20 dic 2009

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L’articolo della settimana (68) Spermatozoi

spermatozoiIl torneo degli spermatozoi non è stato ancora inventato, ma qualcuno ci sta pensando. L’evento sarà qualcosa di eccezionale, imperdibile per i talent scout, per i cacciatori di talenti, i visionari delle capacità nascoste. Micro campo, micro palle, micro racchette, micro giocatori; tutto fatto in miniatura, in uno spazio grande come un francobollo, una moneta, uno sputo. Chissà forse per vedere qualcosa, per godersi l’incredibile spettacolo, dovremo usare un microscopio, magari un monocolo, oppure una lente per allargare, allungare, dilatare. Ogni spettatore avrà un occhio di riguardo, un’angolazione preferita, uno sguardo attento per scovare, tra gli sgambettanti partecipanti, il più portato, il più dotato, il più futuribile. La vera gara sarà sugli spalti, tra gli stregoni, i maghi, i guru, i manager, i genitori, pronti a predare, a suggerire, a vendere, a comprare. Partiranno in tanti, sottili fili di seme, appena appuntiti, pochi arriveranno a destinazione, a trovare il fiore giusto da impollinare, a penetrare la via del successo; alcuni cresceranno con in testa una cosa soltanto, altri cambieranno strada, rimanendo indietro, lungo l’unica direttrice percorribile: quella del campione assoluto.

Un torneo è pur sempre un torneo, anche se si tratta di spermatozoi; si gioca solo per vincere, con cattiveria, con arrivismo, con un’innata ambizione. Non c’è tempo da perdere, e non ci sarà, ogni secondo è prezioso, programmato, studiato, soppesato, mai lasciato al puro caso. Chiari gli obbiettivi, precise le modalità, certo il procedimento; come un robot, un automa, una macchina costruita in laboratorio, il piccolo dovrà farsi largo, spingere, affrettarsi per mettersi in mostra. Sarà costretto ad anticipare, fare prima degli altri, correre a braccetto con la precocità, e magari riuscire a batterla. Allora il genitore sobbalzerà, salterà di gioia, piangerà, guardando nella provetta quel spermatozoo, tanto immaturo, ma così bravo a muovere la sua quasi invisibile racchettina da tennis. Il vincitore sarà portato ad esempio, mostrato con fierezza, modello da imitare, da copiare, da superare in velocità. Gli sconfitti gettati nel dimenticatoio, dove è tutto troppo lento per poter giungere a conclusione; verranno esclusi, tenuti ai margini, in fondo un tardivo non potrà mai essere in orario, tantomeno in anticipo. Il futuro è già passato, crescere è quasi superfluo, il percorso dovrà essere il più breve possibile: subito la parola chiave, possibilmente insieme a tutto. Il torneo degli spermatozoi non è stato ancora inventato, ma qualcuno sta cominciando a studiare la formula, a preparare le regole, a insinuare l’opportunità; le voci corrono, non è soltanto un pettegolezzo, lo scherzetto di un insignificante sito, il momento sta per arrivare. Pare che verranno utilizzati gli embrioni come cavie, giusto per sperimentare la fattibilità; sembra che i materiali siano già pronti, manca solamente l’approvazione, il benestare, il placet. Quindi è meglio sbrigarsi, se non si vuole rischiare di eiaculare troppo tardi!

Andrea Villa

  1. Proprio quando pensavo di essere l’unico a riuscire a fare certi doppi sensi, tu ci sei riuscito meglio di me. A pensarci bene quella è forse l’unica gara che ho vinto, ma ero troppo piccolo, decisamente troppo piccolo, per ricordarmela.

  2. forte! sinceramente avevo pensato ad un cosa anche più assurda (e sinceramente di poco gusto) un torneo tra cloni per scoprire il vero GOAT, in barba a Clerici, Tommasi e tutti quelli che dicono che non esiste il GOAT ;)

    funzionerebbe cosi si facciano dai cloni Tilden, Budge, Perry, Kramer, Hoad, Laver, Borg, McEnroe, Becker, Edberg, Sampras, Agassi, Safin, Federer, Nadal e chi più ne ha più ne metta poi tutti questi colni tutti assieme li piazzi dal bolletta e vediamo chi è il migliore… scherzo dai so benissimo che è una cosa da nazisti schifosi… ma forse potrebbe essere un idea per un filmetto

  3. Mi piace. Ho un sistema per favorire i già favoriti…

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