8 gen 2010

Postato da in Interviste | 0 commenti

L’intervista (immaginaria) al mio cuore

cuoreNon si ferma mai, è sempre al lavoro; non può permettersi nemmeno una piccola pausa, una breve interruzione, oppure una fugace sosta. È costretto a battere persino nel sonno, quando tutto il resto si calma, si adagia alla ricerca del meritato riposo: al cuore è concesso soltanto di rallentare un po’, di diminuire appena la velocità. Non è necessario interrogare uno scienziato per capire come funziona, per comprendere le sue ragioni è sufficiente ascoltarlo, dargli le attenzioni di cui ha bisogno. Spesso gli siamo indifferenti, incapaci di cogliere i suoi richiami, ma se avessimo la possibilità di parlare con lui, cosa gli chiederemmo? Quali segreti vorremmo che ci svelasse? Quali risposte andremmo a cercare tra i suoi battiti? Forse troveremmo le ragioni che competono solo al cuore, il motivo di tanti comportamenti, soprattutto faremmo luce lungo la strada dei nostri sentimenti. Sei costretto a pulsare senza sosta, a lavorare in continuazione, non hai mai voglia di riposarti? L’unica cosa che mi è concessa è di rallentare un po’, durante il sonno; è in quel momento, in cui il corpo si abbandona ai sogni, in cui posso diminuire lo sforzo, e diventare spettatore.

Spettatore di cosa? Dei sogni che attraversano le profondità dell’animo umano, e purtroppo anche dei loro incubi peggiori; a volte rimango incantato nel vedere fino a dove si possano spingere i desideri, altre terrorizzato dalle paure che arrivano a rovinare tutto.

Come fai a filtrare tutto quello che accade dentro di noi? È molto difficile, un’operazione da vero equilibrista; basta una piccola distrazione per farsi travolgere, perdere il controllo, e subire un’accelerazione improvviso, spesso pericolosa.

Quindi è il cuore che tiene in scacco le persone, oppure hanno una specie di potere su di esso? Purtroppo è il cuore a dare gli ordini, a comandare; inutili sono i tentativi di tenerlo a bada, di non ascoltarlo, di ignorare i suoi segnali. La strada dei sentimenti è l’unica che il cuore conosce, nessuna altra via gli è permesso percorrere, capirlo significa comprendere la bellezza della vita.

Spesso gli uomini sbagliano, cadono in errore; il cuore è immune a tutto questo? Posso forse non essere sincero, ingannare l’animo umano, portarlo fuori strada? Sarebbe un peccato mortale, una vigliaccata, una pugnalata alle spalle, dalle conseguenze irrimediabili.

Cuore e mente, sentimento e ragione; a chi affidarsi? Andrei contro i miei interessi se dicessi di non ascoltarmi, tuttavia a volte bisogna avere fiducia nella schiettezza della ragione, mettendo da parte il calore dei sentimenti, anche a costo di mostrarsi un po’ crudeli.

So che non dovrei fare questa domanda al mio cuore, ma è più forte di me; non sei stanco di essere solo? Quando sarò pronto per abbandonare la solitudine, per lasciarla definitivamente da parte, trovare la giusta compagnia richiederà un istante soltanto, un attimo di eterna felicità.

È strano essere rincuorati dal proprio cuore; quindi è solamente una questione di tempo? Il tempo è il miglior alleato del cuore, mai un nemico, l’attesa soltanto la necessaria preparazione; aspettare è sempre preferibile all’impazienza, alla fretta che allontana dal vero obiettivo.

Un giorno sarai costretto a fermarti, a smettere di battere; cosa accadrà in quel momento? Questa è una domanda che devi rivolgere al destino, io non posso risponderti. Sento di avere ancora tanto da fare, passo dopo passo, battito dopo battito; un lavoro che soltanto un cuore pieno di vita può portare fino alla fine, un impegno a cui non voglio sottrarmi proprio adesso.

Molte altre sono le domande che ogni giorno faccio al mio cuore, sempre le stesse le sue precise risposte. Ascoltarlo è un esercizio quotidiano, una necessità, di cui non posso fare a meno; un fuoco che scalda la mia vita, alimenta le speranze, e rende sempre più forti i sentimenti: al tempo e al destino lascio l’ultima parola.

Andrea Villa

Lascia una risposta.