterci in contatto, e così abbiamo pensato di unire le nostre diverse visioni, il suo modo accattivante di raccontare i campioni della racchetta, insieme al mio approccio psicanalitico. Il risultato è un libro che mescola alla perfezione questi due aspetti, partendo da un punto in comune piuttosto eccentrico: il divano!
Oggi si sente molto parlare nel tennis del preparatore mentale, è accomunabile ad uno psicologo? Deve sempre essere uno psicologo, nel mio caso psicanalista. Nello specifico mi occupo di persone sane, che sentono il bisogno di conoscersi meglio, non offro soluzioni; il mio lavoro è molto concreto, intenso e di breve durata, soprattutto con gli sportivi che non hanno la possibilità di sottoporsi a tre o quattro sedute alla settimana, magari per alcuni anni. Attraverso questo percorso si toccano i problemi in maniera molto diretta, ormai opero come micropsicanalista da molti anni, aiutando tennisti di vari livelli.
Anche i tormenti sul campo sono riconducibili a qualcosa accaduto nell’infanzia? Senza dubbio; la psicoanalisi è una scienza esatta, non semplice suggestione. Il tennis è una proiezione della vita, in cui le paure vengono a galla come fanno in altri momenti, ci condizionano, ci frenano, impedendo di rendere come vorremmo; dentro di noi può esserci qualcosa che ci porta verso una direzione opposta rispetto a quella desiderata. Avere il pieno controllo è impossibile, essere consapevoli di quello che sta accadendo invece è necessario, oserei dire indispensabile. Se pensiamo che anche una serie di vittorie è capace di provocare una depressione, allora capiamo quanto sia complessa la parte profonda di ognuno di noi.
Si possono vincere le paure che magari provocano gli insuccessi? Si possono vincere attraverso tecniche mentali indirizzate verso momenti specifici di una situazione. Senza dimenticare che alcune nascono da dentro, mentre altre arrivano dall’ambiente e dai suoi condizionamenti.
Marco Mazzoni ha descritto alcuni campioni in modo a dir poco attraente; chi tra questi ti affascina di più? Il cambiamento fatto negli anni da parte di Roger Federer ha stimolato molto la mia curiosità; chi lo descrive come un freddo calcolatore non conosce la sua storia, di ragazzo pervaso da un fuoco bollente. C’è molto lavoro dietro al controllo che mantiene lo svizzero in campo, senza dimenticare la tragica scomparsa del suo primo maestro Peter Carter nel 2002 in un tragico incidente; questo evento poteva segnare la carriera di Roger che stava per sbocciare, invece l’ha trasformato da ribelle ad atleta e uomo maturo.
Nel libro l’unico riferimento ai tennisti italiani è Flavia Pennetta; è un caso? È stata una scelta, non ci piaceva essere invasivi nei confronti di giocatori che avrebbero potuto leggere il libro e trovare qualcosa di sé stessi di non gradito; tuttavia abbiamo inserito Flavia quasi come omaggio alla sua splendida stagione.
Il ricavato del libro andrà interamente a FedeLux, l’associazione nata in memoria di Federico Luzzi, prematuramente scomparso. Ci sembrava un gesto doveroso, per sostenere una giusta causa, ma soprattutto per tenere in vita il ricordo di un ragazzo splendido, pieno di vita e di tennis.
Spesso sentiamo la parola crisi avvicinata al tennis, in maniera generica, senza conoscere i motivi ed avere la forza di proporre nuove vie. Leggere “Tennis sul divano” è stata l’occasione per respirare un po’ di aria fresca, una boccata di ossigeno in un ambiente incancrenito da tante faccende mediocri. Lo consiglio a tutti gli appassionati, ma anche a chi desidera affacciarsi per la prima volta al tennis, magari comodamente seduto sul divano di casa.
Andrea Villa
Il sito ufficiale del libro “Tennis sul divano”:
http://www.tennissuldivano.com/
Il sito ufficiale di Marco Mazzoni:
Il sito ufficiale di Marcella Marcone:
http://www.marcellamarcone.it/
Il sito ufficiale di FedeLux:

L’introduzione di Andrea, direi romantica e sintetica, è ciò che mi è piaciuto di più.
All’incontro ci sarò senz’altro e comprerò il libro. Sono veramente curioso.
ciao andrea, sono marco mazzoni
se puoi, mandami la tua email, così ci teniamo in contatto.
grazie ancora per la presenza venerdì e gli ottimi commenti
marco