6 dic 2009

Postato da in Articoli | 2 commenti

L’articolo della settimana (66) Mandare tutto all’aria

disastroCostruire e distruggere, due facce della stessa medaglia; è solo il tempo a distinguerle, a renderle diverse nel loro svolgersi. Per edificare una casa sono necessari mesi di duro lavoro, un progetto e tanti uomini pronti a realizzarlo; per buttarla giù basta un piccolo terremoto, per minarla nelle fondamenta, farla barcollare e poi cadere. È strano come certe faccende abbiano punti di vista all’apparenza così lontani, talmente distanti da avere una sola possibilità di contatto, capace di durare appena un attimo. Giovedì pomeriggio sono stato colpito da una palla proprio dove un uomo non vorrebbe mai; purtroppo non sono riuscito a scansarmi, troppo veloce il tiro per i miei riflessi appannati, anche perché eseguito da molto vicino. Al momento il dolore è stato indescrivibile, una botta secca, inaspettata, che mi ha centrato all’improvviso; subito ha cominciato a farmi male la pancia, le fitte salivano crudeli, mentre sentivo alcune voci bofonchiare qualcosa. Non riuscivo a stare in piedi, come un pugile che si attacca alle corde del ring, mi sono piegato sul cestino pieno di palline, prima di trascinarmi a fatica verso una sedia a bordo campo.

Un sudore freddo ha cominciato ad imperlarmi la fronte, tenevo gli occhi chiusi e le mani in faccia; qualcuno deve avermi chiesto se stessi bene, se fosse il caso di chiamare un’ambulanza, visto che restavo chiuso nel silenzio, e nel buio della mia sofferenza. Penso di aver risposto che tutto era a posto, di non preoccuparsi, di lasciarmi tranquillo per un po’, in modo da riprendermi con calma. Con un filo di voce ho sollecitato i ragazzi a giocare, a organizzare le solite partite, di essere autonomi, in fondo cosa era successo? È stato quello il momento peggiore, un attimo e sono piombato in un vortice di pensieri, una ridda di parole che hanno iniziato a scontrarsi nella testa. Un’impresa tenere a bada il dolore fisico, che non voleva andare via, anzi batteva in un punto preciso; non so come ho fatto a non svenire, a non cedere al freddo che mi ha assalito, i piedi e le mani erano congelate, nonostante le tenessi chiuse per scaldarle un po’. Persino il cuore procedeva a rilento, quasi a voler evitare di essere coinvolto, lo ascoltavo provando a distrarmi, a spostare mente e corpo in un altro luogo, in un diverso tempo. Avvolto nello sconforto ero troppo debole per farcela, così il peggiore degli spettri aveva la strada spianata, libera da ogni impedimento. Il cervello è una macchina complessa, una scatola piena di minuscoli pertugi, dove i pensieri si infilano scaltri, sfuggenti anche alla mente più allenata. In un attimo soltanto, per una stupida pallinata, avevo avvertito il formarsi di una crepa, l’inizio di un terremoto in grado di distruggere il lavoro di anni. Mandare tutto all’aria, andare via, smettere, uscire e non tornare più, rompere le catene che mi tengono legato, aprire un varco e scomparire, senza dare spiegazioni, motivazioni, giustificazioni. Seduto, portato in un’altra dimensione, lottavo contro la burrasca, la tempesta che da molto tempo non veniva a trovarmi. Era già successo, un pomeriggio ormai lontano; scosso da troppe fatiche avevo valicato la porta, lasciato i bambini soli in campo, con l’idea di non tornare indietro. Mi ero bloccato dopo pochi passi, e quasi come un automa avevo ripreso a fare lezione, cercando di dimenticare il maldestro tentativo, e i suoi perché. Giovedì quando mi sono alzato, ho levato la giacca che avevo indossato per trovare un po’ di tepore, e come un robot ho ripreso il mio posto. Forse non vale la pena distruggere quello che si è costruito con fatica, in anni di duro lavoro; tuttavia anche la casa con le fondamenta più solide, rischia di cadere, di crollare davanti ai continui terremoti, alle scosse che non vorrebbe mai subire. Un attimo, un momento soltanto, una banale pallina, un colpo basso: è sufficiente per mandare tutto all’aria?

Andrea Villa

  1. il punto è prprio quello: quanto sono forti le fondamenta? sono forti o è solo la paura che ci tiene bloccati qua ad una vita che in fondo non ci soddisfa?
    boh non so, non ho ancora troato una risposta, però sto cercando di basare la mia vita su nuove fondamente, sicuramente più solide di quelle che mi hanno sostenuto fino ad ora..
    se dovessi trovare una risposta sarai il primo a saperlo!
    Caro

  2. ti auguro che non succeda più andre! ;) ciaooo

Lascia una risposta.