1 Dic 2009

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Speciale (37) Esercizi di cecità

cecitaOgni giorno ho bisogno di chiudere gli occhi. Per non vedere. Un esercizio di cecità momentanea, un riflesso condizionato. Un attimo e uno schermo nero scende sul mondo, copre tutto come una coperta di morte. Tante voci lottano tra loro per farsi riconoscere, si ficcano nelle orecchie, per trovare una strada. Le lascio sfogare, incapaci di un ordine, inette nel tentare di porsi una sopra all’altra. Mi concentro sulla vista, sbarrata per volontà, che fatico a mantenere inefficiente. La mente costruisce una visone, si sostituisce alla realtà, non la rende migliore, piuttosto simile, nella sua immaginazione. È un peccato di sincerità, invece di inventare una bugia, cerca di capire; è un difetto, un guasto non riparabile, di una macchina tarata male. Continuo nella pratica, le palpebre tremano per lo sforzo, come i muscoli di un atleta scoordinato. Le ciglia si aggrovigliano, incatenate aspettano soltanto di risalire, tornare a sventolare, a sbattere senza sapere il perché. Ho bisogno di non vedere, non di vedere meglio. Gli occhiali mi hanno regalato altri due occhi, dietro il vetro quelli veri spiano, cercano un po’ di luce.

Basterebbe fingere, voltare lo sguardo da un’altra parte, oppure tenerli spalancati, e allenarli alla falsità. Non posso. Il disgusto mi impedisce di fare diversamente. Li devo chiudere per impedire alla rabbia di rendermi cieco. Per ora l’esercizio è stato sufficiente.

Andrea Villa

  1. …io ho sempre pensato che fra le 10 cose che non vorrei mai mi accadessero, fra le prime 3 ci fosse la cecità.
    Perché senza occhi non puoi vedere il colore del cielo,il colore del mare,non puoi vedere il sorriso degli amici e dei genitori e dei nonni, non puoi guardare i pesci nell’acquario e i fiori colorati e i campi di spighe che d’estate sembrano una distesa d’oro…senza occhi non puoi vedere le nuvole,non puoi guardare il sole e vedere i fiocchi di neve che silenziosi si posano sulle cose e sulle persone e fanno sembrare tutto quanto un po’ più ‘magico’.

    Però qualche volta ti guardi intorno e ci sono moltissime cose che vorresti non vedere o non aver mai visto: non solo il dolore,la sofferenza,le difficoltà tue e di chi ti circonda; ci sono anche delle ‘malattie’ (non nell’accezione clinica del termine) che serpeggiano fra le persone e diventano lentamente qualcosa che è considerato ‘normale’; prima fra tutte, l’ipocrisia. La falsità degli sguardi,dei sorrisi,il braccio destro nascosto dietro la schiena con un pugnale luccicante,mentre il viso sorride e gli occhi luccicano…
    I falsi sorrisi e i falsi sguardi,qualcuno che GUARDANDO dentro ai tuoi occhi è in grado di dichiarare grandi sentimenti e dirti che resterà al tuo fianco,poi ti giri e quel qualcuno non c’è più: mentivano i suoi occhi,mentiva la sua bocca. Vorresti non aver visto e non poter vedere che accanto a te è rimasto un cumulo d’aria.
    Vorresti non poter vedere le migliaia di immagini con cui ti bombardano ogni giorno: la violenza,la morte,la guerra,il sangue,la stupidità,l’ignoranza nel gesti e nelle parole.
    Solo che non possiamo metterci le mani sugli occhi o sulle orecchie,rimanendo ciechi:dobbiamo per forza guardare,dobbiamo vedere…perché se no non possiamo neanche difenderci.

    “L’anima di una persona è nascosta nel suo sguardo:per questo abbiamo paura di farci guardare negli occhi” (Jim Morrison)

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