10 gen 2010

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L’articolo della settimana (71) Emergere (fare carriera)

sottomarinoSe fossi un sommergibile sarei costretto a rimanere sempre vicino al fondale del mare, a restare nascosto, a non poter emergere, farmi vedere. Non mi sarebbe concesso risalire, bucare la superficie dell’acqua, vedere finalmente la luce del sole con gli occhi, e non soltanto attraverso il periscopio. Per fortuna non sono un sottomarino, più semplicemente un maestro di tennis, che sta cercando di capire da tempo come fare per venire fuori, affiorare, e non rischiare di indugiare troppo a lungo dove nessuno lo possa notare. Quanto è difficile fare carriera, migliorare nel proprio lavoro, avere la possibilità di crescere? In Italia questo percorso è quasi impossibile da intraprendere; è l’esperienza a dirmelo, sono gli anni trascorsi a credere nella qualità, nella preparazione, nelle competenze, a rendermi rassegnato. Quando ho iniziato avevo in testa una visone ben chiara delle cose da fare per scalare, per emergere, per rimontare posizioni su posizioni; tuttavia oggi sono convinto che i tanti tentativi siano stati quasi inutili, addirittura in alcune circostanze controproducenti. Sapere, essere un passo avanti agli altri, avere capacità superiori alla media, è servito a pochissimo, e non mi ha portato i risultati sperati.

Spesso sono stato preso dalla sconforto, soprattutto quando vedevo persone meno valide di me guadagnare di più, avere maggiore considerazione nell’ambiente, ottenere maggiore rispetto, soddisfazioni. Ho sempre faticato a capire le motivazioni di questi accadimenti, poi ho cominciato ad allargare la mia visione, a informarmi su cosa accadeva in altri ambienti di lavoro, a leggere con più attenzione i quotidiani, i blog su internet, e anche qualche libro in proposito. L’Italia è un paese di vecchi in cui comandano i vecchi, questo è il punto principale; ai giovani è concesso molto poco, perché nessuno vuole abbandonare la poltrona, se non in fin di vita, sul punto di morte. Chi ci governa vorrebbe aumentare l’età pensionabile, far andare a lavorare le persone oltre i settanta anni; di conseguenza tutti i settori rischiano di essere chiusi, di non avere il giusto ricambio, di essere fermi dietro a mentalità e modus operandi ormai obsoleti. Inoltre nessuno è disposto ad investire, a sostenere un’idea nuova, un progetto interessante; nessuno è capace di appoggiare un giovane disposto a cambiare, a modificare, a volare nel futuro. Soltanto chi ha le spalle coperte, grazie a famiglie in grado di finanziarlo, può sperare in una carriera brillante, semplicemente perché i genitori gli apriranno tutte le porte, attraverso conoscenze ed amicizie. In fondo nel nostro paese valgono gli agganci, gli intrecci, l’essere vassallo di qualcuno, prostrarsi davanti ad un barone, magari cercando di sfruttare la sua compiacenza, e un giorno diventare come lui. Non siamo forse tutti laureati? Non abbiamo raggiunto un livello di istruzione medio più alto? Eppure questo non ha garantito una migliore cultura del lavoro, una vera struttura meritocratica, una reale scala di valori. Apro il giornale e leggo di extracomunitari sfruttati per venti euro al giorno, aziende che chiudono ogni giorno, in nome del dio profitto, coetanei lasciati a casa, in preda a depressioni, perché nessuno li vuole assumere di nuovo. È scoraggiante accorgersi quale direzione stiamo prendendo, come sia deprimente non vedere mai una soluzione, un rendersi conto della serietà della situazione; pensare quindi alla carriera, ad un possibile avanzamento, è quasi ridicolo, ma voglio ancora credere che sia fattibile, e non soltanto un’illusione. Stiamo diventando una nazione in mano a mediocri, che si circondano di inetti, per tenerli in scacco, lasciandoli poche briciole, gli scarti, l’elemosina. Molte menti brillanti sono in fuga, emigrano, passano il confine: emergere è un’impresa impossibile, allora non rimane che la fuga, un viaggio verso la civiltà. Parola che abbiamo tolto dal nostro vocabolario.

Andrea Villa

  1. Benvenuto in Italia!
    Il “bel paese” è proprio come l’hai descritto, e anche peggio. Tuttavia, basta varcare un confine e ti si aprono nuovi orizzonti e nuove prospettive. Lì, anche i rapporti umani hanno il loro valore, e la gente si ricorda “perfino” il tuo nome.
    Provare per credere.

  2. Bellissimo articolo, credo che possa raccontare una parte del significato di emergere, le vari emozioni e i vari sentimenti necessari in questo caso per fare carriera, bravo andre sei un vero saggio, credo che mi possa aiutare molto questo articolo, aiutare a capire come e cosa provo quando cerco di impegnarmi per emergere.Ciao andre!!!

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